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I bambini, gli adulti del futuro: cosa fa davvero la società per loro

Una fotografia di come la società tratta i bambini di oggi che diventeranno presto gli adulti di domani

- Rispetto a pochi decenni fa le famiglie moderne sono molto più attente all’insegnamento del rispetto delle regole, del senso civico e investono tempo e denaro nella scelta della migliore istruzione per i propri figli. Ma questi sforzi vengono puntualmente ricambiati dalla società oppure vengono considerati come prassi che non richiede alcuna merce di scambio? Perché se insegni un ideale a un bambino il bambino dovrebbe poter travasare senza difficoltà la fantasia nella realtà. Purtroppo spesso non è così. Vediamo come la comunità e le istituzioni investono sui futuri adulti.

I bambini, gli adulti del futuro: cosa fa davvero la società per loro

Istruzione e sostegno ai genitori che lavorano - Attualmente l’Istat annovera la carenza di asili nido tra le principali cause dell’abbandono del lavoro da parte delle neo mamme. Da molto tempo ormai gli asili nido vengono considerati dai genitori come dei coadiuvanti nella crescita fisica e psichica del bambino e non dei semplici baby parking. Purtroppo come detto poco prima non tutte i genitori possono contare sull’aiuto di un asilo nido in Italia: i posti in quelli statali (che sono pochi) sono accessibili tramite graduatorie regolamentate da complicatissimi sistemi mentre quelli privati spesso risultano così onerosi da non giustificare l’impegno professionale di uno dei due genitori (che sempre più spesso è la donna).

Si parla da mesi di una riforma della scuola, una riforma che dovrebbe rinnovare la scuola partendo da quella primaria. Sono tanti i genitori che sperano che la scuola pubblica migliori sfruttando l’enorme potenziale di una nazione culturalmente così ricca come l’Italia. Purtroppo, di contro, sono molti anche quelli che hanno frequentato e hanno visto i propri figli frequentare una scuola pubblica disastrata negli anni passati. Vediamolo come un sacrificio necessario al cambiamento. Vediamo il bicchiere mezzo pieno. Dopo la chiusura estiva delle scuole si presenta ai genitori l’enorme problema del “e ora dove li metto?”. Al momento i centri estivi (comunali o privati) coprono i mesi di giugno e luglio lasciando scoperto il mese di agosto che, per alcune migliaia di genitori, è lavorativo.

Salute - Il confronto con altri paesi ci dimostra che (sulla carta) il sistema sanitario nazionale italiano è migliore di molti altri. Pare sia il migliore in Europa. Pare. Ma poi, in definitiva è veramente così? Esiste una fitta rete di pediatri che è presente e diffusa su tutto il Paese, nonostante ciò il problema si presenta nei week end o fuori dall’orario ambulatoriale. Il servizio di guardia medica pediatrica infatti non è presente in tutti i distretti sanitari e pertanto bisogna comunque recarsi in un ospedale dotato di Pronto Soccorso Specializzato in Pediatria. Il problema è che la responsabilità della decisione ricade sulla famiglia che non ha possibilità di consulto alcuno e che, in alcuni casi, dovrà usare i mezzi pubblici per trasportare un bambino magari febbricitante, in ospedale.

Città a misura di bambino - Proprio i mezzi pubblici appunto. Soprattutto nelle grandi città, razionalmente è più semplice usare i mezzi pubblici per spostarsi ma poi il dover lottare con accessi impossibili per carrozzine o passeggini, lunghe scalinate, ascensori spesso rotti o inesistenti, carenza di spazi per l’allattamento nei viaggi di lunga tratta e un livello di pulizia inaccettabile fanno desistere anche i più attivi sostenitori dell’ecologia.
Scendendo dai mezzi pubblici e guardandosi intorno, le aree e gli spazi verdi dedicati ai bambini, purtroppo sono poco curati e in decadenza. In molti dei nostri parchi non è presente il cartello che vieta di fumare vicino ai bambini, i giochi spesso sono rotti perché il parco rimane aperto giorno e notte e senza sorveglianza e non vengono sostituiti.

La loro collocazione non è mai delle migliori: spesso sono posti in posizione pericolosa, vicino a strade molto frequentate, o non hanno una recinzione. Alcune amministrazioni comunali però, hanno creato delle apposite aree gioco accessibili anche ai bambini in carrozzina o con difficoltà motorie. Un enorme plauso all’innovazione.
Sembrerebbe che quello che di buono c’è non venga usato come si dovrebbe, che lo Stato non investa nel potenziale dei nostri bambini, che la società non pensi che il seme dei futuri adulti vada coltivato fin da ora. Ma chi è la società se non noi? Crogiolarsi nel “non ci posso fare nulla” non aiuta. Cresciamo piccoli innovatori ottimisti. Probabilmente la risposta è proprio lì.

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