Speciale La strage di Crans-Montana
L'inchiesta

Crans-Montana, l'arredatore del Constellation: "Per Moretti la schiuma ignifuga costava troppo"

Consigli ignorati per via del budget e verifiche carenti, emergono nuovi dettagli nell'inchiesta per il rogo di Capodanno

13 Feb 2026 - 11:06
 © Ansa

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La decisione di Jacques Moretti di installare personalmente dei pannelli procuratisi in un negozio di bricolage, invece di acquistare la spugna fonoassorbente ignifuga proposta dal fornitore degli arredi per motivi puramente economici è solo l'ultimo, quanto rilevante, dettaglio emerso nell'indagine di Crans-Montana. Secondo quanto ricostruito, proprio i materiali comprati da Moretti si sono rivelati non resistenti al fuoco e avrebbero favorito la propagazione delle fiamme innescate dalle fontane di scintille durante i festeggiamenti di Capodanno.

Il fornitore: "Enormi problemi di sicurezza"

 A pochi giorni dalla tragedia il fornitore Robert Borbiro manda una mail alla polizia municipale di Crans-Montana. L’uomo spiega di aver proposto "l’inserimento di una protezione in schiuma antincendio", poi non accettata "per motivi di budget" dai coniugi Moretti, convinti che anche i pannelli acquistati altrove fossero ignifughi. Nelle comunicazioni scrive di voler testimoniare perché, vedendo il locale prima dell’apertura, si rese conto che c’erano "enormi problemi di sicurezza". Tra questi, la scala che saliva dal piano interrato era troppo stretta, il sistema di ventilazione era insufficiente e un’uscita di emergenza difficilmente accessibile, la stessa che la sera della tragedia risultava bloccata da uno sgabello. Borbiro, inoltre, sottolinea: "Sono stato direttore operativo di una catena di hotel dal 1991 al 1995, non capisco come il locale abbia potuto ricevere un permesso per operare".

Controlli, ritardi e omissioni nell’indagine

 Le mail sono finite agli atti solo grazie all’intervento dell’avvocato Sébastien Fanti, che assiste diverse famiglie delle vittime. Sul fronte delle verifiche, il responsabile della sicurezza comunale Christophe Balet ha ammesso le difficoltà del sistema lo scorso 6 febbraio: pochi addetti, centinaia di controlli previsti ogni anno e solo una parte effettivamente eseguita, spesso in modo incompleto. Balet ripercorre le parole del suo predecessore Ken Jacquemoud, responsabile della sicurezza del comune di Crans-Montana dal 2017 al 2024: "A causa di problemi di organico, non avevamo risorse per fare i controlli sulla sicurezza dei locali pubblici". In particolare, l’ultima ispezione al locale Le Constellation risaliva al 2019 e si era conclusa senza rilievi significativi. Le norme cantonali prevedevano verifiche documentali sui materiali e controlli lungo le vie di evacuazione, non estesi all’intero edificio. Solo dopo la tragedia sono state disposte verifiche più approfondite su capienza e materiali visibili, mentre lo stesso Balet ha dichiarato di non conoscere il tipo di schiuma poliuretanica installata nel locale.

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