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Un anno fa il terremoto in Centro Italia, le vittime furono 299

Ad Amatrice si è svolta questa notte la principale iniziativa che ha dato il via alle celebrazioni: una fiaccolata culminata con 249 rintocchi di campana

Ad Amatrice e in altri centri delle aree colpite, è stata la notte del ricordo del terribile sisma che alle 3.36 del 24 agosto del 2016 spazzò via interi paesi e comunità, lasciando sotto le macerie 299 vittime, 249 delle quali solo tra Amatrice e Accumoli. Ed è proprio ad Amatrice che si è svolta nella notte la principale iniziativa che ha dato il via alle celebrazioni: una fiaccolata culminata con 249 rintocchi di campana.

Un anno dopo il terremoto in Centro Italia, la commemorazione delle vittime

Il monumento in ricordo delle vittime - Il corteo è stato preceduto da una commossa lettura delle biografie delle vittime e seguito da una veglia di preghiera. Il sindaco Sergio Pirozzi ha quindi scoperto un monumento alla memoria. Il monumento dello scultore Marino Di Prospero eretto al parco don Minozzi raffigura l'antica moneta "Fidelis Amatrix", che nel 1486 fu concessa in diritto alla città di Amatrice da Ferdinando d'Aragona per la fedeltà dimostratagli nella lotta contro gli Angioini.

La fiaccolata per le vie di Amatrice - La fiaccolata è partita dal campo sportivo di Amatrice, a pochi metri dalla radura dove il 30 agosto dello scorso anno si celebrarono i funerali. Un lungo corteo silenzioso che ha percorso le strade principali di Amatrice lambendo la zona rossa. In un solo punto la fiaccolata si è avvicinata alle macerie, in piazza Augusto Sagnotti, dove sorgevano le tre palazzine di edilizia popolare in cui la notte del sisma persero la vita 19 persone. A ricordarle c'erano altrettanti lumini, posti su ciò che rimane di quelle case venute giù in un attimo senza lasciare scampo a nessuna delle famiglie che vi abitavano.

Veglia di preghiera per le vittime di Arquata - Veglia di preghiera anche a Pescara del Tronto dove un corteo silenzioso di persone che si erano date appuntamento a Trisungo ha ricordato le 48 vittime del territorio di Arquata. "Per desiderio delle famiglie - ha spiegato il vescovo di Ascoli Piceno, mons. Giovanni D'Ercole - questa è la notte del silenzio, dell'intimità, della memoria e della preghiera". Il luogo scelto per la cerimonia è il parco dove i bambini di Pescara del Tronto giocavano, trasformato in obitorio a cielo aperto nelle prime terribili ore dopo il sisma. Accanto al vescovo il parroco di Arquata, don Nazzareno. Anche qui la straziante lettura dei nomi delle vittime, accompagnata dai rintocchi della campana della vecchia chiesa.

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