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Stefano D'Orazio: "Forse andrò all'inferno, ma con me ci verranno in tanti..."

L'ex frontman dei Vernice pubblica "Ci vediamo all'inferno", il nuovo album solista con cui festeggia 25 anni di carriera. "Abbiamo buttato alle ortiche tutto, passando anni a litigare in tribunale" dice a Tgcom24

- Ritorna Stefano D'Orazio, autore, frontman e voce dei Vernice. Il cantante ha pubblicato in questi giorni il nuovo album da solista "Ci vediamo all'inferno", che ripercorre in 10 tracce 25 anni di carriera. "Dopo tanti anni è un'emozione come fosse il primo giorno di scuola - dice a Tgcom24 -. A causa del mio carattere ho fatto tanti errori e li ho pagati tutti. Ma ora sono cambiato. E comunque intorno a me non vedo santi...".

    All'inizio degli anni 90 i Vernice sono stati un piccolo fenomeno. Ennesima "scoperta" del fiuto di Claudio Cecchetto che, dopo averli visti all'opera sul palco del Festival di Castrocaro, dove si fecero mandare a casa a causa di quella "stronza" del ritornello urlato a piena voce in prima serata su Raiuno a dispetto di quello che avevano promesso di fare, li mise sotto contratto. Arrivarono successi e Festivalbar. E arrivarono anche i litigi... "Nel momento forte dei Vernice - racconta -, invece di darci da fare sono nate le invidie. E quello firma più autografi, e quell'altro guadagna di più...". Il risultato è stato che nel giro di poco tempo il gruppo si è sfaldato. Stefano se ne è andato e, tra problemi legali ("abbiamo passato 15 anni tra un tribunale e l'altro") e traversie personali, ha perso il treno del successo sul quale era montato.

    Adesso arriva "Ci vediamo all’inferno", un progetto arricchito da una serie di tavole illustrate realizzate dal fumettista Roby Rais, amico e fan di lunga data di Stefano D’Orazio, che ha disegnato anche la copertina dell’album. "Per me è una gioia essere arrivato a pubblicare questo lavoro - confessa -, è stato come uscire da un tunnel. Tanto che avevo qualche canzone pronta da tempo ma quando ho saputo che il disco si sarebbe fatto mi sono sbloccato. L'ispirazione è tornata e ho scritto tutti i pezzi in poco tempo".

    Ma chi è che deve andare all'inferno con D'Orazio? "Io ho sempre saputo di non essere santa Maria Goretti - spiega -, diciamo che ho fatto una vita rock'n'roll, senza negarmi nulla. Vengo dalla strada, ho sempre avuto molta rabbia dentro, che mi ha portato anche a fare tanti sbagli. Però ora che mi guardo intorno mi accorco che come me in tanti meritano l'inferno. Nessuna categoria è esclusa. E quindi a tutti questi dico 'Ci vedremo all'inferno'".

    Ma adesso che sono passati anni e i conti sono stati pagati in maniera salata, Stefano D'Orazio come si sente? "Cambiato. Sicuramente sono più rilassato di una volta e ho meno rabbia - spiega -, anche se quando qualcuno esagera non riesco a stare calmo. Amo troppo la verità". Cambiato ma non pentito. "All'apice del successo Cecchetto mi propose un contratto da solo. Io dissi o tutti o nessuno, perché avevo l'idea romantica del gruppo. Il risultato si è visto. Due dei Vernice sono ancora con me ma con gli altri è stato un calvario. Ma nonostante tutto credo che se oggi mi trovassi nella stessa situazione... rifarei tutto allo stesso modo". 

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