Un palazzo di dieci piani per un totale di 21mila metri quadri nel centro di Roma, occupato illegalmente da tredici anni. Ad abitarlo circa trecento adulti e cento minori, che da mercoledì sono in mezzo a una strada. Ventuno milioni quelli che ha dovuto pagare lo Stato per il suo mancato sgombero, a cui si aggiungono gli oltre duecentomila che il Viminale deve versare per ogni mese ulteriore di occupazione. Se i numeri non bastano a descrivere Spin Time - "un'importante esperienza di inclusione", secondo il sindaco dem di Roma Gualtieri e "un concentrato di illegalità e pericoli" secondo esponenti di Fratelli d'Italia - possono almeno spiegare la complessità e la delicatezza della trattativa tra Campidoglio e proprietà per l'acquisto del palazzo, che nell'ottica del Comune dovrebbe portare a una regolarizzazione. Non c'è ancora una cifra esatta, in queste ore si parla di un valore attorno ai quaranta milioni di euro. Si attende un sopralluogo nello stabile, adesso gravato da un doppio sequestro: per l'incendio e per l'occupazione. Gli occupanti vivono una situazione di emergenza. In queste ore incassano il sostegno di esponenti della cultura da Verdone a Saviano fino a Sorrentino e anche di importanti esponenti del mondo ecclesiastico. Annunciano che non se ne andranno: "Occupiamo la strada per un'estate resistente". Sul futuro di Spin Time si accende la polemica. La Lega chiede di fermare l'acquisto del Campidoglio, sostenendo che "non si possono comprare gli alloggi agli abusivi mentre chi è in graduatoria aspetta da anni", mentre sul caso potrebbe intervenire anche la Corte dei conti, a cui è stato presentato un esposto.
