Prima di sparire nel nulla quasi tre settimane fa, Roberto Straccia chiamò gli amici di sempre. Lo confermano i tabulati telefonici del cellulare del giovane, analizzati dagli inquirenti che nelle scorse ore hanno verificato senza ottenere nuovi spunti investigativi anche le mail e il profilo Facebook dello studente. Continuano senza sosta, intanto, le ricerche di amici e parenti.
L'appuntamento è ogni mattina alle nove davanti a casa Straccia. E' lì che le persone più vicine a Roberto si alternano per vagliare le decine di segnalazione che arrivano alla famiglia e per verificarle di persona. Le più drammatiche li portano sotto i ponti sulle colline tra Caprara e Moscufo, raccontano gli amici al quotidiano "Il Giorno". Ma loro non vogliono credere all'ipotesi di un suicidio: "Non aveva alcuna ragione per farlo".
La convinzione, che neppure i carabinieri si sentono di escludere, è che Roberto sia stato vittima di qualcuno che potrebbe avergli fatto del male. "Noi però andiamo avanti senza pensarci, continuiamo a cercarlo", ripete un compagno di università.
