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Banca Mondiale, storia e funzioni dell’istituzione che combatte la povertà

Nata nel 1945, la World Bank doveva occuparsi della ricostruzione post-bellica. Ora sostiene i Paesi emergenti e stanzierà fondi per la crisi coronavirus

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Era il luglio 1944: la Seconda Guerra mondiale volgeva al termine e gli Alleati si incontravano a Bretton Woods per stipulare gli omonimi accordi che avrebbero segnato le nuove relazioni commerciali e finanziarie del mondo occidentale. Uno di questi prevedeva la creazione di una Banca Mondiale, un'istituzione inizialmente pensata per aiutare gli stati europei e il Giappone nella ricostruzione, convertita successivamente nell’ideale della lotta alla povertà.

La storia - La Banca Mondiale (World Bank) è stata istituita il 27 dicembre 1945 con il nome di Banca internazionale per la ricostruzione e lo sviluppo, insieme al Fondo monetario internazionale. È la principale organizzazione che si occupa del sostegno dello sviluppo economico. Una volta portata a termine la ricostruzione degli Stati devastati dal conflitto mondiale, la Banca Mondiale ha spostato la sua attenzione verso i Paesi in via di sviluppo. L’obiettivo dell’istituto è quello di incrementare il capitale sociale e umano, stimolare la crescita del settore privato, migliorare le capacità di governo e alleggerire il debito dei paesi emergenti.

 

L’istituzione, oltre a favorire la stabilità economica, finanzia progetti come la costruzione di infrastrutture quali strade e porti. A differenza di altri donatori internazionali come le Ong, questo istituto elargisce solo in minima parte assistenza sotto forma di dono. Spesso concede crediti o agli Stati membri o a favore di progetti sui quali vi sia una garanzia statale. La World Bank negli Anni ’80 ha così promosso vari programmi di finanziamento del bilancio pubblico dei Paesi in via di sviluppo, chiedendo a quest’ultimi di adottare riforme strutturali e politiche di liberalizzazione commerciale come privatizzazioni e deregolamentazioni.

 

Dal 1990 in poi, anno in cui è stato consolidato l’obiettivo principale della riduzione della povertà, la Banca si è occupata anche dei paesi post-comunisti, oltre a rivendicare l’importanza della lotta alla corruzione. A oggi, nell’ambito dell’attuazione dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, la Banca Mondiale ha dichiarato la propria priorità d’azione nel raggiungimento di due obiettivi: la riduzione della povertà e la promozione di una crescita inclusiva e sostenibile.

 

L’organizzazione - I due principali organi di governo della Banca Mondiale sono il Consiglio dei governatori (Board of governors, composto da un governatore e un vice per ogni stato, dove l’Italia è rappresentata dal Governatore della Banca d’Italia) e il Consiglio dei direttori esecutivi (Board of directors), da cui dipendono gran parte delle decisioni. Il consiglio dei direttori esecutivi è composto da 25 membri: otto di questi (Arabia Saudita, Cina, Francia, Germania, Giappone, Regno Unito, Russia e Stati Uniti) rappresentano il proprio Paese, mentre gli altri 17 fanno le veci di gruppi di stati.

 

L’Italia, per esempio, rappresenta Albania, Grecia, Malta, Portogallo, Repubblica di San Marino e Timor Est. I voti sono proporzionali alle quote di capitale versate dai membri. Attualmente il presidente della Banca Mondiale è David Malpass, che dispone di un mandato quinquennale rinnovabile, presiede alla riunione del Consiglio dei direttori esecutivi ed è responsabile per la gestione complessiva dell’istituzione. Secondo una regola non scritta, tale figura viene sempre nominata dal presidente degli Stati Uniti, che sono i più grandi azionisti della Banca. La sede dell’istituto si trova infatti a Washington. Nel giugno 2007 è stato istituito il Gruppo della Banca Mondiale, che comprende cinque istituzioni:

 

- La Banca internazionale per la ricostruzione e lo sviluppo (Ibrd): la più importante, il cui funzionamento è garantito dal versamento di un canone deciso dagli Stati membri.

- L’Agenzia internazionale per lo sviluppo (Ida), fondata nel 1960, che destina i prestiti ai paesi meno sviluppati.

- La Società finanziaria internazionale (Ifc), fondata nel 1956 per finanziare gli investimenti effettuati dalle imprese nei paesi a rischio.

- Il Centro internazionale per il regolamento delle controversie relative a investimenti (Icsid), istituito nel 1966.

- L’Agenzia multilaterale di garanzia degli investimenti (Miga), nato nel 1988, che si occupa dell’ottenimento di prestiti.

 

La crisi Covid-19 - La Banca Mondiale ha deciso di scendere in campo anche per assistere i paesi più colpiti dal coronavirus. Il gruppo ha annunciato che stanzierà 160 miliardi di dollari di finanziamenti a 100 nazioni entro giugno 2021, per garantire una risposta immediata all’emergenza. "La pandemia di Covid-19 potrebbe aver riportato fino a 100 milioni di persone al di sotto della soglia di estrema povertà" ha sottolineato il presidente David Malpass.

 

Una situazione che è stata definita “depressione pandemica” dal capo-economista della World Bank, Carmen Reinhart. Secondo Malpass la crescita della povertà è legata a una combinazione di fattori, che vanno dalla perdita dei posti di lavoro fino alla crisi della catena alimentare, che ha reso difficile l’accesso al cibo. E al di là delle definizioni terminologiche, l’obiettivo della Banca rimane lo stesso: "Aiutare i paesi a essere resilienti, invertire la rotta e andare dall’altro lato della sponda".

 

Articolo realizzato in collaborazione con il master biennale in giornalismo della IULM, contenuto a cura di Benny Mirko Procopio.

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