Il focolaio di hantavirus

L'epidemia sulla nave Mv Hondius alimenta lo spettro di una nuova emergenza globale. L'Oms: "Non è un altro Covid"
13 Mag 2026 - 15:36
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Un focolaio di hantavirus si è sviluppato sulla nave da crociera Mv Hondius, con a bordo 147 persone tra passeggeri e membri dell'equipaggio. Al 12 maggio 2026, i casi segnalati sono nove, inclusi tre decessi, per un tasso di mortalità del 38%. La variante responsabile del contagio è l'Andes, nota per la possibilità - seppur rara - di trasmissione da persona a persona. L'imbarcazione è stata fatta evacuare: i passeggeri verranno monitorati per 40-42 giorni.

Cosa è successo

 Il primo ad ammalarsi, a inizio aprile 2026, è stato un cittadino olandese di 70 anni, morto a bordo della nave. Il suo corpo viene portato sull'isola di Sant'Elena. Il 26 aprile la moglie tenta di imbarcarsi, dal Sudafrica, su un volo Klm diretto in Olanda, ma collassa e muore in aeroporto. A inizio maggio il decesso di un'altra passeggera a bordo della nave, una donna tedesca. Nel frattempo, i contagi accertati sulla Mv Hondius aumentano.

Parte il monitoraggio sanitario dei contagiati, con il tracciamento dei contatti. Anche due italiani, passeggeri del volo Klm sul quale era salita per pochi minuti la moglie del cittadino olandese, sono stati posti in "obbligo di isolamento in casa".

L'Oms rassicura: "Non è come il Covid"

 L'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha chiarito che quella di hantavirus non è l'inizio di un'epidemia né di una pandemia. "Questo non è un altro Covid", ha spiegato l'agenzia delle Nazioni Unite, secondo cui il rischio per la popolazione generale "resta basso" e la trasmissione da persona a persona è eccezionale.

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