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Le condizioni della Russia per una pace negoziata in Ucraina "non sono cambiate" rispetto a quanto affermato nel 2024 dal presidente Vladimir Putin. Cioè cessione alla Russia delle quattro regioni ucraine rivendicate (Donetsk, Lugansk, Zaporizhzhia e Kherson) e impegno di Kiev a non entrare nella Nato. Lo ha affermato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. Il solo cambiamento intervenuto in questi due anni è che "la situazione sul terreno è diventata molto peggiore per l'Ucraina", ha aggiunto Peskov, citato dalla Tass.
"Kiev non deve entrare nella Nato"
"Tutte le nostre proposte per fermare le ostilità sono ben note, le condizioni non sono di fatto cambiate rispetto a quanto fu illustrato dal presidente al ministero degli Esteri due anni fa", ha sottolineato Peskov. Il portavoce si riferisce a un discorso tenuto da Vladimir Putin al ministero degli Esteri nel giugno del 2024 in cui delineò le condizioni per cessare le ostilità: ritiro delle truppe ucraine dalle quattro regioni su cui Mosca rivendica la sovranità e impegno di Kiev a non entrare nell'Alleanza Atlantica.
