La Legge 104 del 5 febbraio 1992 resta il riferimento per le tutele delle persone con disabilità e di chi se ne prende cura. Ma tra nuove interpretazioni, sentenze e riforme in corso, il quadro sta cambiando. Tre le novità più rilevanti: più flessibilità nell’utilizzo dei permessi per alcuni caregiver della Pubblica amministrazione, garanzia statale fino all’80% per il mutuo prima casa e possibilità di evitare turni notturni e reperibilità anche quando la disabilità della persona assistita non è grave.
Chi assiste un familiare può evitare i turni di notte
La prima novità arriva dalla Cassazione. Con l’ordinanza n. 20229 del 16 giugno 2026, la Corte ha chiarito che il diritto a non svolgere lavoro notturno per assistere un familiare non riguarda soltanto i casi di disabilità grave. Può valere anche quando la persona assistita ha un riconoscimento di disabilità ai sensi della Legge 104, senza il requisito della gravità. Deve però esserci un’effettiva relazione di assistenza e la persona deve essere "a proprio carico". Non basta invece il solo riconoscimento dell’invalidità civile. La Cassazione aveva già espresso lo stesso orientamento nel 2023.
La garanzia statale può coprire fino all’80% del mutuo
Dal 3 agosto 2026 le persone con disabilità grave sono entrate tra le categorie prioritarie del Fondo di garanzia mutui prima casa, gestito da Consap. La stessa possibilità riguarda chi vive da almeno due anni con un figlio, un fratello o una sorella con disabilità grave. La garanzia copre il 50% della quota capitale del mutuo e può salire all’80% per chi ha un Isee fino a 40mila euro. Il finanziamento può arrivare a 250mila euro.
Sono esclusi gli immobili di lusso o di pregio storico e, in generale, chi possiede già un’altra abitazione. La garanzia non è un contributo a fondo perduto: serve a facilitare l’accesso al finanziamento, anche per chi non dispone di risparmi sufficienti per l’anticipo.
Due caregiver possono usare i permessi nello stesso giorno
Una nuova interpretazione dell’Aran cioè l’Agenzia per la Rappresentanza negoziale delle Pubbliche amministrazioni, riguarda i dipendenti delle Funzioni centrali della Pubblica amministrazione. Due caregiver che assistono la stessa persona possono utilizzare i permessi nella stessa giornata, purché le ore di assenza non si sovrappongano. Uno può quindi assentarsi, per esempio, dalle 8 alle 11 e l’altro dalle 14 alle 17. Sono ammessi anche turni consecutivi, come 8-12 e 12-16. L’unico caso che non si può verificare resta la sovrapposizione degli orari. La novità riguarda i permessi orari previsti dal contratto delle Funzioni centrali, con un massimo di 18 ore al mese. Per gli altri dipendenti pubblici e per il settore privato restano i criteri precedenti.
A chi spettano le tutele
Le agevolazioni della 104 possono riguardare direttamente la persona con disabilità oppure chi la assiste. Tra i caregiver rientrano il coniuge, la parte dell’unione civile, il convivente e i parenti o affini entro il secondo grado. In determinate condizioni il diritto può essere esteso al terzo grado.
Dal 2022, inoltre, più familiari possono condividere l’assistenza della stessa persona: è stata eliminata la figura del referente unico. Il limite complessivo resta però di tre giorni di permesso al mese per la persona assistita. Tra le altre tutele previste ci sono il congedo straordinario retribuito fino a due anni, la scelta prioritaria della sede di lavoro più vicina al familiare e il divieto di trasferimento senza consenso.
Come fare domanda
Le procedure cambiano a seconda della misura. Per il mutuo bisogna rivolgersi direttamente a una banca che aderisce al Fondo di garanzia. Servono l’Isee, la documentazione sul reddito e il compromesso per l’acquisto dell’immobile. Consap indica circa 20 giorni lavorativi per ottenere la garanzia; una volta superato questo passaggio, il mutuo deve essere stipulato entro 90 giorni.
Per il riconoscimento della 104 è invece in corso la transizione verso il nuovo sistema di accertamento affidato all’Inps. Da marzo 2026 la sperimentazione è stata estesa ad altre 40 province e l’obiettivo è arrivare a regime su tutto il territorio nazionale dal primo gennaio 2027.
