LA SCHEDA

Difesa, terre rare e rotte artiche: perché la Groenlandia fa gola a Trump

Lo scioglimento dei ghiacciai per il riscaldamento globale apre future autostrade del mare e l'accesso alle riserve di gas, petrolio, rubini e diamanti

05 Gen 2026 - 17:26
 © Istockphoto

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Trump torna a infiammare le tensioni globali, ribadendo che "vuole" anche la Groenlandia. Un obiettivo non nuovo per gli Usa che il presidente rilancia nel pieno della crisi venezuelana, confermando una strategia che ha proposto più volte. E che risale addirittura ai tempi di Truman che, dopo la Seconda guerra mondiale, mise sul piatto l'equivalente degli attuali 1,6 miliardi di euro per acquistarla. Ma l'operazione non andò in porto.

Un avamposto contro Russia e Cina

 È "assolutamente necessaria per la sicurezza nazionale" statunitense, ha spiegato il tycoon, che vede nell'isola un avamposto contro Russia e Cina, sia sul fronte militare che su quello economico-commerciale. In particolare, il progressivo scioglimento dei ghiacciai apre grandi opportunità nello sfruttamento delle rotte artiche e degli immensi giacimenti di terre rare, finora irraggiungibili per lo spessore dei ghiacciai.

La difesa

 Dal punto di vista militare, la Groenlandia è considerata un ponte strategico tra America ed Europa: ospita già la Pituffik Space Base, il punto più a nord della rete di sorveglianza e allerta per la difesa missilistica del Pentagono. Nel mirino americano ci sarebbe la possibilità di allargare la propria presenza e poter monitorare e intercettare i movimenti delle flotte russa e cinese attraverso il varco Greenland-Iceland-UK, strategico anche per la protezione dei cavi sottomarini artici

Terre rare

 Nel sottosuolo groenlandese ci sono alcuni dei più grandi giacimenti al mondo di terre rare: si stimano oltre 36 milioni di tonnellate. Minerali cruciali per microchip, motori elettrici, batterie e sistemi d'arma avanzati. Oltre a riserve di gas, petrolio, rubini e diamanti.

Un potenziale che la Us Geological Survey, l'agenzia statale americana che studia il territorio, stima in 300-400 miliardi di dollari di valore, finora poco accessibile per le condizioni dei ghiacci e per l'opposizione del governo locale. Il controllo dell'isola permetterebbe a Washington di non dipendere più da Pechino, assicurandosi l'autosufficienza tecnologica e militare.

Rotte artiche

 Lo scioglimento dei ghiacciai per il riscaldamento globale, stimato in quasi 300 miliardi di tonnellate di ghiaccio all'anno, offre delle prospettive per quello che molti definiscono il "Nuovo Canale di Suez", aprendo frontiere inedite al commercio globale. Le rotte che passano per il Polo Nord accorciano drasticamente i tempi di navigazione tra Europa, Asia e Nord America.

Chi controlla la Groenlandia controlla queste future autostrade del mare, conquistando un vantaggio logistico ed economico senza precedenti. E bruciando le mosse di Pechino e Mosca, che già da tempo hanno messo gli occhi sull'aera e siglato un accordo per sviluppare insieme le rotte artiche.

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