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Una coppia di naufraghi della Concordia, Maria Cristina Meduri e Fabio Molinari, sono tornati all'Isola del Giglio per riportare le coperte pulite e lavate che erano state offerte loro per riscaldarsi la notte del 13 gennaio. A quindici giorni dalla tragedia i due hanno deciso di tornare per esprimere il loro ringraziamento agli isolani. "Ci sembrava giusto ringraziare queste persone, riportare le loro cose", hanno spiegato.
Sono sbarcati in mattinata senza clamore, cercando di restare nell'ombra. Hanno subito cercato i vigili urbani per restituire a loro le coperte. Ma la voce del loro arrivo si è sparsa subito e alle 13, quasi di corsa, sono risaliti sul traghetto per tornare a casa. "In questi giorni abbiamo sempre evitato i giornalisti", hanno dichiarato.
Sulla Concordia erano saliti lo stesso giorno del naufragio, a Civitavecchia, ''era il nostro viaggio di nozze'', spiega Maria Cristina, ''ci siamo sposati ad agosto''. ''In effetti e' stato un viaggio di nozze molto breve'' sorride Fabio che non riesce a distogliere gli occhi dal relitto fermo sugli scogli e pensa a voce alta che ''se qualcuno avesse dato subito l'ordine di evacuazione, se non avessero atteso un'ora e mezzo, tutti si sarebbero salvati''.
Loro non sembrano intenzionati ad accettare il rimborso proposto dalla Costa, 14 mila euro: ''al di la' delle cose personali che ho lasciato sopra, e che non nessuno potra' mai ripagare - dice lei -, c'e' la paura, tutto quello che abbiamo passato''. Hanno aspettato due settimane ''ma dovevamo provare anche a 'esorcizzare' la paura''.
Ricordano tutto: ''continuo a svegliarmi la notte pensando al mare, al freddo, alla paura'', prosegue Maria Cristina. Erano a cena quando ''c'e' stato un schianto: dai tavoli cadeva tutto - dice -. Ho provato ad alzarmi ma un cameriere mi ha detto di restare a tavola''. Pochi minuti perche' Fabio si e' reso conto ''che non poteva essere un semplice blackout''.
Sono saliti fino alla loro cabina, ''al ponte 8, e abbiamo preso i giubbotti di salvataggio e una giacca a vento''. Ancora non riescono a capacitarsi di perche' ''nessuno ci diceva niente: siamo andati sul ponte delle scialuppe e poi siamo tornati un attimo in cabina senza mai trovare qualcuno in divisa'' continua Fabio. ''C'erano bambini, anziani, disabili ma nessuno pensava a loro'', si inalbera ancora Maria Cristina. Poi guarda anche lei la nave adagiata su un fianco e al marito dice: ''pero' sono stata brava a scendere di li'''.
Prima dell'ordine di abbandono vedevano tanta gente intorno che si gettava in mare, ''lui ha cercato di convincermi, ma avevo troppa paura''. Poi qualcuno ha aperto il cancello per la scialuppa, sono riusciti a salire e a tornare a terra, accolti dai gigliesi che oggi hanno voluto ringraziare. Ma qualcuno, tra i naufraghi della Concordia, dovra' ringraziare anche Fabio che, una volta sul pontile si e' messo ad aiutare i soccorritori ''mi sembrava giusto dare una mano''. Lui vuol tornare in crociera ma Maria Cristina non ne vuole sapere: ''cerchero' di convincerla perche' non e' che succede tutte le volte''. ''L'unica cosa e' che staremo attenti a non imbarcarci di venerdi' 13'', sorride Fabio.
