Dopo l’incidente tra un vaporetto e una gondola all’altezza del Ponte di Rialto, sul Canal Grande, costato la vita ad un turista tedesco, a Venezia spuntano tre ipotesi per le sicurezze delle gondole: catarifrangenti per renderle più visibili, numero identificativo per chi le guida e, soprattutto, Gps per la loro tracciabilità. Tre innovazioni che interesseranno a tutto campo i titolari delle barche, poiché l ’apparecchio, la spesa per l’installazione e la scheda Sim necessaria al funzionamento saranno a loro carico.
Le proposte sono del Comune di Venezia, che sta redigendo il nuovo piano del traffico acqueo, composto da 26 punti. Da quanto si apprende, il traffico sul Canal Grande dovrebbe essere gestito sfruttando il già esistente sistema “Argos”, con una riduzione dei passaggi dei taxi acquei, e con la rivisitazione dei sistema di trasporto pubblico. La “riforma” coinvolgerà anche le classiche serenate, che saranno possibili con al massimo due gondole affiancate. I traghetti da parada, infine, saranno ridotti all’essenziale.
La rivoluzione dovrebbe scattare il 4 novembre e, come è già stato sottolineato più volte dall’Assessore alla Mobilità, Ugo Bergamo, sarà difficile che queste novità possano accontentare tutti, ma per il Comune ciò che conta è il risultato, cioè decongestionare il Canal Grande e in particolar modo il tratto di Rialto. Il rappresentante dei bancali Aldo Reato, sulla rivoluzione nella storica livrea nera delle gondole, è abbastanza scettico: “Martedì – dichiara – c’è la Commissione comunale competente e siamo stati invitati anche noi per condividere le scelte, staremo a vedere”. Ogni decisione definitiva, comunque, spetterà al Consiglio comunale, che sarà chiamato a votare le nuove regole.
