E' il giorno della commemorazione del quarantennale dell'omicidio di Luigi Calabresi. Il questore di Milano, Alessandro Marangoni, usa parole di riconciliazione e parla di "un momento di riflessione sulla morte di Giuseppe Pinelli". "C'è stata da tempo una stretta di mano tra la vedova di Calabresi e la moglie di Pinelli - ha aggiunto - e credo possa essere il tempo di una riflessione che serva a creare un miglior clima di riconciliazione".
Il questore di Milano, Alessandro Marangoni, ha parlato stamani di Pinelli a margine della commemorazione per l'uccisione del commissario Luigi Calabresi, e in un momento di gravi tensioni sociali con la ricomparsa di volantini siglati Brigate Rosse e di un attentato a sfondo anarchico nei confronti dell'Ad di Ansaldo Nucleare.
''Per adesso - ha precisato Marangoni riprendendo quanto detto ieri a La Repubblica e che appare oggi sul quotidiano - non è stato deciso nulla, e non ci sono tempi nè luoghi. Si tratta davvero solo di una riflessione che spero si concretizzerà''.
Per l'omicidio Calabresi, sono stati condannati a 22 anni di carcere Ovidio Bompressi, Giorgio Pietrostefani e Adriano Sofri. Leonardo Marino ha avuto 11 anni, cancellati poi dalla prescrizione. Bompressi e Marino sono stati ritenuti esecutori materiali dell'omicidio; Pietrostefani e Sofri i mandanti. Calabresi pagò con la vita la campagna di denigrazione che venne promossa a suo carico da quanti lo ritennero in qualche modo responsabile della morte di Giuseppe Pinelli, esponente dei movimenti anarchici di Milano, 'precipitato' da una finestra del commissariato milanese di via Fatebenefratelli, in occasione di un interrogatorio sulla strage di Piazza Fontana.
Fu soprattutto il movimento extraparlamentare di Lotta Continua a montare una campagna contro Calabresi particolarmente violenta, nonostante fosse stato accertato che il commissario Calabresi non si trovava nella stanza dell'interrogatorio in quel momento. Oggi, a Milano, diversi appuntamenti sono previsti nella giornata commemorativa. La deposizione di corone al cippo di via Cherubini; la messa in memoria celebrata nella basilica di Sant'Ambrogio; la deposizione di corone presso la questura di Milano, in ricordo della strage di via Fatebenefratelli e presso il monumento che ricorda Luigi Calabresi.
Il figlio Mario: "Il Paese non è più quello degli anni Settanta"
"Il Paese non è più quello degli anni Settanta". Lo ha detto Mario Calabresi, figlio di Luigi, il commissario ucciso nel 1972 da Lotta Continua, a margine della commemorazione che si è svolta in questura a Milano per il quarantennale della sua uccisione. "Ora - ha aggiunto - ci sono le stesse tensioni e difficoltà, ma manca il substrato di violenza che caratterizzava quegli anni".
"E' tempo di aprire gli archivi di Stato - ha aggiunto Mario Calabresi - . In questi anni - è stato fatto molto per la memoria delle vittime del terrorismo ma occorre fare un passo avanti. Apprezzo molto il lavoro fatto dal presidente della Repubblica Napolitano, ma bisogna cercare la verità".
