12:48 - Cambiando linea e seguendo quella del gip, la procura di Milano ha chiesto il rinvio a giudizio di Silvio Berlusconi nell'indagine sul passaggio di mano dell'intercettazione tra Giovanni Consorte e Piero Fassino all'epoca della mancata scalata di Unipol alla Bnl. Finora la Procura aveva sempre sostenuto l'archiviazione per l'impossibilità di avere elementi sufficienti a sostenere l'accusa in tribunale.
Lo scorso 22 settembre, il pm di Milano, Maurizio Romanelli, ha chiesto il rinvio a giudizio di Berlusconi, dopo il provvedimento del gup Stefania Donadeo che aveva respinto la richiesta di archiviazione e ordinato l'imputazione.
Il caso è legato alla pubblicazione il 31 dicembre 2005 su "Il Giornale", il quotidiano di famiglia dell'ex premier, dell'intercettazione tra Piero Fassino e Giovanni Consorte nella quale, durante la tentata scalata di Unipol a Bnl, nella quale l'allora segretario dei Ds diceva: "Allora abbiamo una banca?".
Il gup ordinò l'imputazione perché, scrisse nel provvedimento, Berlusconi aveva ascoltato quella conversazione ancora "top secret" e poi ringraziato, "assicurando gratitudine eterna", i due imprenditori che, la sera della vigilia del 2005, gli avevano portato ad Arcore quel "regalo", in vista delle "elezioni politiche" del 2006.
Sarà il gup di Milano Maria Grazia Domanico, che aprirà l'udienza lunedì prossimo, a dover decidere se mandare o meno a processo l'ex presidente del consiglio.
Il caso è legato alla pubblicazione il 31 dicembre 2005 su "Il Giornale", il quotidiano di famiglia dell'ex premier, dell'intercettazione tra Piero Fassino e Giovanni Consorte nella quale, durante la tentata scalata di Unipol a Bnl, nella quale l'allora segretario dei Ds diceva: "Allora abbiamo una banca?".
Il gup ordinò l'imputazione perché, scrisse nel provvedimento, Berlusconi aveva ascoltato quella conversazione ancora "top secret" e poi ringraziato, "assicurando gratitudine eterna", i due imprenditori che, la sera della vigilia del 2005, gli avevano portato ad Arcore quel "regalo", in vista delle "elezioni politiche" del 2006.
Sarà il gup di Milano Maria Grazia Domanico, che aprirà l'udienza lunedì prossimo, a dover decidere se mandare o meno a processo l'ex presidente del consiglio.










