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Sos del Wwf: ogni minuto più di 33mila bottigliette di plastica finiscono nel Mediterraneo

Lʼassociazione ambientalista spiega che, per colpa dei rifiuti, si perdono 641 milioni di euro ogni anno

Sos del Wwf: ogni minuto più di 33mila bottigliette di plastica finiscono nel Mediterraneo

Ogni minuto finiscono nel Mediterraneo circa 570.000 tonnellate di plastica, l'equivalente di 33.800 bottigliette d'acqua. A lanciare l'allarme è il Wwf in un report pubblicato alla vigilia della "Giornata mondiale degli oceani" dell'8 giugno. Secondo l'associazione, perdiamo ogni anno 641 milioni di euro per colpa dei rifiuti in mare e, senza un piano di salvaguardia dell'ambiente, nel 2050 i dati saranno quadruplicati. 

"Riduciamo la plastica" - "C'è una incapacità diffusa in tutti i paesi del Mediterraneo nel gestire i rifiuti di plastica. E questo si traduce in un livello di inquinamento record nel Mare Nostrum". Così esordisce il report del Wwf, che denuncia i tentativi falliti dei privati e delle autorità pubbliche nel cercare una soluzione efficace allo smaltimento della plastica. Spiega Donatella Bianchi, presidente di Wwf Italia, che "siamo lontani da una modalità efficiente di smaltimento rifiuti: il costo della plastica è estremamente basso, mentre quello della gestione dei rifiuti è altissimo. Fino ad ora lo hanno pagato la collettività e la natura. L'unica rotta possibile per salvare il Mediterraneo è ridurre la produzione di plastica". 

Dati preoccupanti - Ogni giorno si accumulano circa 5 chili di plastica per ogni chilometro di spiaggia. Il record di inquinamento va alla costa della Cilicia, in Turchia, ma non se la passano meglio Marsiglia, Barcellona e Venezia, in prossimità del Delta del Po. Le imprese del Mediterraneo mettono sul mercato circa 38 milioni di tonnellate di plastica ogni anno, che i cittadini e i turisti "distribuiscono" inquinando i mari di tutta Europa: basta pensare che il turismo estivo è responsabile del 30% dei rifiuti plastici in mare. 

Crisi nazionale - La gestione della plastica è diventato un problema serio per l'Italia e tutti i paesi europei da quando la Cina, nel 2018, ha deciso di non importare più i rifiuti plastici: da allora tutto il Vecchio Continente ha gestito la spazzatura in eccesso gettandola in discariche illegali o, peggio, facendola finire in acqua. I numeri registrano 2,9 milioni di tonnellate di plastica smaltito illegalmente ogni anno nel mare. La soluzione? Secondo il Wwf tutti gli Stati del Mediterraneo dovrebbero firmare un accordo per eliminare tutta la plastica in natura entro il 2030.

Differenze eccessive - La soluzione proposta dal Wwf non è affatto facile da raggiungere a causa delle differenze nelle politiche di raccolta dei rifiuti nei vari paesi del Mediterraneo. L'Italia, ad esempio, è uno dei pochi che ha realizzato la raccolta differenziata della plastica, riuscendo a riciclare il 38% dei suoi rifiuti. Nel caso di paesi come Grecia, Turchia e Tunisia, si stima che il 50% dei rifiuti raccolti è contaminato e non riciclabile. La statistica complessiva rivela che i paesi del Sud Europa riciclano il 10% dei loro rifiuti: un dato ancora più grave nel momento in cui, dopo l'addio della Cina dalla catena di smaltimento dei rifiuti europei, proprio la Turchia è diventata uno dei 10 paesi più importanti al mondo per l'importazione di rifiuti, pur non avendo strutture per smaltirli.

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