No Tav, Abbà in diretta prima della caduta"Pronto a folgorarmi, li ho beffati di nuovo..."
I conduttori di RadioBlackOut lo contattano sul traliccio e si raccomandano: "Non ti fare male"
© Ap/Lapresse
Quindici metri di caduta e lesioni giudicate gravissime: è finita così la protesta di Luca Abbà, uno dei leader storici del movimento No Tav che nel tentativo di bloccare l'allargamento del cantiere era salito su un traliccio dell'alta tensione e da lì è precipitato. E gli ultimi istanti della sua iniziativa sono stati raccontati in diretta radiofonica da Radioblackout, un'emittente indipendente dell'area di Torino da sempre vicina al movimento No Tav.
"Sono appena arrivato e mi sono arrampicato sul traliccio", dice Abbà ai suoi interlocutori che lo hanno raggiunto al telefono, "Adesso stanno salendo per venirmi a prendere, sono riuscito a sfuggire ai controlli e mi sto arrampicando". Abbà conosce molto bene la zona tant'è vero che per raggiungere la baita dove è avvenuto l'incidente non ha utilizzato le strade. "Ho i miei sentieri", dice ai conduttori che gli chiedono informazioni per poter mandare altri manifestanti nella zona.
"Io cercherò di resistere fin che posso, se potessero arrivare centinaia di persone non sarebbe male", dice Abbà che minaccia anche gli agenti che da sotto al traliccio lo tengono sotto controllo: "Sono pronto e disponibile ad appendermi ai fili della corrente.
Poi lo scherno nei confronti degli "sbirri", come vengono chiamati dai radiofonici che lo hanno contattato: "Cel'ho fatta a fargliela sotto al naso un'altra volta davanti a decine di poliziotti che mi guardavano attoniti".
E infine l'ultimo messaggio: "Sta salendo un rocciatore, mi devo organizzare per difendermi, devo chiudere". E il collegamento si interrompe su l'ultimo avvertimento dei conduttori: "Non ti fare male, ciao Luca".
