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I due leader hanno avuto un colloquio telefonico. Riaffermato il comune obiettivo di vedere Hamas sconfitta. I militanti estremisti di Gaza: "L'ingresso a Rafah farebbe saltare i colloqui per gli ostaggi"
La guerra in Medioriente tra Israele e Hamas giunge al giorno 128. In una telefonata con Netanyahu, Joe Biden ha esortato il premier israeliano a "garantire la sicurezza" dei civili rifugiati a Rafah prima di un'operazione militare. In precedenza, Netanyahu aveva ribadito la sua volontà di entrare nella città nel sud della Striscia. E il Washington Post aveva parlato di "rottura vicina" tra i due leader. Intanto, altre 25 persone sono morte nella notte a Rafah, poco dopo che il premier israeliano aveva ordinato di preparare i piani per evacuare i civili dall'area. Hamas ha annunciato che un'azione di terra israeliana a Rafah farebbe "saltare i colloqui per lo scambio degli ostaggi". Secondo Al Jazeera i soccorsi hanno recuperato i corpi di cento palestinesi in due quartieri di Gaza City dopo il ritiro degli israeliani.
Nel loro colloquio telefonico, Biden e Netanyahu hanno parlato degli sforzi in atto per il rilascio degli ostaggi nelle mani di Hamas. Lo afferma la Casa Bianca. "Il presidente ha messo in evidenza la necessità di capitalizzare sui progressi fatti nelle trattative per assicurare il rilascio di tutti gli ostaggi il prima possibile", aggiunge la Casa Bianca. Biden ha anche chiesto "passi specifici e urgenti per aumentare l'assistenza umanitaria ai civili innocenti palestinesi".
Joe Biden esorta Benyamin Netanyahu a "garantire la sicurezza" della popolazione a Rafah prima di un'operazione militare. Lo afferma la Casa Bianca, riferendo il contenuto della conversazione tra i due leader. Il presidente Usa ha "riaffermato che l'operazione militare non dovrebbe procedere senza un piano credibile per assicurare il sostegno al milione di rifugiati" e ha sottolineato che i due leader hanno "riaffermato il comune obiettivo di vedere Hamas sconfitta e di garantire la sicurezza di lungo termine di Israele e della sua popolazione".
Joe Biden e Benyamin Netanyahu hanno avuto un colloquio. Lo ha riferito Haaretz precisando che quella di oggi tra i due è la prima telefonata dal 19 gennaio.
Il corrispondente di Al Jazeera Ismail Al-Ghoul sostiene che le squadre di soccorso sono riuscite a recuperare i corpi di cento palestinesi dai quartiere Tal Al-Hawa e Al-Rimal, a Gaza City, dopo che le forze israeliane si erano ritirate da quelle aree. La maggior parte dei corpi sono stati uccisi dai proiettili dei cecchini, secondo l'emittente.
Secondo Benyamin Netanyahu non c'è alternativa al controllo di Israele su Gaza. Lo ha dichiarato, secondo quanto riferisce Haaretz, ai membri del gabinetto durante una riunione di governo. Secondo il premier la smilitarizzazione "richiede il controllo della sicurezza di Israele su tutta l'area a ovest della Giordania, compresa la Striscia". E ha aggiunto: "Non c'è alternativa nel prossimo futuro. Israele avrà sempre il controllo della sicurezza" sull'area. Secondo il primo ministro, questa rivendicazione è stata presentata a Joe Biden e ad altri leader mondiali.
"Apprezzo il sostegno del presidente Biden dall'inizio della guerra. Non so esattamente" cosa volesse dire quando ha parlato di operazione esagerata. "Ma mettetevi nei panni di Israele, siamo stati aggrediti. Abbiamo risposto in modo da attaccare i terroristi, penso che stiamo facendo la cosa giusta. Vinceremo, la vittoria è a portata di mano". Lo afferma Benyamin Netanyahu in un'intervista a Abc.
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Joe Biden e i suoi consiglieri "sono più vicini" che mai, da quando è iniziata la guerra a Gaza, "a una rottura con il premier israeliano Benyamin Netanyahu, non considerato più un partner produttivo che può essere influenzato anche in privato". E' quanto riporta il Washington Post citando alcune fonti, secondo le quali "la frustrazione nei confronti di Netanyahu ha spinto alcuni dei consiglieri di Biden a fare pressione sul presidente affinché sia più critico in pubblico riguardo al premier israeliano per la sua operazioni militare a Gaza". Biden ha finora resistito a portare in pubblico la sua frustrazione verso Netanyahu.
E' previsto per oggi un colloquio telefonico tra Benyamin Netanyahu e Joe Biden. E' quanto si apprende dai media israeliani, anche se non c'è stata alcuna conferma ufficiale nè da parte israeliana o statunitense. Nel frattempo, in un'intervista all'emittente Fox News, Netanyahu ha spiegato di non aver parlato con Biden poiché "ha descritto la nostra risposta militare (all'attacco sferrato da Hamas il 7 ottobre) come eccessiva". Il premier ha inoltre insistito sul fatto che sconfiggere il movimento islamista palestinese e riportare a casa tutti gli ostaggi "non si escludono a vicenda" e che il modo per riportarli in Israele è attraverso uno "sforzo militare prolungato".
Il comando centrale degli Stati Uniti ha dichiarato, in un post sul suo profilo ufficiale X, che le sue forze hanno condotto attacchi di autodifesa contro due navi di superficie senza pilota e tre missili da crociera antinave a nord di Hodeidah, in Yemen, nella giornata di sabato. Ha inoltre affermato di aver identificato le navi e i missili nelle aree controllate dagli Houthi e di aver stabilito che rappresentavano "una minaccia imminente" per gli Usa.
Il Wall Street Journal ha riferito che l'Egitto ha avvertito Hamas che se non raggiungerà un accordo con Israele entro due settimane, l'esercito israeliano opererà a Rafah. Alcuni funzionari egiziani hanno riferito alle loro controparti israeliane che non si opporranno a un'operazione a Rafah fintanto che sarà condotta in modo tale da evitare vittime civili palestinesi. Gli stessi funzionari avevano già avvertito che il trattato di pace decennale tra Egitto e Israele potrebbe essere sospeso se le truppe dell'IDF entrassero a Rafah, o se qualcuno dei rifugiati di Rafah fosse costretto a dirigersi a sud nella penisola egiziana del Sinai
Gli attacchi israeliani sulla Striscia di Gaza nelle ultime 96 ore hanno ucciso due ostaggi israeliani e ferito gravemente altri otto. Lo hanno scritto su Telegram le Brigate Al Qassam di Hamas, come riporta il Guardian. "Le loro condizioni stanno diventando più pericolose alla luce dell'incapacità di fornire loro cure adeguate. (Israele) ha la piena responsabilità per la vita dei feriti alla luce dei continui bombardamenti", si legge nella dichiarazione.
Un'azione di terra israeliana a Rafah farà "saltare i colloqui per lo scambio degli ostaggi". Lo ha detto un alto esponente di Hamas alla tv della fazione islamica Al Aqsa. "Ciò che Netanyahu e il suo esercito nazista non hanno ottenuto in più di quattro mesi - ha continuato - non lo realizzeranno ora, non importa quanto durerà la guerra".
Il ministero della Sanità di Gaza, gestito da Hamas, afferma che il bilancio delle vittime palestinesi nella Striscia dallìinizio della guerra ha raggiunto quota 28.176, mentre altre 67.784 persone sono rimaste ferite.
"L'approfondimento delle operazioni a Gaza ci porta più vicini a un accordo realistico per il ritorno degli ostaggi". Lo ha detto il ministro della difesa israeliano Yoav Gallant parlando al Direttorato dell'intelligence. "Siamo entrati nel cuore dei più sensibili luoghi di Hamas e - ha aggiunto - stiamo usando la loro intelligence contro di loro".
Le famiglie degli ostaggi israeliani intendono avanzare una denuncia ufficiale contro Hamas alla Corte di giustizia dell'Aja per "rapimento, crimini sessuali violenti, torture". Lo ha fatto sapere il quotidiano Yedioth Ahronot secondo cui circa 100 rappresentanti delle famiglie degli ostaggi andranno all'Aja accompagnati da avvocati di Israele e di tutto il mondo. Obiettivo immediato della denuncia - ha spiegato il quotidiano - è quello di ottenere un mandato di arresto contro i leader di Hamas. Nelle prossime settimane anche ex ostaggi liberati - ha aggiunto la fonte - si recheranno all'Aja per sostenere le accuse.
Durante le manifestazioni organizzate in Iran in occasione del 45esimo anniversario della Rivoluzione islamica, i manifestanti hanno gridato slogan contro gli Stati Uniti, il Regno Unito e Israele, hanno bruciato le bandiere americane, israeliane e britanniche e le effigi del premier Benyamin Netanyahu e dello "Zio Sam", simbolo degli Usa. A Teheran sono stati esposti equipaggiamenti militari di fabbricazione iraniana, tra cui missili balistici e da crociera, lanciatori di satelliti, sistemi di difesa, droni Shahed, elicotteri e veicoli tattici.
In un estratto di un'intervista alla Abc, il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu respinge le richieste a Israele di evitare un'offensiva militare a Rafah: "Coloro che dicono che in nessun caso dovremmo entrare a Rafah ci stanno sostanzialmente dicendo di perdere la guerra. Tenete Hamas lì", ha dichiarato. Lo riportano i media israeliani. "Prenderemo i restanti battaglioni terroristici di Hamas a Rafah, che è l'ultimo bastione", ha aggiunto Netanyahu. La città più meridionale di Gaza è diventata il rifugio per quasi un milione di sfollati palestinesi, spinti a sud dalla guerra.
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu, in un'intervista ad Abc News, ha detto di aver ordinato alle forze di difesa israeliane di pianificare l'evacuazione di centinaia di migliaia di persone da Rafah. "Lo faremo garantendo un passaggio sicuro alla popolazione civile in modo che possa andarsene". E ha aggiunto: "Questo fa parte del nostro sforzo bellico per tenere i civili fuori pericolo. Fa parte dello sforzo di Hamas per mantenerli in pericolo". Il primo ministro israeliano ha spiegato che l'offensiva è fondamentale per sconfiggere Hamas: "Coloro che dicono che in nessun caso dovremmo entrare a Rafah, in pratica dicono di perdere la guerra".
Scontro tra la Francia e la relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati, l'italiana Francesca Albanese. In un post su X, la giurista 46enne ha criticato le parole del presidente francese Emmanuel Macron che aveva definito l'attacco di Hamas del 7 ottobre contro Israele come "il più grande massacro antisemita del nostro secolo". Le persone morte quel giorno "non sono state uccise a causa del loro giudaismo, ma in risposta all'oppressione israeliana" e "la Francia e la comunità internazionale non hanno fatto nulla per impedirlo", ha scritto la Albanese. Il ministero degli Esteri francese ha risposto ribadendo che quello del 7 ottobre "è il più grande massacro antisemita del 21mo secolo e metterlo in discussione è un errore".
L'emittente araba Al Jazeera afferma che 25 persone sono morte e altre decine rimaste ferite in un bombardamento israeliano che ha colpito un edificio residenziale a est di Rafah, nel sud della Striscia di Gaza.
La Mezzaluna rossa palestinese afferma che quattro persone sono rimaste uccise e otto ferite a seguito di un bombardamento israeliano che ha colpito ieri pomeriggio una casa nel quartiere al-Hakr di Deir al-Balah, nel centro della Striscia di Gaza.