Crans-Montana, "la porta di sicurezza del Constellation era sempre chiusa"
Il racconto e le accuse di Fabio Cappelletti, che vive nel condominio del locale teatro della strage di Capodanno
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Un'esplosione nel cuore della notte, il fumo che comincia a invadere anche i piani alti e la fuga dal balcone di casa. È una testimonianza durissima quella di Fabio Cappelletti, italiano che da anni vive a Crans-Montana, esattamente nel condomino de Le Constellation, e ricostruisce quella notte in una intervista al Corriere della Sera. Un racconto che torna a puntare il dito contro la mancata sicurezza e che sottolinea lo choc per quanto provato e visto: "Gli occhi di quei poveri giovani, le vittime. Quelli non se ne andranno mai più".
"Scene da film horror"
Cappelletti, che vive a Crans-Montana dal 1970, racconta di essere stato svegliato da "un botto enorme", seguito "da un fischio che ancora rimbomba nelle orecchie". Quando ha aperto la porta di casa, al quinto piano del palazzo, una colonna di fumo ha travolto lui e la moglie, che non riuscivano a vedere più nulla visto che l'impianto elettrico era saltato. Scale impraticabili e ascensore bloccato: Cappelletti e la moglie si sono salvati solo grazie all'indicazione dei soccorritori scavalcando al buio da un balcone all'altro. Scene da film horror: "Quando sono sceso, nero come uno spazzacamino, davanti a quelle scene sono scoppiato a piangere. Siamo rimasti lì sino alle 7, impotenti. Per due giorni non ho né dormito né mangiato" dice.
Le segnalazioni ignorate e il dubbio insonorizzazione
Cappelletti ricorda come, in quel palazzo, tutto sia cambiato con l'arrivo dei Moretti: "Al piano terra c’era una sala da tè. Poi altre gestioni, e infine i Moretti: da lì tutto è cambiato. Rumori, musica alta fino alle due, lattine abbandonate, fumo da sigarette che saliva ai piani alti. Abbiamo fatto tante segnalazioni, ma non è cambiato nulla. L’uscita di sicurezza mostrata da giornali e in tv? Me la ricordo sempre chiusa". La denuncia non era partita solo dai Cappelletti, ma anche da altri condomini: "Avevamo creato un gruppo con residenti e proprietari, tutti esasperati. Volevamo più controlli sulla movida". Forse, dice, "l'unica cosa fatta era l'insonorizzazione, ma quando ho letto dei pannelli sono rimasto senza parole: cose così non si improvvisano". In più, sottolinea, che poco prima di Natale ricevette un'email dall'amministrazione condominiale: "I Moretti volevano ampliare Le Costellation per insonorizzarlo. Rimasi perplesso".
L'appello agli italiani residenti a Crans-Montana
Una tragedia che lascia tristezza, rabbia civile e che fa lanciare un messaggio forte: "I responsabili devono essere condannati, nessuno escluso. Se non accadrà, potrei lanciare un appello agli italiani che hanno case a Crans: andiamo via. Non potrei restare in un Paese che non fa vera giustizia dopo questa tragedia".
