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Italia, che succede? Ventura tradito dalla difesa

Il neo ct azzurro può sorridere per lʼintesa tra Eder e Pellè, ma deve assolutamente registrare i meccanismi difensivi

Italia, che succede? Ventura tradito dalla difesa

Premesso che sulla carta la Francia è superiore all'Italia e che spesso in amichevole è difficile trovare le giuste motivazioni, la storia di Ventura sulla panchina della Nazionale è partita decisamente col piede sbagliato. Più che la sconfitta per 3-1, però, a preoccupare è il fatto che il tradizionale punto di forza degli azzurri, la difesa, a Bari si sia trasformato invece nel nostro tallone d'Achille.

Dov'è finito il muro azzurro che ci aveva portato a un passo dalla semifinale di Euro 2016? I primi due gol francesi nascono da due grossolani errori di Chiellini (ma sul gol di Giroud tutta la retroguardia era posizionata male), troppo gravi però per essere ripetibili da uno affidabile come il capitano azzurro (ha preso la fascia dopo l'uscita di Buffon). A preoccupare è piuttosto la mancanza di alternative a Bonucci, assente ieri per motivi personali (salterà anche Israele) e rimpiazzato da Astori prima e Rugani poi: senza il centrale juventino la difesa azzurra è più fragile e la manovra fatica ad iniziare fluida (tantissimi gli errori in fase di impostazione).

A proposito di costruzione di gioco, meglio l’Italia del primo tempo, con De Rossi, piuttosto che quella della ripresa con Montolivo. La differenza è che il primo si abbassa sempre tra i due centrali per farsi dare palla e articolare la manovra, mentre l’altro non lo fa quasi mai. Il rossonero gioca corto, prevedibile, orizzontale, una calcio che non graffia. Come non ha graffiato il suo compagno Bonaventura, che è sembrato spaesato nella posizione di interno nel 3-5-2 che Giaccherini aveva coperto alla grande in Francia. A proposito di milanisti (la squadra più rappresentata tra i convocati), hanno deluso anche De Sciglio, tornato timido e insicuro, e Donnarumma, che ha pagato l'emozione dell'esordio facendosi beffare sul suo palo.

Non sono però solo indicazioni negative quelle che Ventura riporta a casa dal San Nicola. La coppia d'attacco Eder-Pellè funziona alla grande: il nerazzurro corre come un matto e svaria su tutto il fronte offensivo, l'ex Southampton sfrutta il suo fisico e gioca di sponda, tocchi brevi o passaggi lunghi, come in occasione del gol, la loro intesa è rodata e funzionale al gioco della squadra. Come è fondamentale per il gioco azzurro la corsa a perdifiato di Parolo, che recupera palloni e prova a innescare le giocate degli attaccanti. Il laziale è un punto fermo del centrocampo di Ventura come lo è Candreva, che a destra salta l'uomo con continuità, arriva al cross ed è spesso pericoloso in zona gol. Quando rientrerà anche il miglior Verratti, Ventura avrà a disposizione un centrocampo di corsa e qualità.

Il dopo-Conte è iniziato con una sconfitta, la prima allo stadio di Bari dopo 11 partite, ma Ventura può comunque trovare dei motivi per sorridere e la scaramanzia gli viene in aiuto: anche Marcello Lippi fu sconfitto alla prima panchina azzurra e poi alzò la coppa del mondo al cielo di Berlino. La strada per Russia 2018 è molto lunga e comincia il 5 settembre in Israele: l'avversario non è al livello della squadra di Deschamps, ma per partire col piede giusto l'Italia dovrà ritrovare la sua solidità ed evitare fatali cali di concentrazione.

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