il retroscena

Attentato Ranucci, gli esecutori in carcere guardando "Studio Aperto": "Questi sanno tutto"

Non sapevano di essere intercettati e commentano il servizio del tg

di Alessio Campana
12 Ago 2026 - 19:41
01:35 
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Gli uomini in carcere con l'accusa di essere gli esecutori materiali dell'attentato a Sigfrido Ranucci parlano tra loro. Non sanno di essere intercettati. Guardano "Studio Aperto" e commentano il servizio del tg. E offrono inconsapevolmente agli inquirenti quelli che il gip definirà "elementi di straordinaria rilevanza" e di "un rilievo probatorio decisivo". "Sanno tutto, questi sanno tutto", esclama Saverio Mutone quando il giornalista riferisce della scoperta, da parte dei carabinieri, del sopralluogo effettuato il 10 ottobre (sei giorni prima dell'attentato) assieme a Marika De Filippis e Pellegrino D'Avino, anche loro accusati di far parte del commando che sarebbe stato assoldato da Gomes Tavares su richiesta di Valter Lavitola. E poi esultano quando apprendono che quest'ultimo, davanti agli inquirenti, si sarebbe avvalso della facoltà di non rispondere: "Non è uno scemo", dice uno di loro. Quello del 10 ottobre non è l'unico sopralluogo finito nell'inchiesta. Per la Procura anche Lavitola e Tavares ne hanno effettuato uno un mese prima. I presunti componenti del commando - Saverio Mutone, Antonio Passariello, Marika De Filippis, Pellegrino D'Avino - dopo aver ricevuto l'incarico da Tavares avrebbero studiato tutto nei particolari, giocando ruoli diversi all'interno della stessa partita. Prima la ricognizione sul luogo, poi la ricerca dell'automobile e dell'esplosivo contenente gelatina da cava. Infine il 16 ottobre Passariello e Mutone sarebbero partiti da Avella, nell'Irpinia, in direzione Torvajanica, con arrivo alle 22.04. Tredici minuti dopo, la deflagrazione davanti alla casa di Ranucci e il ritorno a casa. Lì dove i carabinieri del nucleo investigativo di Roma, pochi mesi dopo, sarebbero andati a bussare.