i protagonisti del risiko bancario

Giuseppe Castagna, ritratto del banchiere che ha detto no a Unicredit

Da Napoli ai vertici del sistema bancario italiano, l'amministratore delegato di Banco Bpm ha orchestrato una difesa vincente contro Unicredit

23 Ago 2025 - 06:00
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Giuseppe Castagna non è solo un banchiere: è uno degli architetti del sistema finanziario italiano. Nato a Napoli nel 1959, l'amministratore delegato di Banco Bpm ha trasformato la sua banca in una fortezza inespugnabile, respingendo l'assalto di Unicredit e dimostrando che nel "risiko" bancario italiano l'indipendenza può valere più di qualsiasi fusione.
 

Il percorso verso la leadership

 La sua carriera inizia presto, ancora prima di laurearsi in giurisprudenza con lode alla Federico II di Napoli. Nel 1981 entra nel Gruppo Intesa Sanpaolo, l'allora Banca Commerciale Italiana, dove rimane fino al 2013 ricoprendo ruoli di crescente responsabilità: direttore generale del Banco di Napoli, responsabile della Divisione Banca dei Territori e infine direttore generale di Intesa Sanpaolo. Nel 2013 viene nominato presidente della Italian Private Debt Initiative di Munizich & Co. Dal 2014 a fine 2016 è Consigliere Delegato e Direttore Generale di Banca Popolare di Milano. Il punto di svolta è del 2017: la fusione con Banco Popolare che dà vita a Banco Bpm, una delle principali realtà bancarie italiane di cui è amministratore delegato dalla nascita.

La filosofia dell'indipendenza

 Castagna ha posizionato la sua banca non come obiettivo passivo ma come attore centrale di qualsiasi futuro scenario del consolidamento bancario italiano. La sua strategia ha privilegiato operazioni amichevoli e concordate, distinguendo nettamente Banco Bpm dalle grandi banche orientate principalmente alla finanza, puntando invece sul territorio, le Pmi e le famiglie.

L'assalto respinto di Unicredit

 Questa filosofia si è rivelata vincente nel novembre 2024, quando Unicredit ha lanciato un'offerta pubblica di scambio da 10,1 miliardi di euro. L'offerta valutava le azioni del Banco Bpm a 6,65 euro ciascuna, rappresentando un premio dello 0,5% rispetto al prezzo di chiusura del 22 novembre 2024. La direzione del Banco Bpm ha immediatamente respinto l'offerta, considerandola ostile e insufficiente. La reazione del mercato ha dato ragione a Castagna: le azioni Banco Bpm sono salite a sette euro mentre quelle di Unicredit sono scese da 38 a 36 euro.

Una difesa su più fronti

 La difesa orchestrata da Castagna è stata multifunzionale: dall'innalzamento del prezzo per l'Opa su Anima Holding alla valutazione di cessioni di immobili e partecipazioni, fino all'esplorazione di fusioni alternative con Mps. Ma il colpo decisivo è arrivato dal governo Meloni, che ha utilizzato il "golden power" imponendo condizioni stringenti, tra cui l'obbligo per Unicredit di dismettere le operazioni russe entro nove mesi e il mantenimento per cinque anni del rapporto prestiti-depositi di Banco Bpm. Unicredit ha accusato i vertici di Banco Bpm di aver "insistentemente invocato" il golden power, impedendo "di dialogare con gli azionisti nel modo in cui un normale processo di offerta avrebbe consentito". Per Unicredit si tratta di "un'opportunità mancata non solo per gli stakeholder di Banco Bpm, ma anche per le comunità imprenditoriali italiane e per l'economia in generale".

La vittoria e il rilancio

 Il risultato? Unicredit ha ritirato l'offerta il 22 luglio 2025, a oltre otto mesi dall'annuncio e dopo "un tortuoso percorso politico e legale". Il consiglio di amministrazione di Unicredit ha citato che "la condizione relativa all'autorizzazione Golden Power non è soddisfatta".

Il Ceo Andrea Orcel ha spiegato: "La mia responsabilità principale è di agire nel migliore interesse di Unicredit e dei nostri azionisti. La continua incertezza sull'applicazione delle prescrizioni del Golden Power non giova a nessuno dei due". Il presidente Pietro-Carlo Padoan ha aggiunto: "Il processo di offerta deviato e la continua incertezza hanno reso questa situazione insostenibile".

I numeri da record

  Sotto la sua guida, Banco Bpm ha chiuso il primo semestre 2025 con risultati record: utile netto di 1,21 miliardi (+62% rispetto al 2024), commissioni nette a 1,2 miliardi (+15,3%) grazie anche all'integrazione di Anima Holding, e un CET1 ratio superiore al 13,3%. La remunerazione totale degli azionisti dal novembre 2024 è del 91%, il più alto tra le banche italiane.

Visione green e digitale

 Il piano industriale 2024-2027 disegna un futuro ambizioso: oltre sei miliardi di euro in distribuzioni agli azionisti, finanziamenti "verdi" per oltre dieci miliardi all'anno, trasformazione digitale con intelligenza artificiale e blockchain. Una strategia che punta sulla crescita sostenibile piuttosto che sul consolidamento a tutti i costi.

Il nuovo paradigma bancario

 Castagna ha affermato che la conferma dei solidi risultati della banca rappresenta la vera difesa per l'indipendenza e centralità nel sistema bancario. Una filosofia che ha trasformato l'autonomia da debolezza in punto di forza, dimostrando che nel panorama bancario italiano essere indipendenti non significa essere vulnerabili, ma essere protagonisti.

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