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Media Israele: "L'Egitto propone liberazione 33 ostaggi, unici vivi" | Tel Aviv replica: intesa in tempi brevi o entriamo a Rafah

Le forze di difesa israeliane affermano di aver ucciso coi droni un leader del gruppo terroristico della Congregazione Islamica, nel sud del Libano

di Redazione online
26 Apr 2024 - 21:22
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Ultimo aggiornamento: 2 mesi fa

La guerra in Medioriente tra Israele e Hamas giunge al giorno 203. Un funzionario israeliano dice che una delegazione egiziana sta tentando di riaprire i colloqui con una proposta che comporterebbe il rilascio di 33 ostaggi, gli unici ancora in vita. Lo Stato ebraico conferma la propria posizione: intesa in tempi brevi o entriamo a Rafah. L'esercito israeliano affermano di aver ucciso coi droni un leader del gruppo terroristico della Congregazione Islamica, nel sud del Libano. E l'Idf starebbe ammassando carri armati al valico di Rafah per invadere la città.


Un membro senior del gruppo terroristico della Jamaa Islamyia è stato ucciso in un attacco di droni israeliani mentre guidava la sua auto su un'autostrada vicino a Meidoun, nel sud del Libano. Lo ha annunciato l'Idf, citato da Times of Israel. Si tratta di Mosab Khalaf che, secondo l'esercito israeliano, "ha guidato e portato avanti numerosi attacchi" dal Libano contro obiettivi israeliani, soprattutto nell'area del Monte Dov, e che stava anche coordinando attacchi con la filiale libanese di Hamas.


Si sono conclusi i colloqui tra Israele e la delegazione egiziana per un accordo sugli ostaggi e la tregua a Gaza. Parlando ai media, fonti israeliane hanno definito "molto buoni" i colloqui, che hanno portato a "progressi". Un alto funzionario israeliano ha detto a Channel 12 che "si tratta dell'ultima opportunita'" di raggiungere un accordo "prima che l'esercito entri a Rafah". Israele ha quindi chiarito agli egiziani che non permetterà a Hamas di perdere tempo o di "trascinare i piedi" per impedire l'operazione militare a Rafah.


"Come gli assassini prima di lui, Netanyahu ha vergognosamente scritto il suo nome nella storia come il macellaio di Gaza". Lo ha detto il presidente turco Recep Tayyip Erdogan durante una conferenza interparlamentare sulla Palestina a Istanbul, trasmessa dalla tv di Stato turca Trt. "Dobbiamo intensificare i nostri sforzi affinché Netanyahu, il macellaio, sia ritenuto responsabile davanti alla legge", ha aggiunto il presidente turco. 


"C'è un tentativo da parte del Cairo di riavviare i colloqui con una proposta egiziana che comporterebbe il rilascio di 33 ostaggi, tra donne, anziani e malati". Lo ha detto un funzionario israeliano al Jerusalem Post, in merito alla delegazione egiziana che ha incontrato i mediatori israeliani per discutere degli ostaggi e di un cessate il fuoco a Gaza. Secondo il sito israeliano, i funzionari dell'intelligence israeliana ritengono che siano infatti solo 33 i rapiti ancora in vita, su un totale di 133 ancora trattenuti da Hamas e altri gruppi terroristici palestinesi nella Striscia.


Non ce l'avrebbe fatta la piccola Sabreen al-Sakani, la neonata che gli operatori sanitari avevano provato a salvare effettuando un parto cesareo d'urgenza sul corpo della madre Sabreen Jouda, rimasta uccisa in un raid israeliano su Rafah, nel sud della Striscia di Gaza. Lo riporta la Bbc, spiegando che i medici avevano provato a rianimare la bimba utilizzando una pompa a mano per spingere l'aria nei suoi polmoni. La piccola, tuttavia, non sarebbe sopravvissuta ed è stata sepolta accanto alla madre.



Delegazioni palestinesi di Hamas e del partito laico al Fatah sarebbero a Pechino per incontri con la mediazione cinese. Lo ha scritto Arab News, ma la Cina dal canto suo - secondo quanto riferisce il South China Morning Post - non ha confermato limitandosi a dire che Pechino è a favore della "riconciliazione interna tra le fazioni palestinesi attraverso il dialogo e la consultazione". La Cina ha già dichiarato di essere disposta a mediare nel conflitto Israele-Gaza. Pechino non ha condannato Hamas per l'attacco del 7 ottobre contro Israele nonostante le pressioni dell'Occidente. Il mese scorso, l'Autorità Palestinese, l'organo di governo ad interim guidato da Fatah, ha formato un governo guidato dal neo nominato Primo Ministro Mohammad Mustafa, il quale ha affermato che la fine della guerra è una "massima priorità nazionale".
 


Un totale di 344 camion carichi di aiuti umanitari sono stati ispezionati e trasferiti ieri nella Striscia di Gaza attraverso il territorio di Israele. Lo comunica l'organismo del ministero israeliano della Difesa responsabile degli affari civili nei territori palestinesi (Cogat), citato da The Times of Israel. Secondo il Cogat 100 di questi tir umanitari hanno raggiunto il nord dell'enclave, dove si stima che circa 300mila civili abbiano trovato rifugio.


Intensi e prolungati bombardamenti israeliani si sono verificati nelle ultime ore nel sud del Libano, nel settore delle Fattorie di Shebaa, nella parte orientale del fronte di guerra tra Hezbollah e Israele. Lo riferiscono media libanesi, dando conto di diverse abitazioni danneggiate nella regione di Shebaa. Non si registrano al momento vittime.


Una delegazione egiziana, guidata dal capo della direzione dell'intelligence del Cairo Abbas Kamel, sarebbe attesa oggi in Israele per proseguire i colloqui per raggiungere un accordo per un cessate il fuoco temporaneo a Gaza in cambio del rilascio di ostaggi. Lo riporta il quotidiano del Qatar Al-Arabi Al-Jadid, citato da The Times of Israel. Kamel dovrebbe incontrare il capo del Mossad, David Barnea e il consigliere israeliano per la sicurezza nazionale Tzachi Hanegbi. Stando a un funzionario, sentito dal quotidiano del Qatar, l'Egitto starebbe lavorando a un accordo che scongiuri l'operazione israeliana di terra a Rafah, nel sud di Gaza, considerata da Tel Aviv l'ultima importante roccaforte di Hamas.


Nella notte, aerei da combattimento israeliani hanno colpito le infrastrutture di Hezbollah a Kfarchouba e a Markaba, nel sud del Libano. Lo riferiscono le forze israeliane di difesa, citate da The Times of Israel. Si tratta di una risposta al lancio, da parte di Hezbollah, di due missili anticarro verso la zona del Monte Dov. Le truppe di Tel Aviv affermano anche di aver bombardato con l'artiglieria e con i carri armati i siti da cui sono stati effettuati i lanci mentre a Chebaa un lanciarazzi è stato colpito da un tank.


Le truppe statunitensi hanno iniziato la costruzione di un molo al largo della costa di Gaza che mira ad accelerare il flusso di aiuti umanitari nel territorio, ha riferito il Pentagono. "Posso confermare che le navi militari statunitensi, inclusa la USNS Benavidez, hanno iniziato a costruire le fasi iniziali del molo temporaneo e della strada sopraelevata in mare", ha detto ai giornalisti un portavoce del Pentagono, il maggiore generale Patrick Ryder.


L'esercito israeliano ha ammassato decine di carri armati e veicoli blindati lungo il confine con la Striscia di Gaza meridionale in quelli che sembrano essere i preparativi per un'invasione della città di confine di Rafah. Lo ha riferito un giornalista dell'Associated Press che ha visto il movimento dei mezzi militari vicino al valico israeliano di Kerem Shalom, vicino a Rafah.


"L'anno scorso abbiamo ottenuto il rilascio di Abigail, una bambina di 4 anni detenuta da Hamas. È straordinaria e si sta riprendendo da un trauma indicibile. Il tempo trascorso insieme ieri è stato un promemoria del lavoro che abbiamo davanti a noi per garantire il rilascio di tutti gli ostaggi rimasti". Lo scrive il presidente americano Joe Biden su X, postando una sua foto mentre tiene in braccio la piccola Abigail Edan, la bimba americana tenuta in ostaggio a Gaza per sette settimane e liberata a novembre, nel loro incontro di ieri a Washington.


Secondo funzionari israeliani, citati da Ynet, l'Egitto teme i "profughi di guerra" palestinesi che potrebbero entrare nel Sinai in seguito all'assalto a Rafah, e quindi ha fretta di proporre un accordo a Hamas ritenendo che questo potrebbe comportare il rinvio dell'operazione nella città meridionale, come hanno rivelato gli stessi media del Cairo. Intanto, la squadra negoziale israeliana ha ricevuto il "via libera" dal gabinetto di guerra con un mandato preciso: "Flessibilità nella posizione di Israele in modo che, se ci fosse un cambiamento per la pressione militare, sarà possibile andare avanti rapidamente con un accordo". 

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