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Antonio Maggio tra speranza e fiducia: "Io tifo per la nostra bella Italia!"

A Tgcom24 il vincitore di Sanremo Giovani 2013 e di "X Factor 1"

- Antonio Maggio dopo aver vinto con gli Aram Quartet la prima edizione di "X Factor" e aver conquistato il primo posto a Sanremo Giovani 2013 con "Mi servirebbe sapere", presenta a Tgcom24 il suo secondo disco "L'equazione". Il cantante doveva partecipare a Sanremo tra i Big quest'anno ma il suo nome è saltato: "Non so cosa sia successo". Tra i brani c'è molta fiducia per l'Italia: "E' un Paese straordinario, abbiamo creato cose splendide".

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

    "E' una bella prova questa per me. Si sa che il secondo disco è quello più ostico, quello della conferma. - spiega Antonio - Ho voluto fortemente che i testi si concentrassero sulle difficoltà dei nostri tempi, sull'opportunità che deve esserci in questo periodo così difficile. L'approccio positivo delle cose è il mio marchio di fabbrica. Ho lavorato a lungo alle canzoni, spesso mi veniva l'ispirazione e poi per 'chiudere' i brani ho sempre chiesto l'aiuto anche del mio amico e autore Simone Perrone, ci conosciamo dai tempi del Liceo e solo con lui riesco a scrivere perché mi conosce a fondo".

    Perché fai l'elogio dell'Italia in "Lo sai che lo so"?

    Uso la metafora di un italiano che di un italiano che vuole conquistare una francese pur non sapendo la lingua. Fa di tutto per raggiungere il suo 'obbiettivo' finché non lo ottiene. E' la celebrazione degli italiani che dal nulla hanno creato bellissime cose.

    Qual è la canzone a cui sei più legato?
    Forse 'Pirindiffi' perché racconta la storia di un uomo, realmente esistito che abitava nel mio paesino, a cui la vita non ha regalato tante fortune. Era sempre preso di mira ma era un artista meraviglioso, a tutto tondo. A volte si perdeva lontano a 100 km di distanza da casa sua e chiedeva un passaggio per tornare, altre volte citofonava per un caffè. Ero ammirato da lui. Un giorno non ce l'ha fatta più e con un cuscino si è sdraiato sulle rotaie di un binario.

    Duetti con Clementino in "Stanco", com'è nata la collaborazione?
    Ci siamo conosciuti un pomeriggio mentre ci trovavamo nella nostra casa discografica. E' scattata subito una sincera simpatia. Un giorno stavo per diventare pazzo perché sentivo che all'ultimo brano per chiudere il disco, 'Stanco', mancava quel quid in più. Così ho chiamato Clementino e gli ho detto 'hai mezza giornata per risolvermi questo problema, ce la fai?'. Esattamente dopo cinque ore mi è arrivata una mail con il suo inciso. Incredibile!

    Eri in lizza per Sanremo, tra i Big, poi sei scomparso dai nomi. Cos'è successo?
    Non te lo saprei proprio dire.

    Qual era la canzone che avevi presentato?
    "Nell'etere". Ci tenevo molto a questa canzone anche perché credo sia la più sperimentale del disco e si allontana dalle cose precedenti che ho fatto.

    Ti piacerebbe tornare al Festival?

    Certo, anche subito!

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    Antonio Maggio