LETTERA A ROMA

Coronavirus, Fontana scrive al governo: "Chiudere tutto in Lombardia tranne gli alimentari e le farmacie"

Il governatore elenca in una lettera dettagliata tutte le misure da prendere per gestire l'emergenza. Ipotesi di rimodulare anche il trasporto pubblico. Confindustria: aziende lombarde pronte a fermarsi

11 Mar 2020 - 17:17

In piena emergenza coronavirus, il governatore della Regione Lombardia Attilio Fontana invia una lettera ufficiale al governo con le richieste per fermare il contagio. Ecco tutte le proposte individuate dal presidente e trasmesse nel documento inviato a Roma.

Nel testo si evidenziano tutte le misure necessarie: 

- Chiusura di tutte le attività commerciali al dettaglio, ad eccezione di quelle relative ai servizi di pubblica utilità, ai servizi pubblici essenziali, alla vendita di beni di prima necessità e alle edicole;

- Chiusura di tutti i centri commerciali, degli esercizi commerciali presenti al loro interno e dei reparti di vendita di beni non di prima necessità. Restano aperte invece le farmacie, le parafarmacie e i punti vendita di generi alimentari e di prima necessità.

- Chiusi i mercati sia su strada che al coperto e le medie e grandi strutture di vendita; Chiusura di bar, pub, ristoranti di ogni genere

.- Chiusura delle attività artigianali di servizio ad eccezione dei servizi emergenziali e di urgenza;-

- Chiusura di tutti gli alberghi e di ogni altra attività destinata alla ricezione ad eccezione di quelle individuate come necessarie ai fini dell’espletamento delle attività di servizio pubblico;

- Sospensione di tutti i servizi mensa sia nelle strutture pubbliche che private;

- Chiusura di tutti i servizi terziari e professionali, ad eccezione di quelli legati alla pubblica utilità e al corretto funzionamento dei settori richiamati nei punti precedenti.

- Sospensione dei termini processuali e degli adempimenti di natura amministrativa, assicurativa..

- Si chiede che venga consentita ogni attività svolta con modalità di lavoro agile e si chiede di individuare quali siano le attività di indifferibile necessità, e si precisa anche che è già stato raggiunto un accordo con Confindustria Lombardia per regolamentare l’eventuale sospensione o riduzione delle attività lavorative per le imprese.

Il governatore conclude sottolineando che "sulla base di queste riduzioni ci riserviamo di modulare il trasporto pubblico locale secondo le necessità".

Confindustria: "Aziende lombarde pronte a fermarsi" - La Confindustria lombarda ha fatto sapere, si legge in una nota del Comitato di presidenza, di essere "disponibile a mettere in campo un codice di autoregolamentazione in linea con le prescrizioni sanitarie più ferree e autoimporsi una sospensione in caso di impossibilità a soddisfare i requisiti di sicurezza richiesti dall'emergenza".