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19.12.2011

Ricostruzione L'Aquila, quattro arresti

L'accusa per tutti è di infiltrazione mafiosa. In manette imprenditori legati alla 'ndrangheta

foto Ansa
11:07 - Quattro persone sono state arrestate nell'ambito di un'inchiesta della Dda de L'Aquila riguardante infiltrazioni mafiose nella ricostruzione privata post terremoto. In manette sono finiti imprenditori legati alla 'ndrangheta ai quali viene contestata l'associazione per delinquere di stampo mafioso. Uno degli arrestati, Stefano Biasini, è aquilano; gli altri farebbero parte della cosca mafiosa Caridi, Zincato e Borghetto di Reggio Calabria.
L'allarme era già stato lanciato ben prima dell'operazione odierna, nell'ambito della ricostruzione privata. La magistratura aquilana aveva infatti denunciato il far west, la carenza di controlli e la guerra tra aziende in atto intorno a queste commesse milionarie.

L'inchiesta sfociata nei quattro arresti era stata avviata diversi mesi fa dal procuratore distrettuale antimafia, Alfredo Rossigni, e dal sostituto Fabio Picuti, i quali hanno chiesto e ottenuto dal gip Marco Billi gli ordini di custodia cautelare.

Altre inchieste, ancora in corso, erano state avviate subito dopo il terremoto per alzare il livello di attenzione sulle infiltrazioni mafiose nel cantiere più grande d'Europa. In particolare, anche in seguito ai rilievi sulle infiltrazioni della 'ndrangheta emersi a L'Aquila, c'è stata anche l'operazione "Alta Tensione" della Procura di Reggio Calabria che ha portato all'arresto di numerose persone, tra cui il boss Santo Giovanni Caridi: sul suo conto sono tra l'altro emersi collegamenti con società aquilane impegnate nella ricostruzione.

Quanto alla vicenda odierna, è emerso che il commercialista del boss aveva acquistato il 50% della società di costruzioni "Tesi srl", di proprietà di uno dei quattro arrestati, Stefano Biasini. Secondo quanto si è appreso, Caridi si sarebbe inserito nella ricostruzione attraverso Stefano Biasini, con la mediazione degli altre tre arrestati.

L'operazione "Lypas" è stata caratterizzata da investigazioni della Squadra Mobile attraverso intercettazioni di numerosissime utenze cellulari e con l'ascolto di molte ore di conversazioni ambientali: la polizia ha documentato fotograficamente le fasi preliminari di un incontro avvenuto nel maggio 2010 in un albergo a L'Aquila tra gli arrestati e componenti della cosca reggina.

Le investigazioni economico-finanziarie del Gico della Guardia di Finanza dei L'Aquila, attraverso accertamenti bancari, indagini patrimoniali e riscontri documentali, hanno integrato e ampliato gli esiti delle indagini tecniche consolidando il quadro accusatorio.
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