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Rientrato a Bologna il dipendente italiano trattenuto in Kuwait

Ad Andrea Urciuoli e al portoghese Ricardo Pinela, dipendenti della ditta Cmc, era stato imposto il divieto di lasciare il Paese a causa di una controversia societaria

Rientrato a Bologna il dipendente italiano trattenuto in Kuwait

E' atterrato in mattinata all'aeroporto di Bologna Andrea Urcioli, dipendente della ditta Cmc al quale era stato imposto, insieme al collega portoghese Ricardo Pinela, il divieto di lasciare il Kuwait a causa di una controversia societaria. Nella notte la Farnesina aveva annunciato lo sblocco della situazione.

La rimozione del divieto di viaggio, si legge in una nota del ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi, "prelude al ritorno a casa, a breve, del nostro compatriota", spiega ancora Moavero. La Farnesina e l'ambasciata italiana in Kuwait si erano immediatamente attivate a tal fine. La Farnesina aveva anche convocato, tre giorni fa, l'ambasciatore del Kuwait in Italia.

Fonti locali fanno sapere che la rimozione del "travel ban" riguarda anche l'altro dipendente della Cmc di Ravenna che era rimasto bloccato in Kuwait insieme a Urciuoli, il portoghese Ricardo Pinela. Anche lui può rientrare a casa.

I motivi della controversia societaria - Urciuoli e Pinela erano stati trattenuti a Kuwait City dopo che la ditta Cmc aveva deciso di recedere da un contratto da 22 milioni di euro per realizzare un quartiere residenziale a 40 km dalla capitale. Pur non ricoprendo ruoli dirigenziali, si erano trovati in mezzo a una rivolta di operai che pretendevano il pagamento degli stipendi. La società aveva poi pagato il dovuto, ma Pineda e Urciuoli erano stati comunque trattenuti.

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