Il sindaco di Benevento si confessa

Clemente Mastella: "L'aldilà? Andrò in purgatorio | Ma la morte non è un'ossessione "

L'ex parlamentare aveva annunciato poche settimane fa di avere un tumore. Parlando a Il Giornale ha affrontato la malattia, la morte e il rapporto con la famiglia

25 Ago 2026 - 09:02
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 © ansa

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Andrà in purgatorio, "parte alta". A dirlo è Clemente Mastella stesso. Il sindaco di Benevento infatti, a distanza di poche settimane dall'annuncio, è tornato a parlare del tumore che lo ha colpito e delle conseguenze che ne sono derivate a cascata. Emozioni, pensieri, e fra questi c'è anche spazio per la famiglia e i rimpianti: "Se solo non avessi scelto di fare il ministro della Giustizia...", ha raccontato. La morte spaventa Mastella, naturalmente, ma non gli è ossessione: piuttosto una "cosa inevitabile". E quando questo succederà se ne andrà con una convinzione: di aver "lasciato il segno".

La paura della fine

 Parlando a Il Giornale, Mastella ha dichiarato di pensare alla morte, ma non "come ossessione". Piuttosto, "come una cosa inevitabile, con la speranza che io possa vivere quel momento così: superare la barriera". Poi un pensiero sull'aldilà, per lui che è cattolico: "Andrò in purgatorio. Parte alta. Per un politico il paradiso è impossibile. È successo a Tommaso Moro, forse a De Gasperi. Solo a loro". L'inferno? No, grazie. "No, l’inferno no, perché non ho fatto del male. Io sono una persona buona".

La diagnosi

 Scoprire di avere un tumore cambia la vita. La sconvolge. Mastella ha rivissuto le emozioni di quei primi giorni dopo la diagnosi: "Giorni di grandissima angoscia. Non riuscivo a capire. Pensavo ai miei nipoti, pensavo che avrei dovuto lasciarli. Cercavo di immaginare le loro vite senza di me. Pensavo ai figli. Pensavo che forse non avrei potuto assistere alla maturità della mia nipote più grande. Pensavo al futuro della nipotina più piccola. Ti travolge l’idea che sia la fine del mondo per te".

E l'angoscia, la tristezza, a volte riescono a prendere il sopravvento sulla speranza che comunque Mastella ha: "Tu dici: ma possibile che mi sia capitata una cosa del genere? Cosa avrei dovuto fare per evitarlo? E poi senti il passo di marcia che rallenta, che non va più. Ti impaurisci". Comunque vada a finire, l'ex parlamentare è sicuro: "L’impressione è di aver lasciato un segno. Piccolo magari, ma un segno. L’idea che figli e nipoti possano dire con orgoglio: questo era nostro nonno, questo era nostro padre, senza la paura di pronunciare il mio nome".

La famiglia e un rimpianto

 Il sindaco di Benevento si è anche confessato sulla famiglia, raccontando di aver migliorato i rapporti con i figli. Che non sono sempre stati rosei: "Credo di essere stato migliore come nonno di come sono stato padre. La politica mi ha spinto a trascurare la famiglia, i figli. La politica è così: ti travolge. Io a 29 anni ero deputato, lavoravo moltissimo, non potevo evitarlo". Sul ruolo della moglie, invece, ha spiegato: "Quando sto per soccombere al pessimismo arriva e mi salva. Ruolo enorme".

La politica ha scandito gran parte della vita di Mastella che, forse, a oggi tornerebbe indietro solo per cambiare una cosa: "Quando si formò il governo Prodi 2 ebbi l’offerta di fare il ministro dell'Agricoltura e invece ho voluto fare il ministro della Giustizia. Mia moglie mi dice sempre: se avessi scelto l'agricoltura quanti dolori avremmo evitato".

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L'annuncio

 Il sindaco di Benevento aveva annunciato poche settimane fa, a luglio, di avere un tumore. In coda alle celebrazioni per la festività della Madonna delle Grazie, dichiarò: "A tutti chiedo di pregare per me". Mastella si era poi diretto al neo arcivescovo Michele Autuoro: "Lei si è rivolto a quelli che sono malati. Anche io lo sono. E spero di farcela".

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