A Bari le celebrazioni per il governo Meloni, il più longevo dell'Italia repubblicana | La premier: "Stabilità nostra prima riforma per il Paese"
Nel capoluogo pugliese la presidente del Consiglio fa il punto sui quattro anni del suo esecutivo
Il governo Meloni ha siglato un altro primato: non solo il primo esecutivo italiano guidato da una donna, adesso è anche il più longevo della storia repubblicana del Paese. Per celebrare questo "traguardo storico", la premier ha scelto Bari, dove è stato allestito un palco con lo slogan "Il governo più stabile, l'Italia più forte". E proprio da quel palco, la leader di Fratelli d'Italia ha elogiato la stabilità del suo governo, "prima grande riforma del nostro Paese".
La presidente del Consiglio è arrivata al porto del capoluogo pugliese, dove si sta tenendo la manifestazione, a quasi un'ora dall'inizio, accompagnata dall'ovazione da parte della folla. Il suo discorso è stato anticipato, tra gli altri, anche dagli interventi del vicepresidente esecutivo della Commissione europea e commissario europeo per la politica regionale e di coesione, Raffaele Fitto, del leader di Noi Moderati, Maurizio Lupi, nonché di Matteo Salvini, vicepremier e leader della Lega e dell'altro vicepremier, il segretario nazionale di Forza Italia, Antonio Tajani.
Il discorso della presidente del Consiglio
Ma è Giorgia Meloni il personaggio più atteso della kermesse, che sale sul palco sulle note di Rino Gaetano, con "Ma il cielo è sempre più blu". "Il governo più stabile non è per forza quello più capace", ha affermato all'inizio del suo discorso, ma quello che "ha avuto più tempo degli altri per essere giudicato e quel giudizio, dopo 1.413 giorni siete voi con questa presenza, con questo entusiasmo, insieme ai milioni di italiani che non sono qui questa sera ma che sono ancora al nostro fianco e ci chiedono di non mollare". È questo quello di cui "andare fieri", spiega la premier, "non di governare da 1.413 giorni, ma di avere un consenso ancora più alto di quello che avevamo". Poi, l'elogio alla stabilità dell'esecutivo, per Meloni la "prima grande riforma del nostro Paese", e alla compattezza della maggioranza: "Noi non stiamo insieme per battere l'avversario", come quelli che "dopo un'eventuale vittoria non sanno cosa fare. Noi stiamo insieme per costruire idee. Chi si allea per costruire idee dopo 1.413 giorni ha ancora una lista di cose da fare, ecco la differenza".
Risparmi e salari
La presidente del Consiglio ha continuato spiegando l'importanza che ha un governo stabile nel proprio Paese: "La stabilità per l'Italia non è stata un vezzo, è stata uno scudo: grazie a essa abbiamo protetto questa nazione. Abbiamo protetto i risparmi degli italiani quando tanti aspettavano la tempesta finanziaria per mandare a casa questo governo". Per poi citare anche il tema salari: "Gli stipendi in Italia sono ancora troppo bassi, ragione per cui intendiamo perseverare. Non molleremo su questo. Noi vogliamo essere il governo di chi lavora e si impegna, quello dei fannulloni e dei privilegiati lo lasciamo volentieri ad altri".
Un governo stabile "indica la rotta"
Ma la stabilità è fondamentale anche nel panorama internazionale, ha dichiarato la premier: "Oggi la nostra nazione viene presa molto sul serio e quando questo avviene puoi permetterti di dire di no, di indicare la rotta invece di seguirla. Sono conquiste che vogliamo lasciare anche a chi vincerà le prossime elezioni". E tutto questo, ha ammesso, nonostante non siano mancate le difficoltà: "Ci sono stati giorni in cui mi è sembrato di nuotare dentro la colla ma non ho mollato mai e non intendo farlo adesso". Per poi aggiungere: "Alla nostra classe dirigente dico che dobbiamo fare più e meglio, ma a chi intende ostacolarci dico: Mettetevi comodi, non avete capito con chi avete a che fare".
Crisi carburanti ed ex Ilva
Non poteva mancare, vista la crisi dei prezzi dei carburanti che in questi ultimi mesi sta spaventando i cittadini, la menzione ai prezzi di benzina e gasolio, annunciando altre misure dopo il taglio delle accise sui carburanti, "altri provvedimenti sono in arrivo, ma questa volta saranno mirati: non possiamo permetterci di spendere soldi per darli a chi non ne ha bisogno o viene a fare benzina dalla Francia". Nelle parole della premier anche l'ex Ilva, da cui proprio oggi - 4 settembre - sono partite 2.500 lettere di licenziamento - "la questione più complessa", come l'ha definita, che "vede sul territorio chi vorrebbe la sua chiusura e chi vorrebbe valorizzare il suo valore, abbiamo fatto sforzi per garantire la prosecuzione delle attività anche con molte risorse che sono state investite, continueremo a farlo con realtà locali, sindacati, associazioni datoriali, il nostro obiettivo è tutelare la salute pubblica ma anche preservare un patrimonio industriale importante per la Puglia e per la nazione intera".
Le rivendicazioni in tema di sanità
Anche la sanità ha trovato posto nel discorso di Meloni. "Abbiamo lavorato sulla sanità, nonostante le tante bugie che raccontano. Le liste d'attesa sono iniziate con il governo Meloni? No, esistevano 5-6 anni fa ma nessuno se ne era occupato, la sinistra le ha lasciate a noi. E noi ci siamo chiesti come si potesse fare meglio", ha detto la presidente del Consiglio. "Non esisteva in Italia uno strumento che dicesse quante persone stessero aspettando, e dove. Siamo partiti dal monitoraggio, territorio per territorio, prestazione per prestazione - ha continuato -. Tutti quelli che ci fanno la morale, a questo non avevano pensato. Su dieci prestazioni, otto sono erogate nei tempi previsti e due no: sono troppe, ma almeno ora sappiamo dove intervenire".
"Serve la legge elettorale contro i ribaltoni"
E poi ha attaccato l'opposizione anche sul tema della legge elettorale, in vista della chiamata alle urne del 2027: "Proponiamo che alle prossime elezioni e a quelle da qui in avanti i cittadini possano scegliere coalizione, programma e candidato premier da proporre al capo dello Stato, e chiunque vince ha i numeri per governare cinque anni: niente ribaltoni, niente governi nel palazzo come vorrebbe fare il Pd anche questa volta, niente compromessi ma governi scelti dai cittadini".
L'esempio italiano in tema migranti
Aperto, poi, il capitolo migranti, tema centrale dell'estate a causa della crisi di Ceuta che ha provocato la decisione dell'esecutivo italiano di sospendere Schengen con la Spagna, nonché a causa delle polemiche sul rientro in Italia dei dublinanti sparsi in diversi Paesi dell'Ue. "Dicevano che le nostre proposte" sulla gestione dei migranti "erano impresentabili, fuori dalla civiltà giuridica europea. Annuncio che oggi quelle posizioni sono legge europea, sono la civiltà giuridica europea", ha affermato, facendo riferimento ad alcune iniziative tra cui "la possibilità di aprire centri rimpatri fuori dall'Unione, esattamente i centri in Albania. Ci hanno chiamato estremisti per anni, poi - ha aggiunto - hanno copiato tutto, ecco cosa significa contare a Bruxelles, cosa significa far contare la destra".
L'elogio al Sud
Sul panorama del porto di Bari, non poteva mancare un riferimento alla questione meridionale, con il Sud Italia che su tanti aspetti fa ancora fatica ad arrivare ai livelli del Nord: "Abbiamo protetto il Sud. Per troppo tempo queste regioni sono state trattate come problema da risolvere o serbatoio di voti da tenere buoni con il clientelismo. Abbiamo scommesso che il Sud potesse diventare locomotiva d'Italia, sbaragliando ogni pronostico i numeri dicono che era la scelta giusta", ha commentato. "Il traguardo è fare del Sud un posto dove si arriva, non da dove si parte. Crediamo nel Sud attrattivo e vincente, come quello che a Napoli ospiterà l'America's Cup e come quello che a Taranto ha ospitato i Giochi del Mediterraneo, dando un'immagine meravigliosa di organizzazione e accoglienza".
La lotta al femminicidio
A gran voce, Meloni ha poi menzionato il caso di Lorena Isceri, la 45enne che giovedì è stata gettata da un viadotto dell'A1 a Barberino del Mugello dall'ex fidanzato, per rivendicare l'importanza dell'approvazione della legge sul femminicidio: "Abbiamo protetto le donne. L'omicidio di Lorena ci stringe il cuore, e ci ricorda che il femminicidio esiste, eccome, e combatterlo non significa dire che la vita di un uomo vale meno, ma riconoscere che nel femminicidio c'è un'aggravante: si uccide una donna perché ha osato essere libera e questo nella società europea e cristiana non è previsto".
"Il vero traguardo è l'Italia che non chiede permesso a nessuno"
"Se siamo arrivati fin qui, significa che possiamo ancora andare avanti. Perché io continuo a credere che le pagine più belle debbano essere ancora scritte", ha detto Meloni nel suo intervento conclusivo. "Il nostro traguardo non è mai stato diventare il governo più longevo della storia della Repubblica, il nostro traguardo è sempre stato molto più ambizioso. Il nostro traguardo è un'Italia nella quale chi ha un'idea possa realizzarla, un'Italia nella quale chi lavora possa permettersi una casa, costruire una famiglia, guardare al futuro con fiducia, un'Italia nella quale nessuno sia costretto ad andarsene per diventare quello che sogna di essere, una nazione nella quale, ovunque si trovi, ogni italiano sia fiero di dire a voce alta da dove viene, un'Italia nella quale chi è partito possa trovare 1000 ragioni per tornare. Il nostro traguardo è un'Italia che non chiede più il permesso a nessuno".
