Regali di Natale, arrivano personal shopper e gift planner: le nuove professioni che risolvono lo stress natalizio
Ecco chi sono i 2.500 consulenti che trasformano lo shopping in un'esperienza personalizzata e no stress
di Giuliana GrimaldiNon più solo un servizio esclusivo per turisti facoltosi a Milano o Roma, ma un consulente accessibile anche online, capace di trasformare lo stress dei regali natalizi in un'esperienza personalizzata. È il personal shopper, il professionista che ormai non si trova più soltanto nelle boutique di lusso ma lavora anche per privati e aziende. A cui si affianca una nuova e più recente figura, quella del gift planner, lo specialista dei regali aziendali e di rappresentanza.
"Il personal shopper non si limita a fare shopping, analizza la persona o l'azienda, il contesto e il budget, e traduce tutto in una scelta mirata", spiega Monica Sirani, presidente e fondatrice dell'Associazione Italiana Personal Shopper (Ai-Ps), la prima organizzazione no-profit dedicata a questa professione nata nel 2012. "Una giornata tipo spesso non inizia in boutique, ma davanti al pc o al telefono. Si alternano analisi delle esigenze del cliente, ricerca mirata dei prodotti, contatti con brand e fornitori, gestione ordini e logistica".
Un mercato che si reinventa
In Italia operano oggi tra i 1.500 e i 2.500 personal shopper attivi, tra freelance e professionisti integrati nelle boutique di alto livello. Oltre il 60% è concentrato nel Quadrilatero della moda di Milano, seguito da Roma, Firenze e Venezia. Ma il dato più interessante riguarda l'evoluzione digitale: con l'e-commerce fashion che ha raggiunto i 16,48 miliardi di euro nel 2024 (+12,5%), molti professionisti lavorano ora da remoto, aiutando i clienti a navigare tra piattaforme multimarca.
"Sicuramente il digitale ha trasformato molto il nostro lavoro", conferma Sirani. "Siamo passati dalle boutique fisiche a consulenze online, shopping a distanza e a un'esperienza sempre più globale. Si lavora spesso con clienti a distanza e si programma tutto nel minimo dettaglio per far sì che ricevano direttamente a casa l'oggetto richiesto. Oggi i clienti cercano risparmio di tempo, competenza e sicurezza nella scelta, l'esclusività e, spesso, anche oggetti di lusso difficili da reperire".
La difficoltà nel tracciare numeri precisi deriva dal fatto che queste professioni non hanno ancora un codice Ateco dedicato, rientrando in categorie più ampie come la consulenza d'immagine o i servizi alla persona. Tuttavia, le associazioni di settore confermano una crescita costante, alimentata dalla ricerca di personalizzazione e dall'aumento della spesa media degli italiani in abbigliamento: circa 710 euro l'anno, ben sopra la media europea di 490 euro.
Le richieste più particolari
"La richiesta più comune è: voglio un regalo che stupisca, non il solito oggetto", racconta la presidente di Ai-Ps. "Tra le richieste più strane ci sono oggetti introvabili, magari legati a un ricordo personale, beni di lusso o borse iconiche difficilmente reperibili oppure esperienze create su misura, pensate per sorprendere davvero come la possibilità di incontrare di persona il proprio designer del cuore. In questo caso non si tratta più di avere un budget, ma di avere la credibilità e i contatti giusti per aprire porte che, normalmente, restano chiuse". L'errore più frequente? "Comprare qualcosa che piace a chi regala, ma non a chi riceve, oppure scegliere all'ultimo momento senza una strategia e con impulsività", avverte Sirani.
Il fenomeno dei gift planner
Più recenti e meno numerosi dei personal shopper, i gift planner si stanno ritagliando uno spazio nel mercato dei regali aziendali personalizzati, un segmento che a livello globale dovrebbe raggiungere i 1.200 miliardi di dollari entro il 2029. In Italia operano circa 300-500 realtà specializzate, spesso all'interno di agenzie di conciergerie o come consulenti indipendenti.
Il loro valore aggiunto non sta solo nel trovare il regalo perfetto, ma nel garantire che rispetti i valori di sostenibilità e responsabilità sociale del brand committente. Il trend per il 2025 è chiaro: regali etici, materiali riciclati, packaging eco-friendly. "Le aziende cercano coerenza con il brand, qualità e memorabilità", spiega Sirani. "Non vogliono più gadget anonimi con stampato un logo aziendale, ma oggetti utili, eleganti o esperienziali, che raccontino valori come sostenibilità, artigianalità italiana, benessere e attenzione verso clienti e collaboratori. Vogliono che il dipendente o il cliente si senta valorizzato come individuo, non come un numero".
Quanto guadagnano
I compensi variano notevolmente in base alla specializzazione e al target di clientela. I personal shopper freelance possono lavorare a tariffa oraria (da 50 a 200 euro l'ora per i professionisti di fascia alta) o su commissione percentuale sugli acquisti. Durante il periodo natalizio, i più richiesti possono fatturare diverse migliaia di euro in poche settimane.
"Dipende dal servizio: a ore o a giornate o con pacchetti, oppure a progetto per aziende", precisa la presidente di Ai-Ps. "Per i grandi volumi o budget importanti si lavora anche a percentuale sull'acquisto. Per un cliente privato, il costo per farsi seguire per i regali di Natale può partire da qualche centinaia di euro, dipende sempre dalla quantità di articoli e dal tempo richiesto, ma spesso permette di risparmiare tempo, errori e acquisti inutili. È un investimento sul proprio tempo e sulla certezza del risultato".
I gift planner che lavorano con le aziende hanno margini ancora più interessanti: un servizio strutturato per un piano regali aziendale può partire da 2mila-3mila euro e arrivare a cifre ben superiori per progetti complessi che coinvolgono centinaia di destinatari.
Il fattore intelligenza artificiale
Un elemento che sta ridefinendo il settore è l'intelligenza artificiale. Se i chatbot e gli assistenti virtuali stanno sostituendo i personal shopper di fascia bassa per consigli generici, i professionisti "umani" nel segmento lusso vedono crescere il loro valore. La capacità di comprendere sfumature emotive, gusti personali e contesti sociali resta un territorio dove l'AI non può competere, almeno per ora.
"Può essere sicuramente uno strumento utile ma non può sostituire l'elemento umano", commenta Sirani. "Aiuta nella ricerca, nell'analisi delle preferenze e nell'ottimizzazione del tempo, ma il gusto, l'intuizione, l'empatia e la relazione umana restano insostituibili. Direi che l'intelligenza artificiale suggerisce, ma la personal shopper sceglie".
Come diventare personal shopper
Per chi volesse intraprendere questa professione, Sirani avverte: "Non basta avere buon gusto e la passione per la moda. Servono competenze di stile, psicologia del cliente, conoscenza del mercato, organizzazione e problem solving. È importante avere una formazione ad hoc e mirata". E aggiunge: "Servono innanzitutto una formazione mirata, competenza, metodo e una visione imprenditoriale oltre che organizzazione e problem solving. Non basta amare lo shopping: bisogna studiare, fare esperienza e costruire fiducia".
Per chi lavora online, la fiducia è fondamentale, così come il passaparola e la professionalità nel garantire tempistiche e aspettative. "Per partire da zero, soprattutto online, è fondamentale posizionarsi, comunicare il proprio valore e creare casi studio, anche con piccoli progetti iniziali: documentate ogni lavoro con stile. La credibilità si costruisce con risultati concreti e anni di esperienza sul campo".
Il Natale 2025 rappresenta quindi un banco di prova per queste professioni in trasformazione: da un lato la democratizzazione del servizio attraverso il digitale, dall'altro la conferma che il tocco umano, la consulenza personalizzata e l'attenzione al dettaglio restano beni insostituibili, soprattutto quando si tratta di scegliere il regalo perfetto per accendere il sorriso e la meraviglia sul volto delle persone a cui vogliamo bene.
