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Oro oltre i 5mila dollari: perché il metallo giallo continua a volare

Tutti i motivi dietro le quotazioni record e l'analisi di Pietro Calì: "Attenzione a non seguire le mode del momento. L'oro rimane un bene infruttifero"

di Giuliana Grimaldi
26 Gen 2026 - 12:53
 © Istockphoto

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Il metallo giallo non si ferma. Pesante sì guardando alle sue caratteristiche, ma anche capace di volare altissimo, se guardiamo ai prezzi più recenti: solo pochi mesi fa, a ottobre 2024, l'oro faceva registrare il record dei 4mila dollari, un traguardo che già sembrava eccezionale e oggi è stato già archiviato e superato, con lo sfondamento della soglia psicologica dei 5mila dollari l'oncia. Un aumento del 65% rispetto al 2025 e del 171% rispetto a cinque anni fa.

"Sì, il prezzo dell'oro ha raggiunto nuovi massimi, impensabile qualche anno fa", spiega a Tgcom24 Pietro Calì, Executive Partner di Copernico Sim. Un rally straordinario trainato dall'incertezza geopolitica legata alle politiche di Donald Trump, dagli acquisti massicci delle banche centrali e dalle aspettative di tassi bassi.

 

I motivi dietro tali record

  Il 2025 è stato un anno da record assoluto per l'oro, con un balzo del 65% - il maggiore aumento annuale dal 1979. E il 2026 è iniziato sulla stessa scia: nei primi 26 giorni dell'anno, il prezzo è già salito del 15%, raggiungendo i 5.058 dollari l'oncia troy (31,1 grammi). In pratica, oggi un grammo d'oro costa circa 138 euro.

Il prezzo del metallo giallo è in aumento ininterrotto da due anni: nel gennaio 2024 l'oncia valeva poco più di 2mila dollari. La rapidità con cui sta aumentando è una tendenza di per sé eccezionale, sia perché dice molto sulla situazione geopolitica, sia perché ha un impatto indiretto su molti settori economici.

Gran parte di questo rally è attribuibile alle politiche destabilizzanti del presidente Donald Trump. Dalle minacce di dazi contro gli alleati Nato per la questione della Groenlandia l'operazione militare in Venezuela con la cattura del presidente Nicolás Maduro, le bordate contro il presidente della Federal Reserve Jerome Powell e, più recentemente, la minaccia di imporre dazi al 100% sul Canada se dovesse stringere un accordo commerciale con la Cina: tutti questi eventi hanno scosso i mercati finanziari.

La lettura dell'analista di borsa

 Pietro Calì, Executive Partner di Copernico Sim, analizza per Tgcom24 i fattori chiave dietro questa impennata: "Il primo elemento è il rialzo della domanda come bene rifugio, come asset sicuro in periodi di incertezza". Prima la pandemia, poi la guerra in Ucraina e a Gaza, e infine le politiche erratiche dell'amministrazione Trump hanno creato condizioni difficilissime per gli investitori. Quando si possiede oro, il suo valore non è legato al debito di un altro soggetto come avviene quando si ha un'obbligazione o alla performance di un'azienda come quando si tengono in portafoglio azioni.

Un altro fattore determinante - sottolinea Calì - sono i "forti acquisti da parte delle banche centrali nazionali, specialmente quelle dei paesi emergenti che hanno aumentato le riserve in oro sostenendo domanda e prezzo, come sottolinea Calì citando anche Cina e India". Le banche centrali hanno infatti, aggiunto centinaia di tonnellate di oro alle loro riserve lo scorso anno, secondo il World Gold Council. Quando si muovono le banche centrali con acquisti fuori scala, gli effetti sui prezzi sono evidenti. Le riserve auree sono una componente essenziale del loro bilancio e servono per i momenti di crisi sui mercati finanziari. La Banca d'Italia, per esempio, è la terza banca centrale al mondo per dimensione della riserva d'oro fisico, con 2.452 tonnellate che al valore attuale valgono 338 miliardi di euro.

Infine, ci sono le aspettative di tassi bassi, conclude Calì. "In fasi di mercato con bassi tassi, l'oro tendenzialmente diventa più appetibile in quanto, essendo infruttifero dunque non distribuendo dividendi o cedole, ha 'meno concorrenza' dai titoli di stato o strumenti a distribuzione, chiarisce l'analista. La Federal Reserve dovrebbe tagliare i tassi di interesse due volte quest'anno. E tassi più bassi significano rendimenti minori per investimenti come le obbligazioni, quindi gli investitori si rivolgono con maggiore convinzione ad asset come oro e argento. Tenere i soldi congelati in un titolo di stato forse non è considerato più una opzione appetibile. E l'indebolimento del dollaro statunitense negli ultimi anni ha reso il metallo giallo più accessibile: dato che si compra in dollari, servono meno euro per comprare la stessa quantità.

La scarsità relativa dell'oro

 Uno dei maggiori appeal dell'oro è la sua relativa scarsità. Secondo il World Gold Council, sono state estratte "solo", si fa per dire, circa 216mila tonnellate di oro nella storia umana - abbastanza per riempire tra tre e quattro piscine olimpioniche. La maggior parte è stata estratta solo dopo il 1950, con l'avanzamento delle tecnologie minerarie. L'Us Geological Survey stima che altre 64mila tonnellate possano ancora essere estratte dalle riserve sotterranee, anche se si prevede che l'offerta raggiungerà un plateau nei prossimi anni.

L'effetto domino su altri settori

  Il rincaro dell'oro ha coinvolto non solo il settore dei gioielli, ma anche alcuni comparti industriali. È utilizzato nei prodotti tecnologici per connettori e circuiti, e il suo aumento di prezzo si ripercuote sui costi di produzione. Per effetto trascinamento, anche altri metalli preziosi stanno vivendo un boom. L'argento ha superato venerdì i 100 dollari l'oncia per la prima volta, dopo un aumento del 141% nel 2025 - anche questo il miglior risultato dal 1979. Domenica è salito ulteriormente del 4,5% a 107,8 dollari. Anche il platino, il rame e il nichel, molto usati nell'industria, hanno visto aumentare i loro prezzi, con conseguenze a catena sui prodotti che contribuiscono a realizzare.

Il ruolo di India e Cina

  Non sono solo gli investitori privati e gli stati ad acquistare oro. In molte culture, il metallo viene comprato durante festival o regalato in occasioni come matrimoni. In India, il festival annuale di Diwali è considerato un'occasione propizia per acquistare metalli preziosi per portare ricchezza e fortuna. Secondo Morgan Stanley, le famiglie indiane detengono 3.800 miliardi di dollari in oro, equivalente all'88,8% del PIL del paese. La Cina è il più grande mercato al mondo per i consumi di oro, con molti che credono che acquistarlo porti buona fortuna. Con un aumento stagionale della domanda intorno al Capodanno cinese.

Cosa aspettarsi nei prossimi mesi

 Gli analisti rimangono largamente ottimisti sull'oro. Goldman Sachs ha alzato le sue previsioni sul prezzo dell'oro a 5.400 dollari per oncia, citando l'interesse degli investitori del settore privato nel metallo giallo. Secondo Calì, "questi tre fattori potrebbero continuare a essere presenti nei prossimi mesi", suggerendo che il trend rialzista potrebbe non essere ancora esaurito.

Tuttavia, l'esperto di Copernico Sim invita alla prudenza: "Attenzione però a non seguire le mode del momento. L'oro rimane un bene infruttifero e con implicazioni concrete non ancora così ampie da giustificare prezzi troppo alti. Nonostante ciò, la speculazione sembra continuare."  Un monito per gli investitori: mentre l'oro continua la sua corsa storica, non bisogna perdere una visione equilibrata e cedere all'euforia del momento, ricordando che si tratta di un asset che non genera reddito e il cui valore dipende esclusivamente dall'andamento dei prezzi di mercato.