Crans-Montana: ecco le foto dell'interno del Constellation subito dopo l'incendio
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Spunta un dossier mai consegnato alla magistratura, mentre scoppia una nuova polemica sui conflitti di interesse
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Prosegue l'inchiesta sul rogo di Capodanno nel locale di Crans-Montana ed emergono altre falle e smentite per gli indagati. E si aggrava la posizione del Comune: spunta un documento del 2023, che non sarebbe stato consegnato alla magistratura, in cui erano segnalate tutte le disfunzioni dell'amministrazione. L'audit rinforza la mossa dell'avvocato Romain Jordan, legale di almeno venti famiglie, che ha già avviato una causa civile nei confronti dell'amministrazione. A rivelare le carenze del Comune, messe nero su bianco, è la Tv svizzera Rts.
E scoppia anche un'altra polemica, riportata dal Messaggero: riguarda un'iniziativa del prossimo 28 marzo, quando la procuratrice di Sion, Béatrice Pilloud, patrocinerà una cerimonia dell'Ordre de la Chenne, la "confraternita bacchica del vallese" degli amanti del vino. Confraternita di cui il sindaco di Crans, Nicolas Féraud, è cavaliere d'onore: a sottolineare il conflitto di interessi è l'avvocato Sebastien Fanti, legale di alcune famiglie che, subito dopo il rogo, aveva denunciato amicizie e complicità: "Qui giocano tutti a golf insieme".
Il documento, come riporta Il Messaggero, s'intitola "Sintesi di un audit sommario sul modo di funzionare del Comune di Crans-Montana in termini di management, organizzazione e comunicazione" e riporta la data del 31 agosto 2023, quando il sindaco Nicolas Féraud e la vicesindaca Nicole Clivaz erano già in carica. Il dossier confidenziale sarebbe noto solo ai sette membri dell'esecutivo comunale e ai capi servizio.
L'audit evidenzia "casi disciplinari non gestiti o ignorati" e "rifiuti di incarichi" da parte di alcuni dipendenti. E getta delle ombre anche sul processo di reclutamento, che non si sarebbe basato sulle competenze, ma sulle relazioni personali e politiche dei candidati. Tanto che si sottolinea: "Aiutare i capi servizio nella gestione del personale con un sostegno delle risorse umane neutro" e "senza influenza politica e storica". E si suggerisce poi di "rimettere ordine nei casi disciplinari".
Nel documento si segnala anche la mancanza di mezzi, sottolineata dall'attuale responsabile della sicurezza del Comune, Christophe Balet, ma anche dal suo predecessore, Ken Jacquemoud (rispettivamente un ex rivenditore d'auto e un ex boscaiolo), entrambi indagati insieme a Jacques e Jessica Moretti per omicidio plurimo, lesioni gravi e incendio colposi. "Le risorse, il personale e il tempo a disposizione rispetto alle missioni attese (dai capi servizio) sono inadeguati", si legge. E ancora: "Questa situazione genera un sovraccarico di lavoro in alcuni servizi e ritardi nelle scadenze". Proprio come è accaduto con i controlli antincendio, previsti ogni anno: per il Constellation l'ultimo era stato nel 2019.
Non solo: emergono anche altre smentite per gli indagati. I coniugi Moretti a verbale hanno scaricato le responsabilità dell'incendio sui clienti e i dipendenti. Tra cui quella della porta di sicurezza del seminterrato del Constellation, chiusa a chiave: hanno detto di avere saputo che era stato "Adrien", un impiegato del "Vieux Chatelt", sostenendo anche che avesse lasciato Crans per i sensi di colpa. Ma sono le stesse parole dell'uomo, contenute nel fascicolo dell'inchiesta, a smentire i titolari del bar.
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"Pochi giorni dopo la tragedia, mentre tutti si chiedevano perché la porta di servizio fosse stata chiusa, ho saputo dallo chef del Vieux Chalet, Williams, che Adrien aveva preso tutte le sue cose perché si sentiva in colpa per aver chiuso la porta di servizio", ha dichiarato Jessica il 21 gennaio. "Ho parlato con Jacques - ha aggiunto - che ha scritto ad Adrien per dirgli che scappare non era la soluzione, che doveva affrontare la situazione e rimanere a disposizione della giustizia". Il giorno prima, anche il marito aveva sottoposto ai pm e agli avvocati questa versione dei fatti: "Adrien ha lasciato ha lasciato Crans".
Ma lo stesso Adrien si era spontaneamente presentato alla polizia il 2 gennaio per riferire di essere andato al Constellation a portare il ghiaccio poco prima dell'incendio, aggiungendo: "C'è una porta accanto al bar, che ho fatto fatica ad aprire perché c'era una serratura a 190 centimetri di altezza, conduce a un corridoio laterale. Qualcuno ha chiesto di uscire a fumare, e l'ho fatto uscire da lì, ma ho avuto difficoltà ad aprirla". E quando gli è stato chiesto perché la porta fosse stata chiusa a chiave, ha spiegato: "Per garantire che tutti usassero la stessa porta e facilitare il lavoro del team di sicurezza".