Guerra Russia-Ucraina
Zelensky: "Attacco russo alle ferrovie al confine con la Polonia" | Mosca conferma: "Colpite perché trasportano merci militari dall'Europa"
La Lituania segnala un drone nel suo spazio aereo: si alza caccia Nato, ma è una falsa allerta: "Era uno stormo di uccelli". Varsavia: "Escalation in corso"
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha denunciato un attacco russo contro un treno al confine con la Polonia. Il raid è stato confermato dal ministero della Difesa di Mosca, secondo cui le infrastrutture ferroviarie colpite avrebbero assicurato a Kiev la fornitura di merci militari provenienti dai Paesi europei. Momenti di paura alle porte dell'Europa anche sulla frontiera lituana, a causa di un'allerta droni - poi rivelatasi falsa -, per via della quale è stato chiuso lo scalo di Vinius, facendo alzare almeno un caccia Nato in ricognizione. Ma, alla fine, l'allarme è rientrato: "Era uno stormo di uccelli", ha dichiarato ai media locali il Centro nazionale per la gestione delle crisi.
Da Mosca: "Dieci raid ucraini sulla centrale di Zaporizhizhia"
Le forze ucraine hanno bombardato per dieci volte con droni, a partire dalla sera di sabato 12 settembre, la struttura della centrale nucleare di Zaporizhzhia dove si svolgono le attività di addestramento del personale. Lo afferma la direzione dell'impianto, il più grosso d'Europa, che è in territorio ucraino ma è gestito dall'ente russo Rosatom. "Secondo le prime informazioni non ci sono vittime e i danni sono in fase di verifica", aggiunte la direzione, citata dalle agenzie russe, sottolineando che le radiazioni sono nella norma, ma affermando che si è trattato di "attacchi a un elemento degli apparati di sicurezza" della centrale. "Il centro addestramento è utilizzato per preparare il personale e svolgere esercitazioni di risposta a situazioni abnormali e di emergenza, e per un impianto nucleare questo è parte del sistema di sicurezza", scrive in una nota la direzione della centrale. La centrale nucleare di Zaporizhzhia ha smesso di produrre energia dal settembre del 2022 e attualmente sono in stato di arresto a freddo.
Trump: "Zelensky smetta di colpire le raffinerie in Russia"
Il presidente ucraino Volodymyr Zelenskhy "deve smettere di colpire le raffinerie di gasolio in Russia. Ne abbiamo parlato". Lo ha affermato il presidente americano, Donald Trump, parlando a margine degli Irish Open di golf.
Premier polacco Tusk convoca vertice sicurezza dopo raid
In relazione ai recenti attacchi della Russia nelle immediate vicinanze della Polonia, il primo ministro polacco Donald Tusk ha convocato alle 17 una riunione dei vertici della Sicurezza del Paese. Lo ha reso noto su X Adam Szlapka, portavoce del governo di Varsavia.
Ministro Esteri polacco: "Raddoppiare sostegno all'Ucraina"
Gli attacchi dei droni russi vicino al confine polacco, incluso quello contro un treno diretto a Varsavia, rappresentano un'escalation nella guerra da parte di Mosca. Lo afferma da Kiev, il ministro degli Esteri polacco, Radosław Sikorski, chiedendo di raddoppiare il sostegno all'Ucraina. "Questa è un'escalation, questa è un'altra grande sfida per l'Ucraina e per le ipotetiche future vittime dell'aggressione russa e questo significa che dovremmo raddoppiare i nostri sforzi per sostenere le vittime dell'aggressione", ha detto Sikorski in una conferenza stampa.
Strada in salita anche diplomaticamente
Sul fronte diplomatico della guerra tra Russia e Ucraina, infine, la strada sembra ancora in salita. Anche se per un ostacolo soltanto: la riluttanza dell'Ucraina a cedere determinati territori alla Russia. Sarebbe questo il nodo che potrebbe far finire il conflitto, secondo Jared Kushner, uno degli inviati speciali degli Stati Uniti, che pochi giorni fa è stato in visita fra Russia e Ucraina. Kushner ha parlato in videoconferenza all'incontro Yalta European Strategy tenutosi a Kiev aggiungendo che da parte degli Stati Uniti ci sarebbe già un piano volto a trovare la pace. Secondo Mosca, il primo ministro indiano Narendra Modi e il presidente della Cina Xi Jinping si sarebbero offerti per cercare di porre fine alla guerra.
Alcuni funzionari provenienti da vari Paesi europei, fra cui l'ex primo ministro britannico Boris Johnson, sono stati evacuati attorno alle 5 del mattino in via precauzionale da un treno che li stava portando in Polonia da Kiev, dove avevano preso parte alla conferenza internazionale sulla sicurezza Yes. Lo ha scritto il giornale tedesco Der Spiegel parlando di consiglieri per la sicurezza provenienti da "Gran Bretagna, Germania, Francia e Italia e membri del Bundestag tedesco, diplomatici e scienziati". Il treno privato con a bordo l'ex primo ministro del Regno Unitoè rientrato in Polonia dopo aver attraversato il valico di Dorohusk-Yahodyn poco prima che le Forze armate russ sferrassero nelle vicinanze un attacco con droni. A bordo del treno non si trovava solo Johnson, ma anche l'ex premier svedese Carl Bildt e una serie di funzionari europei, tra cui Guenther Sautter, consigliere speciale per la Politica estera e di sicurezza del cancelliere tedesco Friedrich Merz. Tutti quanti stavano lasciando l'Ucraina dopo aver partecipato alla conferenza Yalta European Strategy a Kiev, durante la quale rappresentanti occidentali avevano discusso con il governo del presidente Volodymyr Zelensky di possibili negoziati di pace con la Russia. Il treno si trovava vicino al confine polacco, dove l'altro convoglio è stato attaccato da droni russi. Dopo che il treno si è fermato a causa dell'allarme droni e i controllori hanno svegliato i passeggeri per l'evacuazione, è stato dato il via libera a proseguire poiché non sono stati rilevati altri droni, spiega il giornale tedesco.
Una questione di territori
Secondo Kushner, genero del presidente Donald Trump, l'ostacolo principale rimane la riluttanza di Kiev ad accettare le richieste territoriali di Putin. "Se l'Ucraina accettasse di cedere i territori richiesti da Putin, avremmo già un accordo" ha detto Kushner. Allo stesso tempo, il funzionario Usa ha sottolineato che il compito dei mediatori è quello di trovare una soluzione che permetta di congelare il conflitto.
A suo avviso, la questione territoriale dovrebbe essere risolta tenendo conto della situazione sul campo di battaglia. Sia Kiev che Mosca si stanno adoperando per porre fine alla guerra, ma ora è necessario trovare la "formula giusta" che soddisfi tutte le parti coinvolte.
Possibile incontro?
Nel frattempo sale l'ipotesi di un incontro fra i leader di Ucraina e Russia: Volodymyr Zelensky e Vladimir Putin. Il presidente ucraino ha ventilato la possibilità di incontrare Putin al G20 di Miami durante un'intervista alla Deutsche Welle. Il Cremlino, però, finora si è rifiutato di dire se Putin volerà a Miami per il G20. "La possibilità che il presidente russo Vladimir Putin partecipi al prossimo vertice del G20 negli Stati Uniti non è ancora stata nemmeno discussa", ha detto il consigliere di Putin per la politica estera, Yuri Ushakov. Tutto resta aperto.
Disponibilità a collaborare
Secondo l'agenzia di stampa ufficiale russa Tass, il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov ha dichiarato che l'India e la Cina sono pronte a offrire il loro contributo per porre fine al conflitto fra Russia e Ucraina. Putin avrebbe "accolto con favore la loro disponibilità a collaborare". Queste le parole di Peskov: "Durante i colloqui bilaterali, Narendra Modi e Xi Jinping hanno posto domande dettagliate su una soluzione in Ucraina e hanno offerto attivamente i loro buoni uffici per aiutare a trovare una soluzione".
Drone nello spazio aereo lituano, ma è una falsa allerta
La Lituania ha chiuso l'aeroporto di Vilnius e la Nato ha fatto decollare almeno un caccia in risposta a una possibile segnalazione di un drone nello spazio aereo lituano. Lo riferiva il Centro nazionale per la gestione delle crisi. Ma poco dopo si rivela una falsa allerta: "Era uno stormo di uccelli".
Intanto, un caccia era stato fatto decollare da Siauliai, nel nord della Lituania, dove attualmente è di stanza l'Aeronautica militare italiana nell'ambito della missione Nato di difesa aerea dei Paesi baltici. La maratona di Vilnius, che si stava svolgendo nella capitale, non è stata interrotta, hanno riferito gli organizzatori a Reuters.
Attacco russo al confine con la Polonia
"Tutte le squadre di emergenza sono al lavoro vicino al confine polacco-ucraino, nella regione di Volinia, dove i russi hanno deliberatamente incendiato la locomotiva di un treno e danneggiato una stazione di servizio in un attacco con droni", ha scritto su X Zelensky. "La scorsa notte e questa mattina sono stati presi di mira impianti energetici, la compagnia ferroviaria Ukrzaliznytsia, attività commerciali ed edifici residenziali. Odessa è stata attaccata con missili e droni. In molte regioni occidentali sono in corso interventi di ripristino a seguito dei raid notturni".
Solo questa settimana, la Russia ha lanciato circa 2.100 droni contro l'Ucraina - una parte significativa dei quali costituita da "Shahed" a propulsione a getto, utilizzati dai russi nel tentativo di paralizzare l'economia e distruggere le vite delle persone. Il nemico ha inoltre impiegato quasi 1.700 bombe aeree guidate e 78 missili di vario tipo", scrive il presidente ucraino. "È proprio per impedire che questi attacchi si estendano ulteriormente in Europa che uomini e donne ucraini combattono ogni giorno, sacrificano la propria vita e impediscono l'espansione dell'aggressione. Il terrorismo russo rappresenta una minaccia comune per molti, ma può e deve essere sconfitto proprio in Ucraina. Grazie a tutti coloro che contribuiscono a proteggere i cieli dell'Ucraina e a sostenere il nostro popolo", conclude.
Dinamica confermata dal ministero della Difesa di Mosca: nei bombardamenti russi sull'ovest dell'Ucraina sono state colpite "infrastrutture ferroviarie che assicurano il trasporto di merci militari provenienti dai Paesi europei". Nella notte tra sabato 12 e domenica 13 settembre, inoltre, un drone russo si è scagliato a meno di un chilometro dal valico di frontiera ucraino-polacco di Yahodyn, incendiando due camion in una stazione di servizio. I russi, poi, hanno affermato di aver bombardato anche centri logistici e siti energetici nel sud del Paese, in particolare nella regione di Odessa.
