A vent'anni dal primo film

"Il Diavolo veste Prada 2", il maglione ceruleo va all'asta: quanto vale il capo più iconico del cinema fashion?

Tra abiti couture e pezzi da collezione, Christie's batterà anche il protagonista di uno dei momenti più memorabili della cultura pop cinematografica

06 Ago 2026 - 15:59
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Il maglione più famoso della storia del cinema non è di cachemire, non è griffato e, almeno sulla carta, vale poche centinaia di dollari. Eppure è uno dei lotti più attesi dell'asta che Christie's inaugurerà il 1° settembre, dedicata ai costumi de Il Diavolo veste Prada 2. È il celebre pullover ceruleo entrato nella culrura pop grazie al monologo di Miranda Priestly, pronto a passare dal guardaroba di Runway a quello di un collezionista.

Christie's apre gli armadi di Il Diavolo veste Prada 2

 Dal 1° settembre la celebre casa d'aste newyorkese darà il via a una vendita online dedicata ai costumi realmente indossati sul set. Un appuntamento destinato ad attirare collezionisti, appassionati di moda e cinefili, che avranno la possibilità di aggiudicarsi alcuni dei look protagonisti del sequel più atteso del mondo fashion. L'iniziativa conferma quanto il costume cinematografico sia ormai considerato un autentico oggetto da collezione, capace di custodire il valore creativo e culturale di un film ben oltre la sua uscita nelle sale.

Il leggendario maglione ceruleo

 Tra tutti i lotti, ce n'è uno che catalizza inevitabilmente l'attenzione. È il celebre maglione a trecce color ceruleo firmato J.Crew, diventato immortale grazie al monologo di Miranda Priestly sul significato della moda e sull'illusione che le nostre scelte di stile siano del tutto casuali. Una scena diventata storia del cinema, capace di trasformare un semplice pullover in un simbolo della cultura pop. La stima è sorprendentemente accessibile, tra i 100 e i 200 dollari, ma è difficile immaginare che un pezzo tanto iconico non finisca per accendere una serrata gara di rilanci.

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Dai grandi marchi agli archivi della moda contemporanea

 Il catalogo dell'asta racconta anche l'evoluzione del guardaroba de Il Diavolo veste Parda 2. Accanto al maglione simbolo trovano spazio creazioni firmate da alcune delle maison più prestigiose della moda internazionale, da Schiaparelli a Fendi, passando per Dries Van Noten, Dolce & Gabbana ed Elie Saab. I capi sono stati indossati dal cast del sequel, che vede il ritorno di Meryl Streep, Anne Hathaway e Stanley Tucci, insieme ai nuovi ingressi Simone Ashley e Lucy Liu. Un guardaroba costruito come una vera narrazione visiva della moda contemporanea, in cui ogni look contribuisce a definire personaggi, caratteri e nuovi equilibri all'interno dell'universo di Runway.

Quando il collezionismo diventa cultura pop

 La vendita non si limita all'universo de Il Diavolo veste Prada. Tra i pezzi più curiosi compare anche l'abito in velluto con cappuccio e dettagli in piume indossato da Lady Gaga nel videoclip Runway, ulteriore esempio di come Christie's stia trasformando le proprie aste in un punto d'incontro tra moda, cinema e musica. Una scelta che racconta l'evoluzione del collezionismo contemporaneo, sempre più interessato agli oggetti che hanno segnato l'immaginario visivo degli ultimi decenni.

Quando un costume diventa un pezzo di storia

 Il Diavolo veste Prada non è stato soltanto una commedia di enorme successo, ma ha contribuito a ridefinire il modo in cui il grande schermo racconta la moda, trasformando capi e accessori in autentici simboli generazionali. E forse non esiste oggetto più rappresentativo del suo lascito proprio di quel maglione ceruleo che Miranda Priestly liquidava come il risultato di una lunga catena di decisioni creative. Oggi quel capo torna sotto i riflettori, non più come semplice costume di scena, ma come piccolo frammento della storia della moda e del cinema, pronto a trovare un nuovo proprietario.

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