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Groenlandia, media: ipotesi contro dazi europei agli Usa per 93 miliardi di euro | Ma sfuma l'ipotesi del bazooka anti coercizione

In attesa del vertice in presenza dei leader europei

18 Gen 2026 - 22:07
 © Ansa

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La riunione d'emergenza degli ambasciatori dei 27 Paesi dell'Unione europea, organizzata per discutere la risposta comunitaria alla minaccia dei dazi è durata oltre tre ore e ha per il momento prodotto solo ipotesi: oltre all'idea di porre dazi contro gli Stati Uniti per 93 miliardi riferita dal "Financial Times", si sarebbe decisa la convocazione di un vertice dei leader Ue in presenza già in settimana. Ieri Donald Trump ha ventilato l'ipotesi di ulteriori imposte doganali per i Paesi che gli impediranno di ottenere la Groenlandia. Giorgia Meloni, durante un punto stampa a Seul, ha detto che "la previsione di un aumento di dazi" sarebbe "un errore" che non condivide. Le imposte doganali "minerebbero le relazioni transatlantiche e rischierebbero una pericolosa spirale discendente. L'Europa rimarrà unita, coordinata e impegnata a difendere la propria sovranità", ha affermato la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, in un post su X. Posizione ribadita dalla presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola: "La Groenlandia non è in vendita e la sua sovranità e integrità territoriale devono essere rispettate". Per il momento sembra inoltre essere stata accantonata la proposta avanzata dal presidente francese Macron di ricorrere al cosiddetto bazooka anti coercizione.


"Proteggeremo sempre i nostri interessi strategici economici e di sicurezza.Affronteremo queste sfide alla nostra solidarietà europea con fermezza e determinazione". Così su X la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, in merito alla questione della Groenlandia.


Al momento, non si parla di utilizzare l'ACI, ovvero lo strumento anti coercizione, o qualsiasi altro strumento commerciale contro gli Stati Uniti. Le misure di riequilibrio da 93 miliardi di euro dell'Ue sono state sospese fino al 6 febbraio. L'Ue deciderà se prorogare tale sospensione solo dopo il 1° febbraio. Lo riferisce una fonte diplomatica Ue al termine della riunione dei rappresentanti dei 27, precisando che si tratta di una visione ampiamente condivisa. Gli Stati membri concordano sul fatto che l'uso di misure commerciali come mezzo di pressione non sia auspicabile - continua la fonte -. Si impegneranno con gli Stati Uniti per chiarire questo punto e per difendere gli interessi dell'Ue ove necessario. L'Ue dispone di diversi strumenti per rispondere, se necessario. "Il pieno impegno per una soluzione diplomatica e il dialogo saranno quindi l'approccio dell'Ue nel prossimo periodo, a partire da Davos questa settimana, seguito da un Consiglio europeo straordinario a Bruxelles giovedì sera", ribadisce il funzionario.


A quanto si apprende, a seguito dei recenti sviluppi, questo pomeriggio gli ambasciatori dell'Ue hanno tenuto una discussione sulle relazioni Ue-Usa, facendo il punto della situazione e coordinando il loro approccio. La riunione è durata circa tre ore e mezza. Il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa ha annunciato un vertice in presenza: "Data l'importanza dei recenti sviluppi e al fine di un ulteriore coordinamento, ho deciso di convocare una riunione straordinaria del Consiglio europeo nei prossimi giorni".  In merito all'ipotesi contro dazi, Costa ha spiegato: "Dalle consultazioni con i leader Ue è emersa la "valutazione condivisa che i dazi minerebbero le relazioni transatlantiche e sono incompatibili con l'accordo commerciale Ue-Usa". 


L'Ue starebbero valutando una significativa risposta alla minaccia del presidente americano Donald Trump sulla Groenlandia. Secondo quanto riporta il "Financial Times", si tratterebbe di un pacchetto di 93 miliardi di euro di dazi come rappresaglia agli annunci arrivati dagli Stati Uniti o della possibilità di escludere le aziende americane dal mercato dell'Unione. Le misure di ritorsione, si legge nell'articolo di Ft, sarebbero state elaborate per dare ai leader un peso negli incontri cruciali con il presidente degli Stati Uniti al World Economic Forum di Davos questa settimana, hanno affermato i funzionari coinvolti nei preparativi. L'elenco dei dazi, si spiega, era stato preparato lo scorso anno, ma sospeso fino al 6 febbraio per evitare una guerra commerciale a tutto campo. La sua riattivazione è stata discussa dai 27 ambasciatori dell'Ue insieme al cosiddetto strumento anticoercitivo che può limitare l'accesso delle aziende americane al mercato interno.


"Ho parlato con Trump della situazione della sicurezza in Groenlandia e nell'Artico. Continueremo a lavorare su questo tema e non vedo l'ora di incontrarlo a Davos alla fine di questa settimana". Lo scrive su X Mark Rutte, segretario generale della Nato.


La Bild ha rettificato l'articolo in cui riportava "un ritiro improvviso e segreto" delle forze armate tedesche inviate in Groenlandia. In una versione precedente dell'articolo si affermava che si fosse trattato di una "partenza improvvisa e segreta". In realtà, la visita era già originariamente prevista dal 15 al 17 gennaio e avrebbe dovuto essere prolungata per un tour esplorativo oggi, 18 gennaio. Secondo il ministero della Difesa di Berlino, tale tour è stato annullato a causa delle condizioni meteorologiche.


"Io credo che parlare sia la soluzione migliore. La parola chiave è dialogo. Dialogo che non significa né arrendevolezza né debolezza, ma confronto con il nostro principale alleato che sono gli Stati Uniti". Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a margine della cerimonia della firma della posa della prima pietra dell'ampliamento e del terminal container del porto di Misurata, in Libia. "Dobbiamo sempre ricordare - ha aggiunto - che gli Stati Uniti sono il nostro principale alleato, con il quale dobbiamo confrontarci ma, ripeto, anche quando c'era il dibattito sui dazi sembrava il 50 per cento, poi siamo arrivati al 15 per cento e sappiamo anche qual è il linguaggio di Trump". Secondo il titolare della Farnesina, "l'unità dell'Occidente è fondamentale anche per tutelare i nostri interessi. Quindi dialogo, confronto".


"Le minacce tariffarie minano le relazioni transatlantiche e rischiano di innescare una pericolosa spirale discendente. Continueremo a rispondere in modo unito e coordinato. Siamo impegnati a difendere la nostra sovranità". È quanto scrivono in una nota congiunta Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Paesi Bassi, Norvegia, Svezia e Regno Unito, ovvero gli 8 Paesi per cui il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato nuovi dazi a partire dal primo febbraio. "Siamo pienamente solidali con il Regno di Danimarca e il popolo della Groenlandia", continua la nota, "sulla base del processo avviato la scorsa settimana, siamo pronti a impegnarci in un dialogo fondato sui principi di sovranità e integrità territoriale che sosteniamo con fermezza".


"Le forze armate tedesche hanno segretamente lasciato la Groenlandia, senza alcun annuncio, notifica o altra spiegazione. Il portavoce della missione sul posto non ha risposto alle domande o alle chiamate. Nessuna spiegazione è stata fornita nemmeno da Berlino". Lo afferma la Bild. Secondo il media tedesco, l'ordine di partenza è stato ricevuto da Berlino "solo questa mattina molto presto" e "nessuna spiegazione è stata data alle truppe sul campo". Tutti gli appuntamenti in programma hanno dovuto essere cancellati con urgenza. La partenza è avvenuta a mezzogiorno.


"La politica estera di un grande paese come l'Italia non può ridursi all'attesa e all'interpretazione di quello che dirà o farà Donald Trump. I nodi stanno venendo al pettine, anche per Giorgia Meloni. Ci saremmo aspettati una presa di posizione netta: la Groenlandia non si tocca, non si vende e non si compra, difendiamo l'integrità territoriale di uno Stato membro dell'Unione europea", ha detto la segretaria Pd, Elly Schlein. "Per la prima volta l'Italia appare politicamente incapace di esprimere una vera solidarietà europea. Se la tua unica ambizione è essere il governo più trumpiano d'Europa è inevitabile scivolare nella marginalità ed entrare in contraddizione con il resto dell'Ue".


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Emmanuel Macron è "mobilitato per coordinare la risposta europea alle minacce di imposte doganali inaccettabili formulate dal presidente Trump", si apprende dall'entourage del presidente. Le stesse fonti precisano che Macron "sarà tutto il giorno in contatto con i suoi omologhi europei e chiederà, a nome della Francia, l'attivazione dello strumento anti-coercizione". Secondo i più stretti collaboratori del presidente, "l'approccio americano pone la questione della validità dell'accordo sui dazi concluso l'estate scorsa dall'Unione europea con gli Stati Uniti".


Il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha detto che la minaccia di Donald Trump di imporre ulteriori dazi a chi ha mandato truppe in Groenlandia sarebbe un "errore" che non condivide. C'è stato "un problema di comprensione e comunicazione" sull'iniziativa di alcuni Paesi Ue che non va letta in chiave "anti-americana", ha dichiarato la premier parlando con i giornalisti a Seul. "Ho sentito sia Donald Trump a cui ho detto quello che penso e ho sentito il segretario della Nato, sentirò anche i leader europei ma credo che sia molto importante parlarsi ed evitare una escalation".


Se gli Stati Uniti prendessero possesso della Groenlandia con la forza, sarebbe la "fine dell'ordine mondiale così come lo conosciamo", ha affermato l'ex segretario generale della Nato ed ex primo ministro danese Anders Fogh Rasmussen in un'intervista al Financial Times, sottolineando che Trump sta usando un linguaggio sulla Groenlandia simile a quello dei "gangster" in Russia e Cina che dovrebbe cercare di controllare.


Dopo il presidente del gruppo Ppe al Parlamento Europeo, Manfred Weber, anche Iratxe García Pérez, leader di S&D, e Valérie Hayer, presidente del centrista Renew, chiedono la sospensione dell'accordo Ue-Usa sui dazi. "Renew Europe non può votare l'accordo commerciale di Turnberry e l'attivazione dello strumento anti-coercizione dovrebbe essere esplicitamente presa in considerazione", afferma Hayer. "Dobbiamo agire subito: sospendere i negoziati sull'accordo commerciale Ue-Usa e attivare lo strumento anti-coercizione", le fa eco Pérez.


"Se Trump si prende la Groenlandia, rende Putin l'uomo più felice al mondo". Lo afferma il premier spagnolo Pedro Sánchez in un'intervista a La Vanguardia. Sánchez sottolinea che qualsiasi azione militare degli Stati Uniti contro la vasta isola artica danneggerebbe la Nato e legittimerebbe l'invasione dell'Ucraina da parte della Russia. "Sulla Groenlandia, un'invasione statunitense di quel territorio renderebbe Vladimir Putin l'uomo più felice del mondo. Perché? Perché legittimerebbe il suo tentativo di invasione dell'Ucraina", sottolinea.


Dopo l'annuncio di Trump, non si fa attendere la risposta della Ue. "L'Unione europea sostiene la Danimarca e il popolo della Groenlandia. Lo facciamo con determinazione unitaria. Le misure annunciate contro gli alleati della Nato - scrive su  X la presidente del Parlamento Europeo, Roberta Metsola - non contribuiranno a garantire la sicurezza nell'Artico. Rischiano piuttosto di sortire l'effetto opposto, incoraggiando i nostri nemici comuni e coloro che desiderano distruggere i nostri valori e il nostro stile di vita. La Groenlandia e la Danimarca hanno entrambe chiarito che la Groenlandia non è in vendita e che la sua sovranità e integrità territoriale devono essere rispettate. Nessuna minaccia di dazi doganali può cambiare o cambierà questo fatto".

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