La memorabilia del fondatore di Apple

All'asta un progetto di elettronica di Steve Jobs: lo aveva realizzato quando aveva 13 anni

Il modellino è stato inserito in un catalogo di oltre 200 oggetti per celebrare il 50esimo anniversario della nascita dell'azienda tecnologica

19 Ago 2026 - 17:18
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Il 9 gennaio 2007 Steve Jobs presenta il primo iPhone della storia, noto come iPhone 2G o iPhone EDGE © Afp

Il 9 gennaio 2007 Steve Jobs presenta il primo iPhone della storia, noto come iPhone 2G o iPhone EDGE © Afp

Già all'età di 13 anni Steve Jobs, il visionario fondatore di Apple scomparso nel 2011, aveva realizzato un progetto scolastico innovativo, finalizzato a dimostrare com'era fatto e a cosa serviva un raddrizzatore controllato al silicio, un componente che regola il passaggio della corrente elettrica. A distanza di 58 anni, quel progetto è finito all'asta insieme a oltre 200 oggetti raccolti da RR Auction per celebrare i 50 anni di Apple

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Il modellino scolastico finito all'asta

  Al progetto, realizzato per la fiera delle scienze dell'ultimo anno delle medie alla Cupertino Junior High School, l'allora studente Steve aveva dato il nome "What Is the Silicon-Controlled Rectifier?" (Cos'è un rettificatore controllato al silicio?): il 13enne, che dimostrava già una certa precisione tecnica, aveva montato su una tavola di compensato larga circa 81 centimetri due circuiti dimostrativi, accompagnati da un rapporto di dieci pagine e da schemi elettrici disegnati a mano. Tra i dettagli più curiosi ci sono le istruzioni lasciate direttamente da Jobs ai giudici della fiera incaricati di valutare il progetto: "Giudici, se volete vedere questo funzionare, collegate il circuito due e l'oscilloscopio e scollegate, per favore fate attenzione e scollegate dopo l'uso", si legge nel testo, "l'oscilloscopio dovrebbe già essere impostato su due o quattro cicli stazionari, ma se necessario, giudici, effettuate le regolazioni appropriate". Ora, questo modellino realizzato da uno studente delle scuole medie più di mezzo secolo fa viene venduto 20mila dollari. Ma non si esclude che il prezzo finale dell'asta possa salire.

Dover era prima il progetto

 Dopo la morte del padre Paul, nel 1993, la famiglia Jobs conservò tutti i cimeli di famiglia nella casa di Los Altos, la città che diede i natali nel 1976 ad Apple. Da allora, il visionario imprenditore non chiese la restituzione degli oggetti della propria infanzia, lasciandone la disponibilità al fratellastro John Chovanec. E a nulla servirono i numerosi solleciti dei parenti per dare indietro il cimelio: Jobs preferì lasciare il progetto scolastico dove si trovava. E così, il modellino è rimasto nell'abitazione di famiglia per diversi decenni.

I 50 anni dell'azienda

  Il 2026 segna quindi il 50esimo anniversario del colosso tecnologico, ricorrenza celebrata dalla casa d'aste Rr Auction con una vendita in due parti dal titolo "Steve Jobs & the Computer Revolution: The Apple 50th Anniversary Auction". Questa non è la prima volta che gli oggetti legati a Steve Jobs e alla storia dell'azienda dalla mela morsicata raggiungono cifre elevate in sessioni d'asta. Come nel novembre 2022, quando un paio di sandali Birkenstock indossati negli anni '70 e '80 da Jobs sono stati venduti all'asta per 218.750 dollari, superando la stima iniziale. Le stesse scarpe erano state vendute in una precedente asta del 2016 per poco più di 2mila dollari. Stessa sorte fortunata per un annuncio pubblicitario per l'Apple-1, scritto interamente a mano da Jobs, con firma e indirizzo dell'abitazione dei genitori a Los Altos (all'epoca sede della Apple Computer Company), che è stato battuto per 175.000 dollari. 

Il successo delle memorabilia di Jobs

  All'apparenza oggetti normali, i cimeli del fondatore di Apple vengono venduti all'asta a prezzi inimmaginabili. Una ragione che si cela dietro questo successo è il fatto che Steve Jobs rifiutava di rilasciare autografi ai fan. Ed è proprio questa circostanza che rende rari, e quindi più ricercati dai collezionisti, i documenti e gli oggetti che recano la sua firma autentica.

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