Speciale La strage di Crans-Montana
il secondo interrogatorio

Jacques Moretti: “Gli estintori del Constellation non usati, tutti pensavano a fuggire. Chiedo scusa alle famiglie”

Dalle perizie è risultato che non ci fossero i cartelli catarifrangenti di segnalazione degli estintori e Moretti ha spiegato: "Li avevo incollati con un nastro biadesivo ma si staccavano"

11 Feb 2026 - 15:06
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Nessuno dei quattro estintori presenti nel locale interrato del Constellation è stato usato durante l'incendio di Capodanno. Il dettaglio è emerso mercoledì 11 febbraio durante l'interrogatorio a Sion di Jacques Moretti, proprietario del discobar, indagato con la moglie Jessica Maric per la strage di Crans-Montana in cui sono morte 41 persone e 115 sono rimaste ferite. "Nessuno l'ha usato perché tutti pensavano solo a scappare", ha detto Moretti, che non era comunque presente nel locale.

Dalle perizie tecniche è anche risultato che non ci fossero i cartelli catarifrangenti di segnalazione degli estintori e Moretti ha spiegato: "Non mi ricordo della loro presenza, li avevo incollati con un nastro biadesivo ma si staccavano facilmente al passaggio delle persone. Ho controllato e anche in questo palazzo in cui siamo oggi c'è lo stesso problema: si scollano anche qui".

Crans-Montana: ecco le foto dell'interno del Constellation subito dopo l'incendio

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Le scuse

 Durante l’interrogatorio a Sion, Jacques Moretti si è rivolto alle famiglie delle vittime dell’incendio del Constellation: "Chiedo scusa alle famiglie, nessun genitore dovrebbe vivere questa tragedia, non penso ad altro". Il proprietario ha espresso il proprio rammarico per quanto accaduto, sottolineando il dolore e il senso di responsabilità che prova per l’accaduto.

Incontro tra i Moretti e la madre di due ferite

 Intanto, in un'aula del campus universitario di Sion, in una pausa dell'interrogatorio del proprietario del discobar di Crans-Montana, si è svolto un incontro riservato tra Jacques e Jessica Moretti e Leila Micheloud, madre di due ragazze ferite al Constellation. "Ovviamente non posso dire che cosa si sono detti - spiega Sébastien Fanti, avvocato di Micheloud - ma è stato un incontro di grande intensità, umanità e semplicità".

Il pm di Roma dispone il sequestro probatorio dei telefoni delle vittime

 Il sequestro probatorio dei telefoni di tutti i ragazzi italiani che hanno perso la vita o sono rimasti feriti nella tragedia di Crans-Montana è stato disposto qualche giorno fa dalla Procura di Roma. Il pm Stefano Opilio, titolare del fascicolo per disastro colposo, omicidio plurimo colposo, e lesioni aggravate, sta raccogliendo i cellulari in vista di una indagine forense che comincerà a breve: si ritiene che le immagini, le chat e altri dati della notte tra il 31 dicembre e l'1 gennaio possano restituire elementi rilevanti nella ricostruzione del rogo.

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