Ricatta 28 ragazze su Facebook, arrestato
In manette un imprenditore 44enne delle Marche che, tramite un falso profilo sul social network, si faceva inviare dalle giovani - molte minorenni - foto che le ritraevano nude per poi minacciare di renderle pubbliche
Utilizzando un profilo Facebook falsamente intestato a una donna, un imprenditore 44enne è riuscito a farsi inviare da 28 ragazze, molte delle quali con meno di 14 anni, foto che le ritraevano nude. L'uomo, residente nelle Marche, minacciava poi le giovani di divulgare le immagini se non avessero accettato di mostrarsi in videochat, di cui registrava il contenuto pornografico. L'uomo è stato arrestato per pornografia minorile e violenza sessuale.
Indagine scattata dalla denuncia di una minorenne - Le ragazze adescate sono risultate residenti in varie regioni (cinque in Umbria). L'indagine, coordinata dal sostituto procuratore di Perugia, Gemma Miliani, ha preso avvio lo scorso anno dalla denuncia presentata alla polizia postale umbra da una minorenne adescata su Facebook, da una presunta donna che fintasi sua coetanea, dopo un'iniziale conversazione su vari aspetti della vita adolescenziale, l'aveva spinta a mostrarsi nuda usando una web-cam e poi ricattata minacciando di divulgare le immagini acquisite qualora non avesse acconsentito a soddisfare le sue richieste. Pressioni alle quali però la ragazza non aveva ceduto, confidando tutto al padre.
Video e immagini pedopornografiche - Le indagini della polizia postale umbra, guidata dal vice questore aggiunto Anna Lisa Lillini, hanno portato a rintracciare l'uomo che a dicembre ha subito una prima perquisizione. Dall'analisi del materiale informatico sequestrato presso la sua abitazione è emerso che le ragazze adescate con lo stesso sistema erano state 28, tutte nel 2012, alcune amiche tra loro e legate dalla passione per una stessa attività sportiva di cui erano praticanti (non specificata dagli investigatori). Nel corso della perquisizione la polizia postale ha accertato che l'uomo collezionava in maniera metodica i video e le immagini pedopornografici archiviandoli anche in un hard-disk esterno, quindi trasportabile.
Secondo la polizia postale le foto che le ritraevano nel praticare questo sport, postate sul loro profilo Facebook, sono servite all'imprenditore per un primo contatto con loro. Gli investigatori hanno sottolineato che per identificare le ragazze è stata "preziosa" la collaborazione della Federazione italiana dello sport praticato dalle ragazze che consentendo l'accesso al proprio database ha permesso agli agenti di acquisire le complete generalità delle minori e la loro residenza.
