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Coniugi uccisi a Ferrara, il figlio 16enne confessa: movente le liti per i voti

Moglie e marito sono stati massacrati nella loro villetta e poi avvolti in sacchi di plastica. Il ragazzo avrebbe assoldato un amico per mille euro

Svolta nelle indagini sul duplice omicidio di Pontelangorino. Per l'omicidio di Salvatore Vincelli, 59 anni, e Nunzia Di Gianni, 45 anni, sono stati infatti fermati il figlio 16enne dei due e un suo amico quasi 18enne. I coniugi sono stati massacrati nella loro villetta a colpi in testa e poi avvolti in sacchi di plastica. I ragazzi, dopo un lungo interrogatorio in caserma, hanno confessato. Ai due è contestata anche l'aggravante della premeditazione.

Figli e killer: da Erika a Pietro Maso, tutti i casi di giovani e adolescenti che uccidono mamma e papà

Erika De Nardo, Pietro Maso, Ferdinando Carretta. E poi il caso di Ancona, con Fabio Giacconi e Roberta Pierini uccisi dal fidanzato della figlia Antonio Tagliata, 19 anni, che spara su istigazione di lei. Dal Piemonte di Erika al Veneto di Maso, alla Lombardia dei coniugi Carretta, ecco alcuni degli efferati omicidi messi a segno da giovanissimi killer contro mamma e papà. Erika, 16 anni, si accordò con il fidanzato Omar Favaro, 17, per massacrare la mamma Susy Cassini, 45 anni, e il fratellino Gianluca, 12, il 21 febbraio 2001. Pietro Maso aveva 19 anni nel 1991 quando uccise, il 17 aprile, il padre Antonio, 52, e la madre Maria Rosa Tessari, 48, simulando una rapina dopo l'omicidio. Ferdinando Carretta assassinò i genitori, Giuseppe e Marta Chezzi, e il fratello Nicola per intascare l'eredità e trasferirsi a Londra. Al 2010 risale l'uccisione di Giorgio Zorzi, 66 anni, a Verona. L'uomo viene assassinato dal figlio Piergiorgio, poco più che ventenne, per una banale lite legata al volume troppo alto della tv. E ancora, poco più di un anno fa, il 7 novembre 2015, il duplice omicidio dei giovanissimi fidanzati di Ancona: le vittime si chiamavano Fabio Giacconi e Roberta Pierini. Infine, il caso di Ferrara, dei coniugi Salvatore Vincelli e la moglie Nunzia. Gà fermato il figlio 16enne, che prima aveva dato l'allarme per l'omicidio. E poi ha confessato.

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Tra figlio e genitori contrasti legati ai voti a scuola - Il movente non sarebbe economico, ma dettato dai forti contrasti tra il minorenne e i genitori, legati, pare agli insuccessi scolastici. Proprio per questo sembra che il figlio fosse in aperta rottura con padre e madre, e che avesse quindi progettato l'omicidio d qualche tempo.

L'amico assoldato per mille euro - Avrebbe quindi assoldato l'amico promettendogli mille euro, 80 dei quali già corrisposti. E i due alla fine avevano deciso di commettere l'omicidio. A uccidere materialmente è stato l'amico: tra la mezzanotte e le sei di martedì è entrato nella camera da letto passando da una porta finestra, lasciata aperta dal figlio, e con l'ascia ha colpito alla testa prima il padre e poi la madre. Poi ha chiamato il 16enne perché lo aiutasse a spostare i corpi.

Assassino in famiglia, i casi eclatanti

Ferrara, coppia trucidata a colpi di ascia

Il piano di buttare i corpi nel canale e la soluzione alternativa - Il piano era di gettarli in un canale per denunciarne la scomparsa. Ma i due non sono riusciti a trasportare i cadaveri fino al corso d'acqua ed è quindi scattato il "piano B". I due hanno quindi inventato di aver passato la notte insieme e il 16enne ha telefonato ai carabinieri raccontando di essere rincasato la mattina, trovando i genitori morti: il padre in garage, dove era stato trasportato dopo l'omicidio, la madre vicina al letto. La plastica sarebbe stata usata per non lasciare tracce di sangue durante lo spostamento dei corpi.

I racconti dei ragazzi e le contraddizioni - Le misure da parte delle forze dell'ordine nei confronti dei due adolescenti sono scattate dopo che erano emerse contraddizioni e incongruenze nei loro racconti. Era stato lo stesso figlio a dare l'allarme, prima a una zia e poi ai carabinieri, in lacrime: diceva di aver trovato lui i corpi dei genitori.

I due fermi sono arrivati dopo una serie di perquisizioni e di ricerche di riscontri all'ipotesi, emersa fin dai primi atti di indagine, che fosse stato lui l'autore.

Il 16enne ha poi fatto ritrovare ai militari l'arma usata per compiere il duplice omicidio dei genitori. L'ascia con cui sono stati massacrati i coniugi e i vestiti sporchi di sangue dei due adolescenti erano in un corso d'acqua a Caprile, frazione adiacente a Pontelangorino.

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