caro prezzi senza confini

Giappone, uova ai prezzi record: rincari e timore aviaria | A rischio la dieta nazionale

Una confezione da dieci uova costa in media 309 yen, al massimo storico. Mangimi più cari e yen debole pesano sulla filiera, mentre si temono nuovi focolai

13 Ott 2026 - 06:50
 © Istockphoto

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Dopo gli Stati Uniti, le uova diventano un problema anche per il Giappone. Secondo le rilevazioni del ministero dell’Agricoltura in quasi 500 punti vendita, una confezione da dieci è arrivata a costare in media 309 yen, circa 1,70 euro: un valore che eguaglia il massimo storico. La pressione sulla filiera rischia di rendere persistenti i rincari, con conseguenze soprattutto per la ristorazione economica.

Un alimento centrale nella dieta nipponica

 Le uova hanno un ruolo importante nell’alimentazione giapponese e rappresentano una fonte proteica accessibile. Sono protagoniste del tamagoyaki, la tipica frittata arrotolata, e accompagnano spesso il ramen. Il loro rincaro incide anche sui bento, i pasti confezionati consumati ogni giorno da molti lavoratori e studenti.

Supermercati in perdita, piccoli locali sotto pressione

  Alcune insegne di Tokyo scelgono di assorbire parte dei costi per trattenere i clienti. Secondo lo Yomiuri Shimbun, propongono confezioni a 88 yen, vendendo in perdita e riducendo le spese per pubblicità e personale. Per le shokudo, le tradizionali tavole calde, i margini sono più stretti: il rincaro delle uova si aggiunge all’aumento delle altre materie prime e alla difficoltà di trovare lavoratori.

Mangimi più cari e yen debole

   Alla base degli aumenti ci sono soprattutto i costi di produzione. La Federazione nazionale delle cooperative agricole ha annunciato per il trimestre ottobre-dicembre un rincaro dei mangimi di circa 3mila200 yen a tonnellata, il quarto consecutivo. Le tensioni in Medio Oriente pesano sugli approvvigionamenti. La debolezza dello yen rende inoltre più costose le importazioni.

Il timore di una nuova crisi aviaria

  Con l’arrivo dell’inverno cresce anche la preoccupazione per l’influenza aviaria, mentre la domanda aumenta in vista delle festività. Il Giappone rdegistra epidemie a sei stagioni consecutive. Resta il precedente della crisi iniziata nel 2022, quando l’abbattimento di oltre 17,7 milioni di volatili spinse diverse aziende a sospendere la produzione di alimenti a base di uova.

Importazioni e prodotti a lunga conservazione

  Le imprese cercano di ridurre l’esposizione a nuove interruzioni delle forniture. Kewpie, produttore di maionese che utilizza 250mila tonnellate di uova all’anno, ha avviato importazioni anche dal Brasile. La filiera punta inoltre sulle uova liquide e surgelate, che si conservano più a lungo e consentono una gestione più flessibile delle scorte. Il governo, intanto, valuta l’introduzione di vaccini contro l’aviaria.

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