Canonizzato da Papa Leone XIV

Arriva su Canale 5 "Il mio nome è Carlo", il tv movie sul giovane santo

Il film va in onda in occasione del "mese di Carlo", con un calendario di appuntamenti che attraversa televisione, cinema e mondo digitale

23 Set 2026 - 18:03
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 © Ufficio stampa

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"Potrebbe essere il primo esempio di una serie di prodotti che vanno a trattare valori che portino emozioni e che riescano a dare a tutti quanti, alle nostre famiglie messaggi di speranza, di luce, di positività, ed è un prodotto particolarmente voluto dal nostro editore, Per Silvio Berlusconi": a dirlo Giancarlo Scheri, vicedirettore generale reti palinsesti e promozione Mediaset che il 27 settembre manderà in onda su Canale 5 "Il mio nome è Carlo", tv movie (co-prodotto da Rti e Movie Magic International) sul quindicenne proclamato santo un anno fa, a vent'anni dalla morte, diretto da Giacomo Campiotti con Samuele Carrino e Lucia Mascino. Il film, che sarà disponibile anche su Mediaset Infinity, è stato presentato mercoledì - 23 settembre - a Milano nel cinema Ariosto: non un luogo casuale, dato che è attiguo alla chiesa di Santa Maria Segreta, quella frequentata da Carlo, dove si trova la reliquia con un pezzo del suo cuore. 

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Il mese di Carlo

 La pellicola è una delle tante iniziative dedicate al giovane santo nel "mese di Carlo", durante il quale è previsto un calendario di appuntamenti che attraversa televisione, cinema e mondo digitale. Dal 15 al 21 ottobre, infatti, arriverà sul grande schermo il documentario ufficiale "Carlo Acutis - Il giovane santo" diretto da Luca Salmaso, prodotto da Officina della Comunicazione, Nexos Studios e Our Films, A Media Company, che raccoglie varie testimonianze di chi ha conosciuto e amato il ragazzo, prima ancora del santo. Entrambi hanno preso ispirazione dal libro scritto dalla madre del giovane, Antonia Salzano Acutis, "Il segreto di mio figlio. Perché Carlo Acutis è considerato un santo". 
 

Un giovane per i giovani

 "Carlo è un esempio di lealtà, amore, rispetto, ascolto delle persone, incontro, famiglia, scuola, amici, cioè le cose di tutti i giorni, ma vissute in una straordinaria ordinarietà", ha detto Giampaolo Letta, alla guida della direzione Fiction e Cinema. "E quindi forse proprio l'esempio che può dare a tanti ragazzi e tanti giovani che molto spesso vediamo raccontati molto peggio di quello che sono nella realtà. È bello che Canale 5 ospiti e faccia vedere al grande pubblico un'opera come questa", ha concluso Letta. 

"Fare un film significa migliorare la vita: sono convinto che questo film possa migliorare la vita di tutti, nostra e dei nostri ragazzi", ha aggiunto Scheri citando il maestro del cinema francese, François Truffaut. "Il messaggio di quest'opera è l'esempio di Carlo, che è un bambino e ragazzo che possiamo incontrare tutti i giorni", spiega Giampaolo Letta, vicedirettore generale Fiction e Cinema. 

Il commento della madre

 "Quando ho visto il film ho riconosciuto il mio Carlo. Il film prende anche spunto dal libro che il regista ha magistralmente interpretato, comunicando i valori di mio figlio. È un film che tocca, ho riconosciuto molte cose della vita di Carlo, è stata un'emozione. Normalmente i santi si raccontano dopo centinaia di anni, noi siamo stati più veloci perché il Signore aveva fretta vista l'emergenza educativa dei giovani", ha detto commossa la madre dal palco dell'Ariosto. Antonia Salzano Acutis ha poi ricordato il rapporto del figlio con i social e il web, molto attento e responsabile: "Quando aveva 8 anni gli venne regalata la play station anche se io ero molto contraria - ha raccontato -. Ma Carlo non voleva diventarne schiavo e decise da solo di giocarci un'ora a settimana poi non ci giocò più: credo che questo possa essere un grandissimo esempio".

La donna ha poi voluto replicare a chi indirettamente ha avanzato dubbi sulla canonizzazione del figlio. "C'è chi ha detto che siamo molto ricchi e abbiamo comprato i miracoli, ma i miracoli non si comprano, non si compra il toccare il cuore, perché può farlo solo Gesù'', ha detto, precisando che i miracoli presi in considerazione sono stati due, "ma ce ne sono stati tantissimi e continuano a essercene in tutto il mondo". Uno di questi, fa intendere, è forse l'essere rimasta nuovamente incinta dopo la sua morte e aver dato alla luce due bambini: "I gemelli sono arrivati quattro anni dopo, io ormai avevo perso le speranze di poter diventare madre di nuovo e avevo e iniziato le pratiche per l'adozione, ma Carlo mi è apparso in sogno e mi ha annunciato che ce l'avrei fatta". 

Emozionato anche il protagonista del tv movie: "È stata una grande responsabilità, ma questa paura iniziale mi ha dato tanto coraggio che mi ha dato la forza di interpretare Carlo", ha raccontato Samuele Carrino. "Spero che resti ai miei coetanei la bontà di Carlo e quanto fosse altruista, quanto bene ha fatto e quanto continua a fare".

La storia del giovane santo

 Il tv movie diretto da Campiotti ripercorre la storia di Carlo (interpretato da adolescente da Samuele Carrino) dall'infanzia agli ultimi giorni di vita, quando affronta, ma sempre con serenità e sorriso, una leucemia fulminante che lo uccide in pochi giorni. Era il 12 ottobre del 2006 e da quel momento la sua testimonianza continua a viaggiare nel mondo raggiungendo milioni di giovani, fino a diventare il primo santo dell'era digitale. "L'aspetto che ho cercato di evidenziare è quello del sacrificio, la struggente accettazione della malattia e della morte - ha detto il regista -, come se Carlo fosse a conoscenza dell'incredibile missione che avrebbe poi compiuto".

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