Milano, dedicata una via a Giuseppe Pinelli: il ferroviere anarchico e partigiano
È la nuova intitolazione di via Micene per ricordare "la diciottesima vittima di Piazza Fontana", come lo definì il presidente della Repubblica Napolitano
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Da ora in poi a Milano, nel quartiere San Siro, ci sarà via Giuseppe Pinelli. Lì, a pochi passi dalla casa in cui visse con la famiglia: "Anarchico e partigiano" si legge nella targa con la quale si rinomina via Micene, per ricordare "la diciottesima vittima di Piazza Fontana", come la definì l'allora presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Alla cerimonia hanno scoperto la targa le figlie Claudia e Silvia assieme al sindaco di Sala, dando attuazione alla delibera approvata dal Consiglio comunale.
Le figlie: "Possiamo piangere lacrime dolci"
Nel corso della cerimonia, Sala ha sottolineato che "soprattutto ai giorni nostri è giusto non solo ricordare, ma imparare da chi ha impegnato la sua vita per i propri ideali", ringraziando le figlie per la lotta e invitando a considerare la via "non solo come abbraccio di Milano ma come stimolo a portare avanti quei valori". Subito dopo ha preso parola Claudia Pinelli che, visibilmente commossa, ha: "Quello di oggi è un momento di festa, possiamo anche piangere lacrime dolci. È memoria collettiva di una città che non ha dimenticato", aggiungendo poi che: "La memoria è un impegno, un impegno politico per andare avanti e non arrendersi". Le fa eco Silva, l'altra figlia, che richiama le parole della madre Licia: "Non ho mai inteso chiedere vendetta, ho creduto di combattere per cambiare il volto di questo Paese". Inoltre, ha sottolineato che l'intitolazione è "una scelta di memoria" e che "l'esempio di vita non si cancella con la morte: questa cosa chi l'ha ucciso non l'ha capita".
La morte in questura pochi giorni dopo piazza Fontana
Giuseppe Pinelli, milanese doc, morì il 15 dicembre 1969, esattamente tre giorni dopo la strage di piazza Fontana. Inizialmente, la polizia valutò l’ipotesi della pista anarchica e, insieme ad altri, Pinelli venne fermato e accompagnato in via Fatebenefratelli per essere interrogato. Trattenuto per approfondimenti e accertamenti, innocente, morì precipitando dal quarto piano, nel cortile interno dello stabile.
