Ultrà Pescara ucciso, arrestato il killer
Massimo Ciarelli, il rom che ha assassinato Domenico Rigante, rintracciato dalla polizia in un autogrill di Chieti. L'omicidio risale a martedì, sabato i funerali del giovane assassinato
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La polizia di Pescara ha arrestato Massimo Ciarelli, il ventinovenne rom che ha ucciso il tifoso ultrà biancazzurro, Domenico Rigante, 24 anni. L'omicidio era avvenuto a Pescara martedì scorso. L'operazione è stata condotta dalla Squadra mobile della città abruzzese, guidata da Pierfrancesco Muriana.
Ciarelli, che sapeva di essere ricercato dalla polizia per l'omicidio di Rigante, ha deciso di costituirsi. Al momento in cui si è consegnato alla polizia, con lui c'era il suo legale. Nei confronti del nomade era stato emesso un decreto di fermo di indiziato di delitto dal pm Salvatore Campochiaro, della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Pescara.
A Ciarelli è stato contestato anche il tentato omicidio del gemello della vittima, Antonio Rigante, perché quando il gruppo dei rom ha dato l'assalto ai due, per prima cosa aveva rincorso a pistolettate, in piazza Grue, proprio il fratello della vittima, uccisa poi in un appartamento nei pressi.
Ciarelli sarà rinchiuso in un carcere, ma non quello di Pescara, dagli uomini della Squadra mobile del capoluogo adriatico.
Il parroco al funerale: questa morte è un monito sulla vita dei cittadini
"La morte di Domenico è monito per una riflessione sul vivere da cittadini". Don Giuseppe di Bartolomeo ha pronunciato queste parole all'omelia dei funerali del tifoso ucciso in casa a Pescara, dopo l'irruzione di alcuni rom.
"Alcuni giorni fa - ha aggiunto il sacerdote - Domenico mi aveva chiamato e avevamo concordato per il 17 giugno la data del battesimo della sua bambina e degli incontri per parlare del senso religioso di questo sacramento. Le vicende della vita hanno disposto diversamente e hanno tolto la vita fisica al nostro fratello Domenico". Don Giuseppe ha poi definito la morte del giovane "sconvolgente, dolorosa, terribile".
Durante la cerimonia una zia del 24enne ha letto una lettera rivolta al nipote: "Da quando era nata stavi sempre con tua figlia - ha detto la donna con la voce rotta dalle lacrime -. Quando sarà cresciuta le racconterò che suo padre era un grande. Tu amavi la vita e ora la tua vita è stata spezzata" ha concluso, ricordando, tra l'altro, "un'adolescenza turbolenta".
Alla fine della cerimonia un nuovo lunghissimo applauso ha salutato la bara biancoazzurra, portata a spalla dal fratello e dagli amici più stretti fuori dalla chiesa. Il corteo, accompagnato da alcuni vigili urbani in moto, si è poi avviato verso il cimitero di San Silvestro.
