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Bankitalia rivede al rialzo le stime del Pil di mezzo punto: +1,4%

Contro lo 0,9% di gennaio, già in parte corretto nelle scorse settimane a +1,3%. Su i consumi e gli investimenti

La Banca d'Italia rivede al rialzo le stime per la crescita del Pil nel 2017, fissandola a +1,4% contro il precedente 0,9% di gennaio, già in parte corretto nelle scorse settimane a +1,3% dopo la revisione del dato sul primo trimestre dell'Istat. Nel bollettino economico, l'istituto centrale prevede ora un aumento dell'1,3% nel 2018 e dell'1,2% l'anno successivo. Palazzo Koch sottolinea come la spinta arriverebbe dalla domanda interna.

Pil, la crescita prevista da Bankitalia

Nel primo trimestre del 2017, fanno sapere da Via Nazionale, "il Pil è cresciuto dello 0,4% rispetto al periodo precedente. Sulla base di nostre valutazioni, nel secondo trimestre il Prodotto interno lordo avrebbe continuato a crescere a un ritmo pressoché analogo a quello registrato nel primo".

Crescono i consumi - Secondo la Banca d'Italia, i consumi delle famiglie continueranno a crescere "a ritmi analoghi a quelli del Pil e del reddito disponibile", anche se con un "lieve rallentamento rispetto al biennio 2015-16": l'incremento sarà dell'1,2% nel 2017 e nel 2018 (contro il +1,3% del 2016) e dell'1,1% nel 2019. Il reddito disponibile, spiegano ancora gli esperti, "sarebbe frenato dal rincaro delle materie prime energetiche osservato a partire dall'estate dello scorso anno, ma verrebbe sospinto dalla crescita dell'occupazione".

Effetto incentivi: investimenti ancora in aumento - Anche gli investimenti continueranno a crescere nei prossimi anni, con un +2,7% quest'anno (dal +3,1% del 2016), un +3,1% l'anno prossimo e un +1,9% nel 2019. Nel bollettino di Bankitalia si legge inoltre che "l'espansione degli investimenti, avviatasi dalla fine del 2014, proseguirebbe a ritmi relativamente sostenuti. L'accumulazione di capitale produttivo crescerebbe in media di circa il 3% l'anno, beneficiando del rafforzamento delle prospettive di domanda, del permanere di condizioni finanziarie ampiamente favorevoli e degli incentivi fiscali".

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