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Brasile, italiano ucciso dalla fidanzata: la donna confessa

La famiglia della vittima, Carlo Chicchelli, non aveva più avuto sue notizie da oltre un mese. Lʼuomo aveva conosciuto la donna a Torino e si era trasferito con lei, nel Paese sudamericano, a giugno

Una donna ha confessato alla polizia dello Stato di Alagoas, in Brasile, di aver ucciso il fidanzato italiano, Carlo Cicchelli, 48 anni, di Torino. La coppia viveva nella città di Maceiò. Lo riportano i media locali. La famiglia della vittima non aveva più avuto sue notizie da oltre un mese. Cicchelli aveva conosciuto la donna a Torino e si era trasferito con lei, nel Paese sudamericano, a giugno.

La donna, Clea Fernanda Maximo, è stata arrestata dalla polizia brasiliana e ha dichiarato di aver ucciso il suo fidanzato almeno un mese fa e di aver tenuto il suo cadavere in casa durante tutto questo tempo.

La coppia si era conosciuta l'anno scorso, quando Clea era la vicina di casa di Cicchelli a Torino. L'avvocato aveva abbandonato la sua carriera ed era andato a vivere con la donna brasiliana, inizialmente in un'altra città italiana, dove aveva aperto un ristorante, secondo quanto riferito dal portale G1.

La coppia si era poi trasferita in Brasile a giugno di quest'anno, e l'ultima volta che Cicchelli ha contattato la famiglia era il 25 settembre. Dopo quel giorno, il cellulare della vittima è stato utilizzato solo per inviare messaggi con richieste di denaro ai parenti in Italia. Questi ultimi erano rimasti sorpresi da quei messaggi, e insistevano affinché Cicchelli facesse una videochiamata per confermare che stava bene. Alla fine, Clea Fernanda Máximo ha ammesso che è stata lei a inviare i messaggi.

Prima di confessare, la donna aveva inventato tre diverse versioni in merito alla scomparsa del fidanzato. All'inizio aveva raccontato che era scomparso e che aveva lasciato il telefono. Nella seconda versione, ha dichiarato che Cicchelli era andato a San Paolo e poi fuggito in Colombia. E nell'ultima, la donna aveva inventato che l'uomo era stato coinvolto in una vicenda con la figlia di un trafficante di Maceió, e che aveva bisogno di soldi per fuggire. In tutto, la famiglia di Cicchelli ha inviato 5.000 euro su un conto bancario brasiliano.

La scomparsa dell'uomo era stata denunciata il 31 ottobre a Torino. A raccogliere la segnalazione erano stati i carabinieri della stazione Pozzo Strada. Le ricerche sono state svolte tramite l'Interpolì. Cicchelli non risulta iscritto all'ordine degli avvocati di Torino per l'anno in corso. Negli archivi, però, il suo nome figura nel registro speciale dei praticanti procuratori abilitati al patrocinio tra il 2005 e il 2011.

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