
foto Ansa
La sentenza ha scontentato tutti: dall'accusa, che aveva chiesto l'ergastolo, alla difesa che aveva avanzato la richiesta di assoluzione o, in subordine, di riconoscimento dell'omicidio colposo. Ad ascoltare in aula il pronunciamento dei giudici, assente l'imputata, il padre della bimba, che si è mostrato particolarmente infastidito dall'esito del procedimento e che aveva, ai funerali della piccola, voluto portare il feretro da solo.
La vicenda risale al 2 settembre del 2009 quando, dopo l'allarme lanciato dalla stessa madre, era stato ritrovato nelle acque del fiume il corpo della piccola Giuliana. L'autopsia aveva parlato di annegamento. La donna aveva sempre sostenuto che durante una passeggiata serale nel centro semideserto della cittadina veneziana la piccola le era sfuggita di mano e che non era più riuscita a ritrovarla. Solo dopo una prima ricerca la madre aveva chiesto aiuto e chiamato anche un conoscente.
Le indagini, poi, avevano portato la procura di Treviso a ritenere la donna responsabile della morte della bimba, ma le ragioni che sarebbero state legate al suo gesto non erano mai state chiarite. Simone Moreira aveva trascorso anche sette mesi in carcere e, una volta uscita, si era rifatta una vita diventando madre per la terza volta.
In questi due anni in più occasioni ha ribadito la sua totale estraneità da qualsiasi atto nei confronti della figlia e ha sempre sostenuto la tesi di averne perso il controllo e di non averla più ritrovata.
La vicenda risale al 2 settembre del 2009 quando, dopo l'allarme lanciato dalla stessa madre, era stato ritrovato nelle acque del fiume il corpo della piccola Giuliana. L'autopsia aveva parlato di annegamento. La donna aveva sempre sostenuto che durante una passeggiata serale nel centro semideserto della cittadina veneziana la piccola le era sfuggita di mano e che non era più riuscita a ritrovarla. Solo dopo una prima ricerca la madre aveva chiesto aiuto e chiamato anche un conoscente.
Le indagini, poi, avevano portato la procura di Treviso a ritenere la donna responsabile della morte della bimba, ma le ragioni che sarebbero state legate al suo gesto non erano mai state chiarite. Simone Moreira aveva trascorso anche sette mesi in carcere e, una volta uscita, si era rifatta una vita diventando madre per la terza volta.
In questi due anni in più occasioni ha ribadito la sua totale estraneità da qualsiasi atto nei confronti della figlia e ha sempre sostenuto la tesi di averne perso il controllo e di non averla più ritrovata.










