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Secondo Bernard d'Ormale, gli oggetti avrebbero dovuto essere conservati per la futura apertura al pubblico della Madrague, storica residenza dell'attrice
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L'asta degli oggetti personali di Brigitte Bardot è ormai alle porte: 285 pezzi tra disegni, ritratti, mobili, strumenti musicali e frammenti della sua vita privata, saranno i protagonisti della vendita organizzata dalla Fondation Brigitte Bardot e curata da Millon, lunedì 21 settembre all'Hôtel Drouot di Parigi. Un insieme di beni che si trovavano nelle abitazioni parigine dell'attrice e nella sua residenza di Saint-Tropez, la Madrague, che costituisce il patrimonio parziale di una delle icone del cinema francese. Tuttavia, Bernard d'Ormale, l'ultimo marito della Bardot, ha espresso forte contrarietà per la vendita di quelli che considera ricordi intimi e privati della moglie, scomparsa all'età di 91 anni il 28 dicembre 2025.
"Sono oggetti intimi, e perché fare questa vendita? Per gli animali? È una presa in giro: la fondazione ha degli immobili, ne venda uno", ha dichiarato d'Ormale all'Afp, contestando la scelta. L'uomo sostiene, inoltre, che gli oggetti avrebbero dovuto essere conservati in vista di una futura apertura della Madrague al pubblico. "È una mancanza di rispetto alla memoria di Brigitte", ha aggiunto. La polemica si inserisce in un contesto più ampio di tensioni familiari e istituzionali legate alla gestione dei beni dell'attrice. Alla sua morte, infatti, il marito e l'unico figlio, Nicolas-Jacques Charrier, avevano già contestato le disposizioni testamentarie, poiché gran parte del patrimonio era stata donata in vita alla Fondazione per la tutela degli animali, superando la quota di legittima che la legge francese garantisce agli eredi. I proventi di questa specifica asta sono comunque destinati a finanziare la Fondazione e il figlio Nicolas.
"Sono oggetti che ho visto per anni in quell’appartamento che era magnifico e ora se ne vanno così", ha proseguito il marito di Bardot, lamentando di essere stato "messo davanti al fatto compiuto". Secondo lui, la moglie "non sarebbe certamente stata d’accordo" con la vendita. Non si è fatta attendere la replica della Fondation Brigitte Bardot, che ha respinto le accuse, sottolineando che la vendita era stata approvata nel giugno scorso dal consiglio di amministrazione "da tutti i membri, compreso Bernard d'Ormale", che all'epoca ne era presidente. D'Ormale ha detto di non sapere che la decisione riguardasse proprio questo genere di oggetti. La vendita comprende anche oggetti che appartengono alla Brigitte Bardot dopo il ritiro dalle scene e in pieno attivismo animalista.
La controversia legata all'asta arriva a pochi giorni dal ricambio al vertice della Fondation Brigitte Bardot. Stando a quanto riferito da Le Figaro, il consiglio di amministrazione ha recentemente interrotto la presidenza di Bernard d'Ormale, subentrato dopo la scomparsa della moglie. Al suo posto è subentrato Max Guazzini, ex numero uno del gruppo NRJ e già segretario generale della Fondazione dal 2020. Nel frattempo, l'organizzazione ha tenuto a precisare che la stessa Bardot aveva in passato messo all'asta alcuni dei suoi beni più cari per sostenere le sue battaglie animaliste. Sulla base delle statistiche ufficiali, la fondazione ha prestato soccorso a circa 13mila animali grazie a quattro rifugi e 150 pensioni convenzionate, supporta 350 associazioni sul territorio francese ed è attiva in 70 Stati, con oltre mille cani e gatti in cerca di adozione.