INDIPENDENZA, EMANCIPAZIONE E SPIRITUALITÀ

Nuncore, la rivalsa delle suore pop: non essere per forza sexy è la vera ribellione

La provocazione, che trova le sue radici negli Anni Settanta, ha l'obiettivo di delegittimare e ridicolizzare una delle perle del pensiero patriarcale per cui la donna viene etichettata o come una santa o come una poco di buono

27 Ott 2026 - 07:00
 © Istockphoto

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C'è qualcosa di irresistibile, oggi, nell'immaginario della suora. Il velo bianco, l'abito monacale, i simboli della devozione si spogliano della loro sacralità per diventare strumenti di provocazione, seduzione e spettacolo. Dalla musica al cinema, si legge su La Stampa, le star giocano con l'iconografia religiosa, la contaminano con il linguaggio della sensualità e sfidano il confine tra sacro e profano. Non si tratta più soltanto di una provocazione: è un'estetica, una tendenza, un fenomeno social che ha persino un nome. Si chiama Nuncore, dalla crasi tra nun (suora) e hardcore. E il sacro, a quanto pare, non è mai stato così pop. 

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Il trend delle star, da Rosalía a Lily Allen

 La pop star spagnola Rosalía ha dedicato un intero album - Lux - ispirato a sante e mistiche, l'attrice statunitense Sydney Sweeney nel film Immaculate ha interpretato il ruolo di una suora incinta. C'è poi l'italiana Annalisa che nel brano Canzone estiva incarna un mix tra suora e pornodiva e la cantante Rihanna che, nel 2024, ha posato per la copertina di un magazine vestita con un velo da suora e una camicia che lasciava intravedere la scollatura scatenando non poche polemiche. E ancora la cantante britannica Lily Allen che, nel videoclip di Pussy Palace, appare in abito da suora, con una sigaretta in mano, gambe accavallate e con ai piedi un paio di décolleté nere con tacco a spillo. 

Una tendenza che ha radici negli Anni 70

 Ciò che hanno fatto attrici, cantanti e star negli ultimi anni in realtà non è nulla di nuovo. Già cinquant'anni fa, con i B-Movies degli Anni 70 denominati "Nunsploitation", il set era allestito nei conventi popolati da religiose le cui vicende giravano intorno a sesso, sadismo e corruzione. "Negli Anni 70, quando le suore appaiono nel cinema o nella musica pop, i loro corpi vengono erotizzati. È un modo per giocare con la censura e interrogare le norme dell’epoca, molto patriarcali", ha affermato chi, come il docente di storia moderna all’Università della Borgogna David El Kenz, si è occupato del tema. 

Il significato del messaggio di oggi: delegittimare il pensiero di ieri

 La differenza tra quanto avviene oggi e quanto avveniva ieri, oltre l'estetica blasfema, risiede nel significato del messaggio. Accade perché ai giorni nostri la provocazione serve a delegittimare e a ridicolizzare una delle perle del pensiero patriarcale per cui la donna viene etichettata o come una santa o come una poco di buono. Santa se si veste con gonne lunghe e un girocollo che possa nascondere da occhi indiscreti la vista del décolleté oppure poco di buono se porta una minigonna e la pancia di fuori. Per questo, oggi, la ribalta pop per l'immaginario monacale ha un valore di resistenza e ribellione. La libertà di poter essere "sante" senza dover necessariamente indossare un dress code punitivo, ma anche il contrario, il diritto di non dover essere per forza sexy secondo i canoni maschili esaltati dal mondo digitale. Ed è quindi a questo punto che coprire il proprio corpo diventa il nuovo gesto ribelle e radicale.

Il precedente della pop star Madonna, la "suoromania" e l'aumento dei sacramenti

 In questo senso, a fare da apripista, ci ha pensato la pop star internazionale Madonna. Lady Ciccone si è, infatti, spesso appropriata della figura della religiosa per mettere in discussione l'autorità morale della religione e il controllo esercitato sul corpo delle donne. Quella che un'inchiesta del francese Le Monde ha definito "suoromania" è in realtà una tendenza con un messaggio ben preciso che parla di indipendenza, emancipazione e spiritualità. Per spiegare il loro successo sui social network il quotidiano Le Monde evoca anche una "sete di religione" presso le giovani generazioni francesi. Una tendenza che si tradurrebbe in un aumento dei battesimi: la Conferenza dei vescovi di Francia ha reso noto che circa 21mila - tra adulti e adolescenti - compiranno questo passo nel 2026. In Italia la situazione è differente anche se in alcune diocesi, come quella di Milano, vi è un aumento delle persone e dei giovani che si avvicinano alla chiesa e ai sacramenti. 

Al giorno d'oggi il numero di coloro che scelgono di farsi suore è in diminuzione ma, ciononostante, il quantitativo di sorelle rimane superiore rispetto a quello dei sacerdoti. Le ultime rilevazioni parlano infatti di circa 580mila religiose e 407mila religiosi. Il calo delle vocazioni è un fenomeno che interessa gran parte del globo, anche se con alcune differenze geografiche. Il numero delle suore è infatti in crescita in Africa mentre è in diminuzione in Europa, America, Asia e Oceania. 

L'epoca delle suore influencer

 Navigando su internet ci si interfaccia con tante realtà legate agli ordini sacri maschili e femminili. Nel 2026 la protagonista è stata Nayiby Jimenez, religiosa della Congregazione delle figlie dei sacri cuori di Gesù e Maria, che vive dal 2012 in una casa dell’istituto a Raiano, nell'Aquilano, adibita all’accoglienza di consorelle più anziane e/o non più autosufficienti. Jimenez ha creato su Facebook e Instagram gli account "Suore Ravasco Nayiby" cominciando a pubblicare reel in cui le anziane ospiti della casa raccontano la propria quotidianità con semplicità e ironia. I profili sono seguiti da oltre 300mila follower. Ci sono poi le "suore influencer" e le "smart sisters" - come le definisce il mensile femminile dell'Osservatore Romano Donne, Chiesa, Mondo diretto da Rita Pinci. Nell’inchiesta il racconto della capacità delle sorelle "di trovare nuove strade per essere presenti nel mondo, raccontarsi fuori dagli stereotipi, comunicare la propria fede e rispondere alle trasformazioni della società. Sono straordinarie. Sono preparate, spigliate, sanno usare le tecnologie, adottano un linguaggio fresco e informale per parlare ai giovani. Ricorrono a meme, aforismi e pennarelli scintillanti" ha raccontato Pinci.

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