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22.10.2010

I Kings of Leon, un album da record

Concerto in Italia il 3 dicembre

Il nuovo album "Come Around Sundown" dei Kings Of Leon - uscito il 19 ottobre - si appresta a battere tutti i record e diventare l’album che a livello mondiale ha venduto più rapidamente nell’anno 2010. La band ha venduto dall'inizio delle carriera quasi 12 milioni di copie nel mondo, 6 milioni solo con il precedente album e sono vincitori di 4 Grammy Award. Miglior Gruppo Internazionale e Miglior Album Internazionale ai Brit Awards 2009.

Caleb Followill (voce, chitarra ritmica), Jared Followill (basso), Matthew Followill (chitarra solista) e Nathan Followill (batteria) saranno in concerto in Italia venerdì 3 dicembre alla Futurshow Station di Bologna.

"Come Around Sundown" tocca un po’ tutti i generi: il gospel (nello spirituale e vivace rock di “Radioactive”), il post-punk (“The Immortals,” “Pony Up”), il country (“Back Down South”), e perfino il doo-wop stile anni 50 (“Mary”).

"Only By The Night" del 2008 ha catapultato la band nella fascia mainstream. L’album plurivincitore di dischi di platino è entrato tra le Top 5 della classifica di Billboard Top 200, ha raggiunto il primo posto in cinque Paesi, ha venduto più di 6 milioni e mezzo di copie in tutto il mondo, e ha fatto vincere ai Kings of Leon quattro Grammy Award, tra cui quelli per “Sex on Fire” e “Use Somebody”, numero 1 di radio Modern Rock per molte settimane (“Use Somebody” ha anche portato a quello che il batterista  Nathan Followill descrive come un “viaggio surreale e ubriaco” sul podio  per ritirare il premio “Disco dell’anno” dalle mani di Ringo Starr). Grazie al successo dell’album, la band si è anche guadagnata le copertine di Spin e Rolling Stone, apparizioni alle serie di concerti estivi di Saturday Night Live e del Today Show, un tutto esaurito per il concerto al Madison Square Garden di New York City, e interventi come attrazioni principali ai festival di Bonnaroo, Lollapalooza e Austin City Limits.

"La cosa divertente è che Only by the Night è stato il primo album che abbiamo approcciato con l'atteggiamento di non cercare di realizzare un album popolare - dice Nathan -. Abbiamo solo fatto l’album che volevamo fare, e ha finito per diventare il nostro album di successo. Quindi, per quanto riguarda quello nuovo, non credo che nessuno di noi abbia pensato che dovevamo fare un disco in grado di stare accanto a Only by the Night. Di sicuro non volevamo entrare là dentro e fare un disco con la paura che non fosse altrettanto grande".

"Come Around Sundown dipinge la nostra immagine in quanto band, in termini di provenienza musicale - continua Nathan -. E credo che ci sia voluto il successo di un disco come Only By the Night per riuscire ad avere il coraggio di mettere una canzone come “Mary” sull'album. Ci sarebbe stato così facile entrare in studio e cercare di avere un disco pieno di successi da radio patinati. Anzi, sono certo che questa fosse l’aspettativa di molti, ma sono contento del fatto che quando usciranno canzoni come “Mary” o “Back Down South”, la gente capirà subito che non abbiamo cercato di capitalizzare sul fatto di essere il successo del momento".

I Kings of Leon hanno cominciato a registrare "Come Around Sundown" nel febbraio 2010, solo quattro mesi dopo avere accumulato quasi due anni di tour mondiale per "Only By The Night". "Dopo il nostro ultimo show ad Abu Dhabi, il programma era di prenderci un anno senza fare niente, ma ci siamo annoiati - rivela Nathan -. Andava così: 'Ragazzi, vi andrebbe di trovarci per provare un po’ di roba, nel caso ci capitasse un concerto?'. Questo si trasforma sempre in nuove idee, e ce ne vogliono solo due o tre per entusiasmarci a tal punto da pensare che potremmo potenzialmente iniziare un altro disco".  Scegliendo per la prima volta di registrare a New York, la band è entrata negli Avatar Studios con i co-produttori Angelo Petraglia e Jacquire King. "Quei due ci piacciono come persone e come musicisti. Se vogliamo rimanere nello studio fino alle quattro del mattino a criticare il suono di un colpo sul rullante, loro ci stanno. E poi, come diceva sempre mia nonna: 'Squadra che vince non si cambi'".

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