decisione dei giudici

Omicidio Tramontano, processo bis sulla premeditazione: resta l’ergastolo per Impagnatiello

Confermato l’ergastolo nei primi due gradi, ma i togati chiedono di riesaminare l’aggravante 

08 Apr 2026 - 17:48
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La Corte di Cassazione riapre un punto chiave nel caso dell’omicidio di Giulia Tramontano. I giudici della prima sezione penale hanno disposto un nuovo processo d’appello, limitatamente al riconoscimento della premeditazione.

Il caso

 La giovane, al settimo mese di gravidanza, fu uccisa il 27 maggio 2023 con 37 coltellate. Per il delitto è stato condannato Alessandro Impagnatiello, suo compagno all’epoca dei fatti. Nei primi due gradi di giudizio, l’uomo ha ricevuto la condanna all’ergastolo. Una pena che resta confermata anche dopo il passaggio in Cassazione, fatta eccezione per l’aspetto specifico della premeditazione, ora da rivalutare.

Il nuovo appello

 Il processo bis si concentrerà esclusivamente su questo elemento aggravante. I giudici dovranno stabilire se l’omicidio sia stato pianificato in anticipo oppure no, un dettaglio che incide sulla qualificazione giuridica del reato. Rigettata invece la richiesta della difesa relativa all’esclusione dell’aggravante della crudeltà. Su questo punto, la decisione dei giudici resta ferma.

Il legale del padre di Giulia

 "Una decisione che dal punto di vista tecnico va accolta con favore perché l'imputato è un uomo privo di empatia, caratterizzato da un evidente gelo interiore. Ha ucciso per spirito punitivo: nessun impeto, nessuna reazione improvvisa, ma una decisione maturata con fredda determinazione". Lo afferma l'avvocato Nicodemo Gentile, legale di Franco Tramontano, padre di Giulia. "Una eliminazione lucidamente pianificata della compagna e del bambino che portava in grembo", ha aggiunto. 

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